Asvisio kaputt

Dicono che… Luca Asvisio abbia scoperto sulla sua pelle che blindare il cortile di casa non basta per espugnare Roma. Dopo aver governato per due mandati l’Ordine dei commercialisti torinese – e quindi non più candidabile – sotto la Mole aveva messo in fila tutto: lista “Modello Torino Continua” vincente con 1.347 voti e 12 consiglieri, successione già scritta con Salvatore Regalbuto insediato da gennaio alla presidenza dopo il rientro dalla Capitale dove, dal 2022, era tra i massimi dirigenti. Un capolavoro domestico, insomma.

Peccato che fuori dal perimetro amico la musica sia cambiata. Eccome. Nel voto nazionale dei quasi 1.400 consiglieri dei 132 Ordini territoriali, Asvisio si è presentato alla testa della lista “Unione dei Territori”, in ticket con Claudio Siciliotti per la presidenza, coltivando l’ambizione – tutt’altro che nascosta – di prendersi la vicepresidenza. Ma il verdetto delle urne ha avuto il sapore di una mezza Caporetto: 30,4% e partita chiusa.

Dall’altra parte, travolgente l’affermazione della lista “Direzione Chiara” guidata da Elbano De Nuccio, che con il 69,6% dei voti non solo ha stravinto, ma ha anche riscritto un pezzetto di storia della categoria, diventando il primo presidente confermato per un secondo mandato da quando nel 2008 è nato l’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Per Asvisio, che pure può esibire incarichi di peso – dalla presidenza del Collegio sindacale della Compagnia di San Paolo al lungo cursus nell’analogo organismo della Fondazione Crt – resta l’amaro in bocca per un approdo romano sfumato sul più bello.

Nonostante l’Ordine subalpino con i suoi circa 3.900 professionisti sia il quarto d’Italia per numero di iscritti si è fatto bagnare il naso. Tra i “vincenti” nel Consiglio nazionale siederà comunque una piemontese, la vercellese Annalisa Francese.

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