FINANZA & POTERI

Opa della Lega su CrAlessandria:
via libera bipartisan per Arrobbio

Lunga carriera alla Popolare di Novara poi al Banco, già presidente di Amag: il casalese è a un passo dalla nomina a presidente. Il lavoro di Molinari e il semaforo verde del Pd. Sul successore di Mariano (trovato morto sulle scale) la certezza solo lunedì

Mancano ancora un paio di giorni in cui potrebbe succedere di tutto, ma le probabilità che lunedì la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria abbia un nuovo presidente – e che questi risponda al nome di Paolo Arrobbio – sfiorano la certezza.

Classe 1954, di Casale Monferrato, lunga carriera nella Popolare di Novara e poi in Bpm fino a raggiungere livelli apicali, già consigliere della Fondazione Banca Popolare di Novara e presidente della multiutility alessandrina Amag: quello di Arrobbio appare il profilo destinato ad assumere la guida della cassaforte alessandrina. Un ruolo rimasto vacante dopo l’improvvisa scomparsa del notaio Luciano Mariano, trovato senza vita sulle scale del palazzo in cui abitava, per cause non ancora del tutto accertate e per le quali la Procura della Repubblica ha disposto l’autopsia, i cui risultati non sono ancora noti.

La morte di Mariano

Un evento tragico le cui conseguenze sulla Fondazione si fanno sentire, a cominciare da procedure e rituali stravolti da una situazione inedita, complicata da scadenze ravvicinate e da passaggi ancora tutti da costruire. Non è un caso che – in assenza di un successore “designato”, come sempre avvenuto in passato nell’approssimarsi del cambio al vertice – in questi giorni si susseguano incontri e riunioni, più o meno informali, tra i componenti del consiglio generale, chiamato lunedì prossimo a votare il bilancio e a nominare i nuovi componenti del cda, tra cui colui che lo presiederà.

Altri incontri, non meno importanti e dirimenti, si svolgono tra le forze politiche che, attraverso gli enti cui spetta la designazione dei rappresentanti in seno alla cassaforte territoriale, possono porre veti o trovare accordi. I primi – potenzialmente sollevabili dal centrosinistra, pur in minoranza nel consiglio della fondazione – sono di fatto già caduti; anzi, non sarebbero stati neppure paventati sul nome di Arrobbio, figura da lungo tempo espressione della Lega.

Le trattative

Il segretario regionale Riccardo Molinari, giocando in casa direttamente o tramite suoi emissari, non avrebbe avuto grandi difficoltà a trovare una strada sostanzialmente libera da ostacoli da parte del Partito Democratico, garantendo alla proposta su Arrobbio non solo l’assenza di un’aperta contrarietà, ma contribuendo soprattutto a rafforzarla, allargando il consenso o, comunque, assicurando una preziosa mancanza di dissenso.

E sarebbe lo stesso Pd a vedere confermato quello che, nella piazza su cui affaccia il palazzo sede della fondazione – ma anche in Comune e in Provincia (il primo in mano ai dem, la seconda a Fratelli d’Italia) – si sussurra come un accordo già abbozzato tempo addietro con l’allora presidente: un posto nel cda per l’attuale componente del consiglio generale ed ex cardiochirurgo dell’ospedale cittadino Domenico Mercogliano.

Il nuovo board

Oltre al suo nome, il vicepresidente uscente Egidio Rangone, anch’egli in quota Lega, dovrebbe portare in consiglio generale altri tre nominativi, tra cui quello di Arrobbio e, probabilmente, quelli degli unici due uscenti rinnovabili: Rossana Balduzzi e Luigi Bonzano. Il quinto nome necessario per comporre il nuovo board deve essere indicato dal consigliere anziano del consiglio generale, Vittorio Ferrari, presidente di Confcommercio Alessandria.

In questo caso, il nome che circola è quello di Roberto Livraghi, a lungo segretario generale della Camera di Commercio, profilo gradito a sinistra e nel milieu progressista della città. Anche su di lui si è vociferato come possibile presidente, ma proprio la sua area di riferimento potrebbe rappresentare un ostacolo.

Altri nomi

Papabile, almeno virtualmente, è anche Cesare Rossini, avvocato, presidente della Fondazione Slala e in passato vice di Mariano alla Cr Alessandria. Il suo nome non è affatto sparito dal tavolo dove la partita si gioca sì tra il centrodestra e il fronte opposto, ma nessuno oggi è in grado di escludere che proprio all’interno del fronte di maggioranza – anche in seno alla cassaforte del territorio – possano emergere, se non veri e propri ostacoli, quantomeno segnali in codice alla Lega da parte degli alleati.

In questo caso, c’è chi suggerisce di guardare a Fratelli d’Italia, partito a livello provinciale nelle mani dell’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, ex sindaco di Casale Monferrato.

Il “Federale”

L’essere concittadino del “Federale” in terra mandrogna potrebbe rappresentare un atout – e un sostegno – per Arrobbio, che godrebbe del viatico anche di colui che nella fondazione ha il suo giardino di casa: Fabrizio Palenzona. Resta sullo sfondo l’ipotesi di una sua chiamata quale civil servant per superare eventuali ostacoli, così come permangono le perplessità del Mef circa una nomina sulla quale penderebbe la spada di Damocle dell’inchiesta avviata dalla Procura di Roma – ormai alle battute finali – in cui l’ex numero uno della Fondazione Crt è indagato per corruzione tra privati, proprio nell’ambito di quel famoso (e tuttora fumoso) “patto occulto”.

Lunedì il consiglio generale della cassaforte alessandrina è convocato per le 11, ma i suoi componenti si riuniranno informalmente già due ore prima. Un pre-conclave che si presta a diverse letture.

print_icon