FIANCO DESTR

Dalle penne nere alle penne al sugo: Vannacci arruola 400 commensali

Dopo il passaggio all'adunata degli Alpini di Genova nel weekend, l'ex parà è atteso martedì prossimo a Torino per un doppio appuntamento: convegno del Siulp a Borgaro e cena in via Gressoney. Tensioni tra i colonnelli e l'ombra di Verdini

Inizia la campagna di primavera per il generale Roberto Vannacci. Dopo il tutt’altro che consensuale divorzio dalla Lega (di cui era vicesegretario) il suo nuovo partito Futuro Nazionale accelera sul radicamento locale, tra eventi pubblici, cene militanti e dinamiche interne tutt’altro che sopite. E uno dei prossimi banchetti è in programma a Torino, all'inizio della prossima settimana.

Prima tappa significativa del tour vannacciano in Piemonte e Liguria sarà Genova, dove venerdì Vannacci porterà il suo saluto agli Alpini in occasione dell’adunata nazionale del prossimo weekend. Un passaggio simbolico ma altamente significativo, perfettamente in linea con il profilo identitario e di marca militare che il leader ha sempre rivendicato per la sua nuova creatura.

Penne nere

Una volta che le campane dell’adunata alpina avranno smesso di risuonare, per Vannacci è il turno del Piemonte, con un doppio appuntamento torinese nella giornata di martedì: alle 18 a Borgaro, comune alle porte del capoluogo, il generale interverrà a un convegno organizzato dal Siulp, il sindacato di polizia guidato a Torino dal segretario provinciale Eugenio Bravo, ormai considerato l’uomo del Generale sotto la Mole e oggi anche leader di uno dei “Team” del Movimento Mondo al Contrario, ispirato ai dettami dell’omonimo libro di Vannacci.

Bravo rappresenta un caso emblematico delle traiettorie interne al centrodestra torinese e in particolare alla Lega: già candidato con il Carroccio alle comunali del 2021, è risultato primo dei non eletti, restando fuori dalla Sala Rossa.

Sarebbe potuto subentrare, ma né Elena Maccanti Fabrizio Ricca hanno ritenuto di lasciare il loro posto in Consiglio Comunale, continuando a cumularlo a quello occupato rispettivamente a Montecitorio e a Palazzo Lascaris. Così lui ha rivolto le sue simpatie politiche altrove, offrendo la base per le iniziative in terra torinese dei futuristi e diventando di fatto uomo di fiducia di Vannacci sotto la Mole.

La grande abbuffata

Terminato il convegno, la serata proseguirà con una cena politica nel capoluogo. Al ristorante Ventuno di via Gressoney, nella zona nord di Torino, sono attese 400 persone tra iscritti e simpatizzanti provenienti da tutto il Piemonte, prima che Vannacci si rimetta di nuovo in marcia verso la Liguria, stavolta in direzione Savona.

Gli organizzatori parlano di sold out in pochi giorni, segnale di un attivismo che si struttura anche attraverso momenti conviviali. Non è un episodio isolato: le cene stanno diventando un vero e proprio format identitario dei vannacciani. Già a dicembre, alle porte di Parma, un evento analogo aveva riunito i vari “Team” del Mac di tutta Italia e visto la presentazione del centro studi “Rinascimento Nazionale” guidato dall’esperto d’arte Luca Sforzini e con sede nel Castello di Castellar Ponzano nei pressi di Tortona. Un’iniziativa volta a rafforzare il profilo ideologico del partito, ma che non è piaciuta proprio a tutti.

Vogliamo i colonnelli

Dietro la crescita organizzativa, infatti, si muove una partita più complessa. Attorno a Vannacci si sta formando una rete di figure chiave – veri e propri “colonnelli” – impegnati nella costruzione del partito in vista delle elezioni politiche del 2027.

Tra questi spicca senza dubbio il toscano Massimiliano Simoni, coordinatore nazionale e uomo di fiducia del leader, che sta lavorando per centralizzare struttura e comunicazione. Non a caso, negli ultimi giorni sono state diramate circolari interne per regolamentare l’uso del marchio, l’organizzazione degli eventi e l’attribuzione degli incarichi, con la previsione di sanzioni fino all’espulsione per chi si muove in autonomia.

Una stretta che molti leggono anche alla luce delle iniziative di Sforzini, che ha come se non bastasse ha convocato gli “Stati Generali del Nord”, previsti sabato 30 maggio nel suo Castello. Un evento che, per format e ambizioni, appare più nazionale che locale, aprendo così un fronte di tensione interna.

Sul fondo, si intravedono anche equilibri politici più ampi. Il nome di Denis Verdini, suocero di Matteo Salvini, torna a circolare come possibile regista occulto di alcune dinamiche, con uomini a lui vicini: uno su tutti Tommaso Villa, fedelissimo di Verdini fin dai tempi di Forza Italia e recentemente nominato responsabile del partito in Toscana. La vecchia volpe è pronta a tornare nel pollaio.

Laboratorio politico

In questo quadro, il Piemonte recita un ruolo da protagonista. Il referente regionale di Futuro Nazionale è l’onorevole vercellese Emanuele Pozzolo, tra i primi a seguire Vannacci nella nuova avventura politica: ci sarà anche lui venerdì a Genova, sperando di dare un dispiacere alla sindaca e aspirante leader del campo largo Silvia Salis.

Sul territorio, il movimento può già contare su diversi comitati locali, spinti da una crescita costante di adesioni .Gli appuntamenti torinesi si inseriscono dunque in una fase di consolidamento: meno spontaneismo e più struttura in vista della costituente nazionale, già fissata per il 13 e 14 giugno a Roma.

Consensi e incognite

Il progetto di Futuro Nazionale si muove così su un doppio binario: da un lato, l’attrazione di consenso attorno alla figura carismatica del generale; dall’altro, la necessità di disciplinare una galassia di iniziative locali spesso autonome e in rotta di collisione tra di loro.

Le cene affollate e gli eventi sold out raccontano di un movimento in espansione. Ma le circolari interne e le rivalità tra dirigenti mostrano anche le difficoltà di trasformare un fenomeno politico in una macchina organizzativa competitiva. In Piemonte, intanto, il generale continua il suo tour. E, tra convegni e tavolate, prova a trasformare entusiasmo e militanza in struttura politica. Prima la panza, poi la sostanza.

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