Forbici in aula, tagli nei conti:
Cirio cuce il buco della sanità
Davide Depascale 16:05 Giovedì 07 Maggio 2026
Via libera dal Consiglio Regionale del Piemonte alla variazione di bilancio: per coprire il disavanzo da 209 milioni di euro utilizzate risorse sottratte a trasporti, welfare e scuola. La promessa di ridestinarle in sede di assestamento non convince l'opposizione
Grosse forbici colorate sollevate al momento del voto finale. Con questa protesta scenografica inscenata dalle opposizioni stamattina a Palazzo Lascaris si è conclusa la discussione sulla variazione di bilancio, che va a coprire il disavanzo da 209 milioni di euro della sanità piemontese.
Un buco che la giunta di centrodestra guidata dal governatore Alberto Cirio ha scelto di sanare spostando risorse da altri capitoli di spesa: istruzione, ambiente, trasporti, politiche sociali. Le forbici rappresentano così un omaggio simbolico agli assessori regionali: “ormai veri professionisti quando c’è da fare tagli a bilancio sui servizi”, tuonano i consiglieri della minoranza.
Se ne salva solo uno
Dei nove ordini del giorno collegati al provvedimento, presentati tutti dai gruppi di opposizione, ne è passato uno solo: quello a prima firma della capogruppo del Movimento 5 Stelle Sarah Disabato sulla fibromialgia, che impegna la giunta a dare piena attuazione alla legge approvata in Consiglio regionale nel dicembre 2023, ancora largamente inattuata a distanza di due anni e mezzo. La norma prevedeva un sistema integrato di prevenzione, diagnosi e cura della patologia; restano da istituire l'osservatorio, il registro specifico e i percorsi di reinserimento lavorativo. L’ordine del giorno aggiunge anche la richiesta di una piattaforma regionale online per il monitoraggio dei sintomi e l'accesso ai percorsi terapeutici.
Bocciato invece l’ordine del giorno unitario, firmato da tutti i gruppi di opposizione con primo firmatario il consigliere del Partito Democratico Fabio Isnardi, che chiedeva alla giunta un impegno formale a ristorare nell'assestamento di luglio le risorse sottratte agli altri capitoli. “La risposta della maggioranza è stata netta: bocciatura. Non hanno voluto dare alcuna garanzia di reintegro per le risorse sottratte ai servizi essenziali”, ha dichiarato la capogruppo del Pd Gianna Pentenero. “Ci rivedremo in sede di assestamento, quando quei tagli diventeranno una certezza sulla pelle dei cittadini piemontesi”, continua la consigliera dem, ricordando come il provvedimento è tornato in aula non per iniziativa politica della giunta ma su sollecitazione del ministero, che ha chiesto alla Regione di affrontare il problema del disavanzo 2025.
Schema Ponzi
Ma se il Pd è riuscito a portare a casa un paio di emendamenti – uno a prima firma di Domenico Rossi sull’obbligo di rendicontazione da parte del commissario della città della salute di Novara e uno di Nadia Conticelli sul potenziamento del sistema hospice – il M5s si è visto respinti tutti gli oltre quaranta emendamenti al provvedimento. Tra le misure bocciate i fondi per il biomonitoraggio sui Pfas, il potenziamento dei consultori, il recepimento delle linee guida ministeriali sull’aborto, il contrasto alla ludopatia e la regolamentazione del fine vita.
“In sette anni di governo la giunta Cirio non ha raggiunto alcun risultato positivo sulla sanità. Nemmeno uno”, hanno dichiarato i consiglieri pentastellati Disabato, Alberto Unia e Pasquale Coluccio. Dure critiche anche da Alleanza Verdi-Sinistra: “La destra continua a difendere il suo sistema Ponzi che taglia, trasporti, borse di studio e welfare per tenere in piedi un sistema sanitario con un disavanzo cresciuto di 50 milioni in due anni”, ha dichiarato la capogruppo Alice Ravinale.
Opposizione strumentale
La maggioranza di centrodestra, dal canto suo, respinge in toto le accuse provenienti dalle opposizioni. In una nota congiunta, i capigruppo Carlo Riva Vercellotti (FdI), Silvio Magliano (Lista Cirio), Paolo Ruzzola (Forza Italia) e Fabrizio Ricca (Lega) definiscono “vuota e strumentale” la narrazione di crisi, sostenendo che il disavanzo riflette “una precisa scelta politica” di investimento nei servizi e non di tagli: “Oggi non c’è spazio per le polemiche strumentali. Noi investiamo, chi contesta oggi ieri si è reso solo protagonista di tagli e chiusure di reparti”, affermano. Sul percorso di risanamento hanno ammesso che “certamente non sosteniamo che il processo sia concluso”, pur difendendo la direzione intrapresa dalla giunta, in particolare dall’assessore alla Sanità Federico Riboldi e dal collega Andrea Tronzano, responsabile del Bilancio: “A noi interessa provare a raddrizzare una barca in difficoltà”, le parole di Riboldi.
Appuntamento a luglio
Con l’approvazione odierna della variazione di bilancio ci si proietta già all’estate, quando entro la fine di luglio dovrà essere approvato l’assestamento, con la ridefinizione delle spese regionali e la promessa di ricollocare le risorse verso quei settori che oggi hanno dovuto “sacrificarsi” per coprire il buco della sanità. Solo a quel punto si capirà se le promesse della Giunta Cirio saranno mantenute: per ora, come dimostra anche il mancato impegno sull’ordine del giorno in questione, sono solo parole.



