TRAVAGLI DEMOCRATICI

Yes, weekend. Veltroni sabato 16 a Torino con i riformisti Pd

Alla kermesse di Energia Popolare ospite d'onore il fondatore del partito. A parlare di sicurezza (anzitutto quella di posti nelle liste alle prossime politiche) con Bonaccini la giurista Poggi e l'ex superpoliziotto Gabrielli. Dietro le quinte Lo Russo e Valle

Sicurezza. Quella da non consegnare alla propaganda della destra e quella di avere un posto assicurato in lista alle prossime Politiche. Con questa premessa Energia Popolare, la corrente guidata dall’europarlamentare e presidente del Partito Democratico Stefano Bonaccini si dà appuntamento sabato prossimo a Torino, a pochi metri da quel Lingotto dove nel 2007 Walter Veltroni sancì la nascita del Pd.

E proprio l’ex vicepremier del primo governo di Romano Prodi sarà l’ospite speciale della kermesse, la seconda di questo genere dopo quella di Napoli dello scorso 31 gennaio, che vedrà protagonisti tanti sindaci e governatori dem di rito bonacciniano, rimasti fedeli all’ex presidente dell’Emilia Romagna anche dopo il travagliato passaggio in maggioranza con l’appoggio alla relazione della segretaria Elly Schlein nell’ultima direzione nazionale del partito, lo scorso dicembre, non condiviso da parte della componente, oggi capitanata da Giorgio Gori. “Siamo noi i veri riformisti, gli unici che possono garantire un profilo di governo al Pd”, sarà il messaggio da diffondere forte e chiaro la mattina del 16 maggio.

Tornare protagonisti

Sul palco torinese dell’Hiroshima Mon Amour insieme a Bonaccini ci saranno tutti i maggiorenti di Energia Popolare, a partire dal senatore varesino Alessandro Alfieri, membro della segreteria nazionale con delega alle riforme e coordinatore della corrente. Ma soprattutto sono attesi quelli che sono la vera ossatura della componente bonacciniana e dell’intero centrosinistra: gli amministratori locali, portatori di un’immagine più rassicurante e pragmatica rispetto a quella movimentista incarnata dalla Schlein e vista pertanto con diffidenza da buona parte del tessuto produttivo, in particolar modo al Nord.

Non è un caso se il sottotitolo dell’evento (patrocinato dal gruppo europeo S&D a cui appartiene Bonaccini) recita “Per tornare protagonisti al Nord, in Italia e in Europa”: un messaggio eloquente rivolto anche all’interno, con il tema della sicurezza che non dev’essere lasciato alla destra ma al contrario va messo al centro e considerato elemento portante della tutela delle fasce più deboli, come era già accaduto lo scorso novembre a Bologna, in occasione del raduno dei sindaci dem voluto dalla Schlein.

La passerella

Così dal palco dell’Hiroshima si alterneranno governatori come il pugliese Antonio Decaro, il toscano Eugenio Giani, il presidente dell’Emilia-Romagna Michele De Pascale e la governatrice dell’Umbria Stefania Proietti, insieme a sindaci provenienti da ogni parte d’Italia: in primis il padrone di casa Stefano Lo Russo, a caccia della riconferma in vista delle comunali del 2027, il sindaco di Bari Vito Leccese, la bergamasca Elena Carnevali, il giovane primo cittadino di Mantova Mattia Palazzi e la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi. Presente, anche se solo in collegamento, anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

Spazio per i colleghi di Bonaccini a Bruxelles, con gli interventi degli europarlamenti Lucia Annunziata, Brando Benifei e Pierfrancesco Maran. Una prova di forza, per dimostrare che al momento della compilazione delle liste la “testardamente unitaria” Schlein non potrà non fare i conti con loro. Ma un messaggio anche per Gori, il cattodem Graziano Delrio, le deputate Simona Malpezzi e Lia Quartapelle e gli altri riformisti rimasti in minoranza e sempre più marginali, dopo l’addio degli ultimi giorni di Marianna Madia: gli unici in grado di portare avanti con forza i temi riformisti siamo noi, non una componente condannata all’irrilevanza.

Ospiti d’eccezione

A rafforzare il parterre de roi della kermesse torinese due personaggi della società civile, o sarebbe meglio dire tre: da una parte Anna Maria Poggi, giurista ciellina alla presidenza della Fondazione Crt, e il prefetto Franco Gabrielli, ex capo della Polizia di Stato e oggi in lizza per guidare quella gamba moderata del campo largo a cui sta già lavorando l’ex premier Matteo Renzi con la sua Casa Riformista, insieme ai Comitati Più Uno di “mister fisco” Ernesto Maria Ruffini: una Margherita 2.0 di cui Gabrielli potrebbe essere il papa straniero al comando, in alternativa o anche in tandem con la sindaca di Genova Silvia Salis, già ampiamente in rampa di lancio.

Ma oltre a Poggi e Gabrielli il vero ospite d’eccezione sarà uno che i dintorni del Lingotto li conosce bene: Walter Veltroni, che dopo aver intervistato l’intelligenza artificiale tornerà a fare i conti con l’umano troppo umano della politica italiana. Era il 27 giugno del 2007 quando dall’ex stabilimento Fiat Veltroni tracciò la strada del nascente Partito Democratico, con qualche “ma anche “ di troppo. La sua presenza sabato 16 all’Hiroshima, a pochi isolati da lì, è un modo per riavvolgere il nastro, e per i bonacciniani di intestarsi la sua eredità politica. A partire da quello slogan, “Yes we can” di Barack Obama, tradotto per la campagna elettorale del 2008 in “Possiamo vincere”.

Il luogotenente Valle

A occuparsi dell’organizzazione di un evento di tale portata un esponente locale di Energia Popolare: il consigliere regionale Daniele Valle, che punta così a guadagnarsi sul campo i galloni di luogotenente piemontese della corrente, da spendere per ottenere una promozione sul campo, con una posizione ben più ambita di uno scranno a Palazzo Lascaris, dove siede dall’ormai lontano 2014. Magari un posto al sole a Roma, con lo sbarco in Parlamento, oppure restare a Torino, ma da presidente della Regione.

Un obiettivo mai del tutto abbandonato dopo averlo già fortemente accarezzato nel 2024, salvo optare per una ritirata strategica causa ordini dall’alto. Chissà che nel 2029 (o prima, per maggiori informazioni citofonare Alberto Cirio) le direttive siano diverse. Anche per via del diverso peso di Bonaccini: nel 2024 aveva appena perso il congresso, oggi si prepara a dare le carte. E la prossima settimana a Torino vorrà farlo capire a tutti, a partire dal Nazareno.

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