MANOVRE AL CENTRO(SINISTRA)

Moderati e Demos, rotta su Roma: cantiere centrista con Prodi

Il prossimo 16 maggio, mentre Bonaccini riunisce i riformisti a Torino (con Veltroni special guest) Portas e Apollonio, insieme ai dem Gori e Delrio, volano nella Capitale per lanciare un segnale alla Schlein. Canalis si dissocia. La Margherita 2.0 nascerà davvero?

Da mesi si muovono in tandem nella Sala Rossa di Torino, tra iniziative comuni e coordinamento sulle varie delibere ma ora l’asse subalpino tra Demos – guidata in Piemonte dalla consigliera comunale Elena Apollonio – e i Moderati di Mimmo Portas arriva fino a Roma. Il 16 maggio i rappresentanti di entrambe le formazioni saranno nella Capitale per il convegno dal titolo “Costruire Comunità. Pratiche territoriali e visione condivisa per il futuro della democrazia”, in programma all’Auditorium Antonianum.

Una kermesse che non è soltanto un appuntamento di riflessione, ma anche un tentativo esplicito di lanciare un segnale politico, indirizzato soprattutto al Partito Democratico e alla sua segretaria Elly Schlein: l’area di centro del campo largo esiste eccome e, se si vogliono vincere le Politiche del 2027, bisognerà farci i conti.

Dalla Sala Rossa alla Capitale

Il cantiere messo in piedi da Demos e Moderati si chiama “Torino al centro” ed è partito già lo scorso autunno, con un incontro al Collegio degli Artigianelli che aveva riunito, oltre alle due formazioni, anche Azione, guidata in Piemonte dalla segretaria regionale e deputata Daniela Ruffino, pur senza rappresentanti in Sala Rossa.

Tutti accomunati dall’obiettivo di costruire una collaborazione capace di comporre un unico puzzle al fianco del Partito Democratico, influenzando le politiche dell’amministrazione guidata dal sindaco dem Stefano Lo Russo, a partire dai temi dello sviluppo economico e della sicurezza. Il tentativo è quello di riequilibrare una coalizione di maggioranza apparsa, agli occhi dei centristi, troppo sbilanciata a sinistra, anche alla luce del peso crescente di Alleanza Verdi-Sinistra emerso nella vicenda del patto di collaborazione con Askatasuna e nella delibera “Vuoti a rendere”.

Da allora l’intesa in Comune tra Moderati e Demos si è consolidata anche sul piano operativo, con Apollonio e Portas che hanno costruito una comunione d’intenti sempre più solida, fino ad andare a braccetto anche oltre i confini della cinta daziaria.

La kermesse

Il convegno romano è promosso da Demos insieme a Comunità Democratica, l’associazione guidata dal cattodem Graziano Delrio, da Basilicata Casa Comune, fondata dal re delle cooperative lucane Angelo Chiorazzo, da Campobase e da Per, nata su impulso dell’ex sindaco di Trento Lorenzo Dellai.

Sul palco sono attesi anche ospiti di peso, a partire dall’ex premier Romano Prodi e dai sindaci Gaetano Manfredi di Napoli e Beppe Sala di Milano, oltre al primo cittadino di Udine Alberto De Toni.

Tra le figure più attese a Roma c’è anche Giorgio Gori, già sindaco di Bergamo e oggi punto di riferimento della minoranza riformista nel Pd, dopo che Energia Popolare – la corrente di Stefano Bonaccini – ha scelto di allinearsi alla segretaria, votando la mozione Schlein all’ultima direzione nazionale del partito.

Delrio resta però il volto politicamente più strutturato dell’iniziativa: l’ex ministro porta a Roma la rete dei cattolici democratici, le sue relazioni in Vaticano e punta a costruire uno spazio autonomo nel perimetro del centrosinistra, non subalterno alle dinamiche interne al Pd, dal quale si racconta da mesi medita seriamente l’addio. Voci al momento smentite dall’interessato.

Appuntamenti sovrapposti

La scelta della data non sembra casuale. Lo stesso 16 maggio, infatti, Energia Popolare si riunirà a Torino all’Hiroshima Mon Amour, portando sul palco, oltre agli amministratori dell’area bonacciniana, ospiti d’eccezione come l’ex superpoliziotto Franco Gabrielli e soprattutto il fondatore del Pd Walter Veltroni, che proprio a due passi da lì, dal palco del Lingotto, nel 2007 proclamò la nascita del partito.

Due riti paralleli, due identità che si precisano mentre il riformismo italiano continua a presentarsi come un mosaico di personaggi in cerca d’autore, di leadership e di direzione, nel tentativo di ritagliarsi nuovi spazi politici.

Prova di forza

Per i Moderati la partecipazione ha anche un preciso valore locale. Portas punta, infatti, ad attestarsi come seconda forza della coalizione alle Comunali del 2027, citando il 9,6% ottenuto in solitaria nel 2011 come base da superare attraverso un’alleanza più ampia, comprendendo magari – oltre a Demos – anche altre sigle centriste, su tutte Azione ma pure Italia Viva, che nel frattempo ha lanciato un proprio contenitore alternativo sotto l’insegna di Casa Riformista.

Il convegno nazionale serve così anche a rafforzare la credibilità del progetto centrista in vista di quella scadenza, dimostrando che l’area moderata può ancora essere determinante e offrendo allo stesso tempo una sponda a Lo Russo per bilanciare la spinta verso sinistra di Avs.

“Siamo convinti che temi come casa, lavoro, politiche giovanili, sostegno alle fragilità sociali e sicurezza non debbano trovare risposte ideologiche e divisive, ma praticabili e unitive”, dichiarano Portas e Apollonio. “Le polarizzazioni possono essere utili a fare audience, ma non risolvono i problemi delle persone”.

C’è chi dice no

Non tutti, però, guardano all’iniziativa con lo stesso entusiasmo. Monica Canalis, consigliera regionale ed esponente dell’area cattodem, ha già fatto sapere che non parteciperà e, per di più, non avrebbe apprezzato né le modalità dell’invito né l’impianto organizzativo, giudicando l’iniziativa una kermesse calata dall’alto più che un percorso costruito dal basso.

Una distanza che racconta bene i nervi scoperti di quest’area: la stessa sensibilità che prova a unirsi finisce spesso per scontrarsi sui metodi prima ancora che sui contenuti.

Margherita in fiore

A dispetto di dissapori e gelosie, il cantiere si è comunque messo in moto. L’asse Apollonio-Portas in Sala Rossa procede da mesi come laboratorio cittadino fatto di astensioni strategiche, comunicati congiunti e proposte all’amministrazione Lo Russo su casa, sicurezza e politiche sociali. Ora quel lavoro prova a trovare una sponda nazionale.

Se il progetto della “Margherita 2.0” resta ancora in costruzione, il convegno del 16 maggio servirà anche a misurare quanta distanza separi, oggi, l’ambizione dalla forma politica.

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