Il rosso del Regina Margherita-Sant'Anna e il giallo degli Irccs in Piemonte
Stefano Rizzi 07:00 Domenica 10 Maggio 2026Il passivo dei due ospedali scorporati da Città della Salute pone seri dubbi sull'obiettivo annunciato. Occorrono tre esercizi precedenti in equilibrio di bilancio. Il caso di Alessandria. Valle e Salizzoni dal Pd alzano il tiro e chiedono chiarimenti all'assessore Riboldi
“Tutti gli ospedali per cui la Regione ha annunciato la richiesta di trasformazione in Irccs sono da tempo in passivo. Quindi delle due l’una: o sono promesse che si sa di non poter mantenere, oppure, se il disavanzo non è un problema, perché ostinarsi sullo scorporo del Regina Margherita?”. Elementare Watson, anzi Federico Riboldi.
A Daniele Valle non serve vestire i panni, oltre che di consigliere regionale del Pd, anche quelli di Sherlock Holmes per svelare quello che, se non è un mistero, assomiglia molto a una grana. L’ennesima per la sanità piemontese.
Il fardello
L’effetto della notizia, data per primo ieri l’altro dallo Spiffero, sulla ripartizione del disavanzo 2025 della Città della Salute di Torino tra i vari presìdi ospedalieri dell’azienda di corso Bramante non si è fatto attendere.
Quel circa un terzo dei 107 milioni di rosso attribuito al Regina Margherita e al Sant’Anna non solo conferma ciò che molti ipotizzavano, avanzando forti perplessità sulla capacità della nuova azienda formata dai due ospedali di rispettare il pareggio di bilancio, ma pone anche pesanti dubbi proprio sull’obiettivo alla base dello scorporo dell’ospedale pediatrico dall’azienda di corso Bramante e sul successivo accorpamento con l’ostetrico-ginecologico.
Il piano sanitario
Alla base della travagliata e non meno discussa operazione c’è, infatti, la trasformazione dell’Oirm-Sant’Anna in Istituto di ricerca e cura a carattere scientifico, classificazione che oggi in Piemonte appartiene soltanto all’Istituto di Candiolo.
Da sempre privo anche di un solo Irccs pubblico, il Piemonte ne ha inseriti diversi nel nuovo piano sanitario. In fase avanzata, in attesa del decreto ministeriale, c’è la procedura che dovrebbe portare l’attuale azienda ospedaliera universitaria di Alessandria a diventare il primo Irccs pubblico della regione.
La stessa strada è quella tracciata per l’ospedale pediatrico torinese: la sua separazione dalla Città della Salute troverebbe una delle ragioni principali, se non la principale, proprio nel superamento del vincolo dei conti in ordine.
Alessandria e gli altri
Se, come avvenuto per Alessandria, nell’iter per il via libera all’Irccs vengono presi in esame i tre bilanci precedenti alla richiesta avanzata al ministero per verificare la sussistenza dell’equilibrio economico-finanziario, come si procederà per il Regina Margherita-Sant’Anna alla luce di quegli oltre 40 milioni di rosso che emergerebbero dalla suddivisione delle perdite tra i presìdi dell’azienda di corso Bramante?
E ancora: com’è ipotizzabile che, a fronte di qualcosa come 36 milioni per il pediatrico e poco più di 10 per l’ostetrico-ginecologico, le perdite vengano azzerate nella nuova azienda? Perché va osservato che non si tratta di trasferire le perdite del 2025 sull’azienda affidata ad Adriano Leli, bensì di riuscire a gestirla, quando sarà del tutto autonoma, evitando quei disavanzi che l’hanno caratterizzata fino a oggi.
“Si è costituita un’azienda con mezzo milione di euro di fondo e, se si pensa di farla funzionare con convenzioni e altri artifici per scaricare le perdite sulla Città della Salute – avverte Valle – saremmo di fronte a un vero e proprio trucco per avere i bilanci a posto e tentare la strada dell’Irccs. Ma non si può aggirare la norma così spudoratamente”.
Dati e tabelle
Difficile trovare un sostegno solido e chiarimenti netti guardando a chi è più avanti nel percorso. Dalle tabelle della Regione, l’azienda di Alessandria registra un risultato positivo nel bilancio 2023, che diventa negativo per circa 4 milioni nel 2024 e ancora un po’ più pesante nell’anno successivo.
Dai vertici ospedalieri alessandrini si fa notare, tuttavia, che l’equilibrio di bilancio è stato mantenuto e che questo è quanto inserito nel dossier destinato al ministero. Certo, le cifre contenute nelle tabelle della Regione, ancorché negative, sono decisamente più contenute rispetto a quelle destinate a quantificare le perdite dei due ospedali torinesi. Anche per questo dal Pd, con Valle, viene chiesta chiarezza.
Risposte mancate
“Quando lo scorso 2 dicembre sono intervenuto in aula sulla delibera di scorporo del Regina Margherita e del Sant’Anna – scrive in un post il luminare dei trapianti Mauro Salizzoni, che per la seconda legislatura siede sui banchi del Pd – ho posto una questione che mi sembrava, e mi sembra ancora, di elementare buon senso: prima di votare la nascita di una nuova azienda sanitaria bisogna sapere con quali conti si parte”. Ma Salizzoni ricorda che “quella risposta non arrivò e oggi i conti incominciano a emergere, senza sorprendere chi aveva seguito la vicenda con attenzione”.
Anche l’ex primario delle Molinette riporta la questione all’obiettivo dichiarato dello scorporo: “Ora la Regione ha il dovere di spiegare quali risorse garantisce alla nuova azienda, come tutela il percorso verso l’Irccs e, soprattutto, come assicura che il peso di questa transizione non ricada sulla qualità delle cure”.



