Cairo chiude il primo trimestre con ricavi a quota 243,1 milioni

Il gruppo Cairo Communication ha chiuso il primo trimestre con ricavi consolidati in calo da 246,5 a 243,1 milioni. Il margine operativo lordo esclusi oneri non ricorrenti è sceso da 20,1 a 18,1 milioni, mentre a valle degli stessi si è ridotto da 20 a 17,9 milioni. Negativo per 2,9 milioni il risultato operativo, mentre la perdita netta sale da 2,1 a 2,8 milioni. Migliora la posizione finanziaria netta da 30 a 42,5 milioni. In crescita dell'8,1% i ricavi pubblicitari di Rcs. A fine marzo le testate del gruppo Rcs hanno raggiunto una base di clienti digitale di 1,4 milioni di abbonamenti: 779mila per il Corriere della Sera, primo quotidiano italiano anche in edicola, 269mila per la Gazzetta dello Sport, 189mila per El Mundo e 137mila per Expansion. La7 ha ottenuto il 4,3% di ascolto sul totale del giorno e il 5,9% in prima serata, tra le 20.30 e le 22.30, ed è stata la 3/a rete sia nella fascia oraria tra le 20 e le 22.30 con il 6,2%. Il nuovo canale la7 Cinema ha raccolto lo 0,58% totale nel giorno, lo 0,73% nella fascia serale tra le 21.30 e le 23.30, con un incremento rispettivo del 38 e del 30% rispetto al La7d. Complessivamente, la raccolta pubblicitaria dei canali televisivi è salita del 4%. Nel mese di aprile la7 è stata la 3/ rete televisiva sia in prima serata, sia nella fascia 20-22.30, mentre La7 Cinema ha visto crescere la quota di ascolti del 18% allo 0,6% nel totale del giorno e del 13% allo 0,89% tra le 21..30 e le 23.30. In Spagna il canale televisivo Veo7 ha raggiunto un indice dello 0,87% sul totale del giorno e dello 0,91% in prima serata, con un margine operativo lordo di 0,8 milioni. Il settore dei periodici Cairo Editore ha chiuso il trimestre con un margine operativo lordo in calo da 1,9 a 1,2 milioni di euro. Per l'intero esercizio Cairo Communication conferma l'obiettivo di raggiungere margini "fortemente positivi, sostanzialmente in linea con quelli realizzati nel 2025 e di proseguire con un'ulteriore generazione di cassa dalla gestione operativa", al netto dell'evoluzione dei conflitti in corso e della situazione generale dell'economia e dei settori di riferimento, che "potrebbe condizionare il pieno raggiungimento di questi obiettivi".

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