Consumi in frenata (-240 milioni), meno auto e più casa nelle spese dei piemontesi
11:48 Venerdì 15 Maggio 2026Il Piemonte rallenta più della media nazionale (-3,8%) e scivola all'ottavo posto con 3.194 euro di acquisti per famiglia. Torino con oltre 3,3 miliardi di euro perde il 3,3%, mentre Novara registra il calo più pesante (-5,7%). Biella è la provincia dove si spende di più
I piemontesi continuano a comprare, ma hanno smesso di spendere a cuor leggero. Nel 2025 le famiglie hanno ridotto di oltre 240 milioni di euro (circa 6 miliardi complessivi) gli acquisti di beni durevoli rispetto all’anno precedente, frenando soprattutto sull’automobile, da sempre termometro economico e culturale di una terra cresciuta all’ombra della Fiat. Non è soltanto una questione di portafogli più stretti: dietro il -3,8% registrato dall’Osservatorio Findomestic – peggio della media nazionale – si intravede un cambio di atteggiamento. Si rinvia l’acquisto impegnativo, si sceglie con maggiore cautela, si difende ciò che riguarda la casa e la quotidianità. Più che consumatori impoveriti, i piemontesi sembrano diventati consumatori guardinghi.
La spesa media per famiglia si attesta a 3.194 euro: abbastanza per collocare il Piemonte all’ottavo posto in Italia, ma comunque in calo del 4% rispetto al 2024. Non siamo di fronte a famiglie immobili o paralizzate dalla paura, quanto piuttosto a consumatori che selezionano con maggiore attenzione dove destinare le proprie risorse. La differenza la fa soprattutto la mobilità, settore che negli ultimi anni aveva sostenuto buona parte dei consumi grazie anche alla corsa dell’usato e agli strascichi del mercato post-pandemia.
Italia divisa in due
In cima alla classifica si conferma il Trentino-Alto Adige, dove la spesa familiare supera i 3.500 euro annui, seguito dalla Valle d’Aosta. Sopra il Piemonte si collocano anche Emilia-Romagna (3.418 euro), Veneto (3.325 euro), Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Toscana e Lazio. Regioni dove il rallentamento dei consumi pesa meno oppure viene compensato da redditi familiari più elevati e da una maggiore tenuta del mercato del lavoro.
All’estremo opposto della graduatoria ci sono invece le regioni del Mezzogiorno. Molise, Calabria, Sicilia e Puglia restano sotto la soglia dei 2.700 euro di spesa media per famiglia nei beni durevoli, con valori che in alcuni casi scendono vicino ai 2.500 euro. Un divario che conferma come la geografia dei consumi continui a sovrapporsi quasi perfettamente a quella del reddito e delle opportunità economiche.
Dalla ricerca emerge un’Italia spaccata in due: il Nord continua a spendere di più, ma rallenta; il Sud spende meno e fatica ancora a recuperare terreno. In mezzo c’è il Piemonte, che mantiene livelli di consumo relativamente alti, ma mostra segnali di prudenza più marcati rispetto ad altre regioni industriali.
L’auto non tira più
Il dato piemontese più rilevante riguarda proprio le quattro ruote. Le auto nuove scendono dell’11,9%, fermandosi a 1,039 miliardi di euro. È una frenata netta che attraversa tutta la regione e che sembra riflettere contemporaneamente l’incertezza economica, il costo elevato dei veicoli e la difficoltà crescente di orientarsi nella transizione verso elettrico e ibride.
Anche il mercato dell’usato, che negli ultimi anni aveva funzionato da ammortizzatore sociale della mobilità privata, perde terreno: -2,1%, pur restando la voce di spesa più importante con 2,15 miliardi di euro complessivi. Ancora più severo il tonfo delle moto, che cedono il 10,8% e si fermano a 169 milioni. Il risultato è che la mobilità, tradizionalmente centrale nell’economia e persino nell’identità industriale piemontese, diventa il principale fattore di frenata dei consumi regionali.
Casa e tecnologia resistono
Molto diverso l’andamento degli acquisti legati alla vita domestica. Qui non si vedono accelerazioni clamorose, ma emerge una stabilità che nel contesto attuale assume quasi il valore di una controtendenza. Gli elettrodomestici crescono dello 0,6%, i mobili dello 0,4%, mentre l’information technology segna un +0,9%. Numeri contenuti, ma sufficienti a indicare che le famiglie continuano a investire su ciò che percepiscono utile, duraturo o necessario nella quotidianità.
Più debole invece l’elettronica di consumo, che perde il 3,7%, e la telefonia, in calo dell’1,2%. Segno che, esaurita la lunga stagione dei rinnovi compulsivi tra smartphone, smart tv e dispositivi digitali, anche la tecnologia entra in una fase più razionale.
Torino resta il motore, ma rallenta
Con oltre 3,3 miliardi di euro di spesa complessiva, Torino continua a rappresentare il baricentro economico del Piemonte. Ma anche il capoluogo regionale registra una flessione significativa: -3,3%. Ancora una volta è la mobilità a trascinare verso il basso il dato complessivo, mentre il comparto della casa e quello tecnologico mostrano maggiore capacità di tenuta. Una dinamica che fotografa bene il cambio di priorità dei consumatori: meno spese impegnative e più attenzione agli acquisti percepiti come funzionali alla qualità della vita quotidiana.
Biella spende, Novara arretra
Tra le province piemontesi emerge il caso di Biella, che registra la spesa media familiare più alta della regione: 3.638 euro. Un dato che conferma una capacità di consumo ancora elevata nonostante il quadro generale di rallentamento. Sul fronte opposto c’è Novara, che segna l’arretramento più pesante della spesa complessiva: 550 milioni di euro, pari a un -5,7% rispetto al 2024. Una frenata che la colloca tra le province più colpite dalla contrazione della domanda.
A Cuneo la spesa in beni durevoli si ferma a 837 milioni di euro, in calo del 4,5%. Qui il rallentamento della mobilità assume dimensioni ancora più evidenti: auto nuove a -13,3% e moto addirittura a -17,8%. Tengono invece gli acquisti legati alla casa e al digitale: elettrodomestici +0,8%, information technology +0,6%. La spesa media familiare si attesta a 3.175 euro.
Più contenuta la flessione di Alessandria, dove il 2025 si chiude con 673 milioni di euro di spesa in beni durevoli, pari a un -3,2%. Qui spicca una spesa media familiare tra le più alte del Piemonte: 3.389 euro. Anche in questo caso però la mobilità arretra: le auto nuove perdono il 7,4% fermandosi a 164 milioni, l’usato scende a 222 milioni (-1,7%) e soprattutto i motoveicoli crollano del 20,4%, fermandosi a 17 milioni.
Asti registra una spesa complessiva di 315 milioni di euro (-4,8%), con una delle peggiori performance regionali nelle auto nuove: -16,8%. Tengono invece elettrodomestici, mobili e information technology. La spesa media familiare è pari a 3.279 euro. A Vercelli la spesa raggiunge i 260 milioni (-4,8%), penalizzata soprattutto dal calo della mobilità: auto nuove -14,3%, moto -14%. Anche qui, però, elettrodomestici, mobili e It mostrano una maggiore resilienza. La spesa media familiare si attesta a 3.318 euro. Più contenuto il calo nel Verbano-Cusio-Ossola, dove la spesa si ferma a 242 milioni (-2,8%). A fare la differenza è soprattutto l’auto usata, unico comparto della mobilità in crescita (+1%). Casa e information technology restano sostanzialmente stabili, mentre arretra la telefonia. La spesa media familiare è di 3.250 euro.
Compra meno, ma sceglie di più
Dentro questi numeri si legge qualcosa che va oltre il semplice andamento dei consumi. Il Piemonte non appare fermo, ma più cauto. Le famiglie non rinunciano completamente alla spesa, però sembrano aver cambiato gerarchia delle priorità. Si rinvia l’auto nuova, si rallenta sull’acquisto voluttuario, si taglia dove l’incertezza pesa di più. Ma si continua a investire nella casa, negli strumenti digitali utili, negli acquisti percepiti come realmente necessari. Non è euforia, ma nemmeno paralisi: è il ritratto di una regione che continua a consumare, anche se con il freno tirato.



