Gli ingegneri toccano Ferro

Dicono che... più che un rinnovo degli organismi, all’Ordine degli Ingegneri di Torino sia andata in scena una colata di cemento armato istituzionale. Giuseppe Ferro si tiene stretta la presidenza fino al 2030 e attorno a lui si ricompone una squadra dove abbondano le conferme, spunta qualche volto nuovo e torna pure un ex presidente come Valter Ripamonti, a dimostrazione che nella Palazzina Geisser il vintage non passa mai di moda. Del resto, tra vice vicari, tesorieri riconfermati e consiglieri di lungo corso, il rischio era solo uno: che servisse un software di calcolo strutturale per capire chi si fosse mosso davvero. Ferro però guarda avanti e promette di spostare il “baricentro” dell’Ordine verso aerospazio, biomedicale e informatica: meno bulloni e più algoritmi. Anche perché nella Torino che sogna di tornare capitale tecnologica italiana, pure gli ingegneri hanno capito che il futuro non si costruisce solo con il compasso, ma pure con l’intelligenza artificiale. Purché, ovviamente, certificata a norma.

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