Cuneo trascina lo Stato in tribunale
13:54 Giovedì 04 Aprile 2013 1La presidente della Provincia Gancia intende citare in giudizio il ministero dell’Interno per riscuotere oltre 20 milioni di crediti che la sua amministrazione vanta fin dal 1997. “Noi ente virtuoso, penalizzato dall’inefficienza di Roma”
La mossa è clamorosa. La Provincia di Cuneo intende citare in giudizio la Direzione centrale per la Finanza locale del ministero dell’Interno davanti al Tribunale di Roma per ottenere dallo Stato il pagamento dei debiti, 20.750.813 euro, accumulati per l’attività ordinaria dell’ente dal 1997 al 2012. «Intendiamo recuperare la somma dovuta - spiega la presidente leghista Gianna Gancia -. Non è giusto che un ente virtuoso come il nostro debba soffrire le conseguenze della malsana gestione finanziaria statale».
L'iniziativa, presa nella seduta di giunta dello scorso martedì 2 aprile, è volta a ottenere quanto le spetta, dopo una serie innumerevoli di diffide e solleciti: si tratta di fondi che sono stati stanziati dalle rispettive leggi finanziarie e di stabilità ai sensi dell’articolo 36 Decreto Legislativo 504/92. Il Ministero, dal 1997 a oggi, non ha ottemperato ai suoi obblighi nemmeno dopo l’istituzione del regime di Tesoreria unica nel 2012. Ora la parola alle carte bollate. Le prime ingiunzioni sono
state presentate tra il 2011 e il 2012 e riguardano il periodo 1998-2002: una somma superiore ai 16 milioni di euro. Ma tutte le richieste della Provincia sono rimaste senza esito.
«Il debito di oltre 20 milioni di euro che lo Stato ha nei nostri confronti – spiegano la presidente Gancia e il vice presidente Giuseppe Rossetto -, è stato finalmente riconosciuto dalla Direzione Centrale per la Finanza Locale del Ministero dell’Interno con una e-mail dell’11 febbraio 2013 e visto che tutte le nostre richieste, compresa l’ultima diffida del 13 febbraio scorso, sono state finora senza esito agiremo in giudizio per recuperare la somma dovuta. Adesso basta! E’ assurdo che la Provincia si trovi in enormi difficoltà finanziarie soltanto perché lo Stato non paga i suoi debiti e non è giusto che un ente virtuoso come il nostro debba soffrire, senza colpe, le conseguenze di una malsana gestione finanziaria statale».
Una querelle che arriva a poche ore dall’ennesimo slittamento del decreto legge con cui lo Stato si doveva impegnare a versare 40 miliardi tra il 2013 e il 2014 ad aziende e enti che vantano crediti nei suoi confronti. In Piemonte ammontano a 9 miliardi i debiti della pubblica amministrazione nei confronti dei propri fornitori, di cui 3 miliardi fanno capo alla sola Sanità.



