DI LOTTA & DI GOVERNO

Case popolari, ancora maxi bollette. Che fine ha fatto il tribuno Marrone?

Ventotto mesi fa l'assessore meloniano guidava il presidio contro l'Atc per i conguagli del riscaldamento, pur senza avere la delega. Oggi che governa il settore e all'ente siede il suo fedelissimo Pedrini, la situazione non è cambiata. Protesterà contro sé stesso

Gennaio 2024. Maurizio Marrone si presenta sotto la sede dell’Atc di corso Dante con un drappello di inquilini inferociti per i conguagli del riscaldamento. Megafono, fotografi e telecamere, dichiarazioni indignate: nel mirino finisce l’ente allora guidato da Emilio Bolla (Forza Italia), oggi traslocato alla presidenza del Csi Piemonte. Una protesta condotta con piglio barricadero da chi, dettaglio tutt’altro che secondario, all’epoca non aveva la delega alla Casa. Ma la campagna elettorale regionale incombeva e il “partito delle popolari” era troppo appetitoso per lasciarselo sfuggire: 28 mila appartamenti, 56 mila residenti, quartieri un tempo saldamente rossi e ormai contendibili voto per voto. Un bacino elettorale da maneggiare con cura. Lo Spiffero raccontò allora retroscena e tensioni di quella singolare opposizione interna al centrodestra.

Maggio 2026. Stavolta a raccontare il disastro sono le pagine locali di un quotidiano romano: infiltrazioni, scarafaggi, ascensori fuori servizio, camere da letto dichiarate inagibili. E ancora conguagli da 20 mila euro recapitati a famiglie monoreddito già massacrate dal caro vita. Il Sicet-Cisl parla apertamente di una “accelerazione” nei recuperi crediti che starebbe mettendo in ginocchio gli assegnatari più fragili. Una situazione che, a essere generosi, non appare molto diversa da quella che ventotto mesi fa spinse Marrone a imbracciare il megafono davanti ai cancelli di corso Dante. Con una differenza: oggi, semmai, il quadro sembra essersi ulteriormente aggravato.

Nel frattempo, però, il mondo si è capovolto. Marrone non è più il pasdaran senza delega che assedia l’Atc dall’esterno: oggi è assessore alla Casa e vicepresidente della Regione Piemonte. E soprattutto – particolare che lo Spiffero aveva anticipato con largo anticipo rispetto all’epilogo finale – alla guida dell’Atc Piemonte Centrale siede il suo fedelissimo Maurizio Pedrini, già piazzato dallo stesso Marrone ai vertici di Casa Atc Servizi Srl. Una costruzione di potere certosina e paziente, mattone dopo mattone, fino alla conquista della cittadella delle popolari.

E allora il cortocircuito politico diventa difficile da ignorare. Perché i conguagli che oggi fanno esplodere le proteste non sono poi così diversi da quelli che nel gennaio 2024 spinsero Marrone a scendere in strada. Anzi. Se allora bastarono le bollette del riscaldamento per organizzare il presidio sotto corso Dante, oggi ci sono pure gli scarafaggi, i disabili reclusi in casa dagli ascensori rotti e le anziane costrette a dormire in cucina perché la camera da letto è inagibile. In nome della coerenza, il vicepresidente non dovrebbe avere dubbi: riprendere il megafono e tornare davanti all’Atc. Stavolta, però, protestando contro sé stesso e contro quella filiera di comando che ormai parla tutta la lingua di Fratelli d’Italia.

Marrone: "Nessun maxi conguaglio"