Senza garanzia

Dicono che…anche nelle partite minori, la confusione regni sovrana a Palazzo Lascaris. Tra la varie nomine votate ieri in Consiglio Regionale del Piemonte c’era anche l’elezione di un membro della commissione di garanzia, che necessita di una maggioranza qualificata dei due terzi e di diritto spetta all’opposizione. Quest’ultima, tanto per cambiare, si è presentata tutt’altro che compatta: Stati Uniti d’Europa, rappresentata in Consiglio dalla sola Vittoria Nallo (Italia Viva), proponeva il radicale Carmelo Palma, già consigliere regionale e oggi nell’ufficio legislativo del Senato con Azione di Carlo Calenda, mentre il Partito Democratico ha puntato sul vercellese Alessandro Bizjak, eletto per la prima volta in Regione nel 2005 tra le fila della Margherita e ricandidatosi con il Pd alle ultime regionali, senza però essere eletto. Alla fine una quadra interna al campo largo è stata trovata, proprio sul nome di Bizjak. Peccato però che nel frattempo nessuno ha avvertito i consiglieri di maggioranza, che hanno disertato la prima seduta, non avendo ricevuto indicazioni dai colleghi su chi votare. L’impasse è stato presto risolto, e in seconda battuta Bizjak ha ottenuto i voti necessari per la nomina, venendo eletto all'unanimità. Ma le modalità fanno alzare più di un sopracciglio sull’effettivo coordinamento tra i vari gruppi di minoranza.

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