VERSO IL VOTO

"Il patto occulto lo fa il Pd". Scambio di accuse a Trecate

A dieci giorni dal ballotaggio, nel secondo comune del Novarese centrodestra e campo largo si rimbalzano i sospetti di voler scendere a patti con la terza classificata Criscuolo. "Preferisco perdere", taglia corto Minera. E sotto la lente ci finisce il suo rivale Sacco

Inciuci tu o inciucio io? Nel centrodestra a Trecate parte la controffensiva politica dopo le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni e raccontate ieri dallo Spiffero sul possibile asse in vista del ballottaggio tra il candidato sindaco Roberto Minera, che sfiderà il rivale del campo largo Raffaele Sacco tra dieci giorni, e l’ex assessore Rosa Criscuolo, arrivata terza al primo turno. E l’accusa, ora, si ribalta completamente: secondo gli uomini della coalizione che sostiene Minera, sarebbe proprio il centrosinistra a preparare un’intesa sottobanco con la candidata arrivata terza al primo turno.

Dopo il voto di domenica e lunedì, Trecate si avvia verso un secondo turno apertissimo. Il candidato del campo largo Sacco parte avanti con il 47%, mentre il centrodestra guidato da Minera si è fermato al 44,2%. Poco più di duecento voti separano i due sfidanti, rendendo decisivo il pacchetto elettorale raccolto da  Criscuolo, che con l’8,8% è diventata inevitabilmente l’ago della bilancia della corsa al municipio.

Proprio attorno ai voti della coordinatrice educativa, fedelissima dell’ex sindaco Federico Binatti ed ex assessore della sua giunta, si sono concentrate negli ultimi giorni le voci di un presunto “patto occulto” con il centrodestra. Ricostruzioni respinte con forza dal quartier generale di Minera.

Meglio perdere

“Preferisco perdere che fare un accordo con loro”, taglia corto il candidato sindaco del centrodestra. “Hanno detto cose su di me non veritiere, mi fanno la guerra da un anno perché non volevano fossi io il candidato. Non c’è alcuna possibilità di un accordo: loro fanno politica da bar, io preferisco farla in modo serio”.

Parole durissime, che certificano quanto profonda sia ancora la frattura interna al centrodestra trecatese, esplosa dopo la caduta dell’amministrazione Binatti e mai realmente ricomposta.

Minera insiste nel negare qualsiasi trattativa: “Non faremo alcun accordo e non svenderemo poltrone in cambio di voti. Men che meno facendo inciuci sottobanco con chi ha rovinato la nostra città negli ultimi anni. Lo abbiamo detto dal primo minuto: era la condizione essenziale per condividere il percorso della mia candidatura. Chi oggi racconta una realtà fatta di accordi sottobanco dice soltanto balle”.

Posti in piedi

Una linea confermata anche dal segretario provinciale della Lega Massimo Giordano, che esclude categoricamente il ritorno dell’area binattiana dentro la maggioranza: “Sarebbe una follia riportare dentro quella gente. Binatti ha governato così bene Trecate che ha raccolto meno di cento preferenze”.

Ma oltre alla politica ci sono anche i numeri. E proprio i numeri, nel centrodestra, vengono utilizzati per smontare la tesi dell’accordo. Il ragionamento è quello del più classico Manuale Cencelli: in caso di vittoria di Minera, oltre alla carica di sindaco resterebbero da assegnare cinque assessorati e la presidenza del consiglio comunale. Secondo le indiscrezioni circolate nelle scorse ore, proprio quest’ultima casella sarebbe stata promessa a Criscuolo in cambio di un sostegno non ufficiale al ballottaggio.

Uno scenario che però gli alleati di Minera definiscono impraticabile. “Chi sarebbe disposto a rinunciare alla propria quota per lasciarla a Criscuolo?”, è la domanda che circola tra i dirigenti della coalizione.

Anche Fratelli d’Italia respinge al mittente l’ipotesi di un’intesa. Il senatore Gaetano Nastri, luogotenente novarese del partito della premier Giorgia Meloni, invita anzi a guardare nella direzione opposta: “Criscuolo ha fatto tutta la campagna elettorale contro Minera. Farà in modo che i suoi voti vadano a Sacco. Il patto occulto lo stanno facendo loro”.

Secondo questa lettura, sarebbe infatti il candidato del centrosinistra a poter beneficiare dell’appoggio, più o meno esplicito, dell’area rimasta vicina all’ex sindaco Binatti. Un’ipotesi che, se confermata dalle urne, potrebbe risultare decisiva in una sfida giocata sul filo di poche centinaia di voti.

Spettatore interessato

Nel frattempo Sacco osserva interessato da una posizione di (seppur leggero) vantaggio, e prova a consolidare il consenso ottenuto al primo turno. Il campo largo punta a presentarsi come l’alternativa stabile dopo mesi di commissariamento e guerre intestine nel centrodestra cittadino.

Ma la sensazione, a Trecate, è che il vero scontro si stia consumando soprattutto dietro le quinte, tra accuse reciproche, veleni e sospetti di accordi inconfessabili. 

La replica

Non si è fatta attendere la risposta di Sacco, che poche ore dopo ha diramato un comunicato stampa per respingere le accuse al mittente: “Ogni allusione a possibili accordi è frutto di fantasia e rappresenta il tentativo maldestro di spostare problemi tutti interni ai partiti del centrodestra su di noi”, scrive il candidato sindaco del campo largo, che suggerisce a Nastri e ai colleghi avversari di darsi una calmata: “Il mio invito è quello di abbassare i toni: la campagna elettorale, pur essendo importante, non può rappresentare l’obiettivo di una vita”. Tra scambi di accuse reciproci e secche smentite, il ballottaggio nel secondo comune del Novarese si sta trasformando sempre più in una partita di nervi.

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