ATTACCATI AL TRAM

Salvini: "Non dipende da me". Ma il Piemonte aspetta 414 milioni per bus e treni locali

Il ministero replica all'articolo dello Spiffero e sostiene di aver completato tutti gli adempimenti con la firma del decreto il 7 maggio. Le risorse per il trasporto pubblico sarebbero ferme agli organi di controllo. Ma, assicura il dicastero, "sta seguendo l'iter"

I 414 milioni destinati al trasporto pubblico piemontese continuano a non esserci. E questo è il dato che conta per le aziende del settore, alle prese con costi crescenti, problemi di liquidità e il timore di trovarsi presto senza risorse sufficienti per garantire il servizio. Dopo l'articolo pubblicato ieri dallo Spiffero, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti interviene per precisare che il ritardo nell'erogazione delle anticipazioni del Fondo nazionale trasporti non sarebbe imputabile né al ministro Matteo Salvini né agli uffici del dicastero.

Secondo la nota inviata alla redazione, il decreto che autorizza l’anticipazione delle somme è stato firmato il 7 maggio e immediatamente trasmesso agli organi di controllo per la registrazione, passaggio indispensabile prima di poter procedere ai pagamenti. Esattamente quello che abbiamo scritto. A oggi, spiega il ministero, la registrazione non sarebbe ancora intervenuta e pertanto il Mit ritiene di aver già esaurito tutti gli adempimenti di propria competenza.

Il collo di bottiglia

La precisazione sposta dunque il problema da Porta Pia agli uffici chiamati a registrare il provvedimento. Una distinzione importante sotto il profilo amministrativo e politico, ma che non modifica la situazione concreta. I fondi continuano infatti a non essere disponibili e il Piemonte resta in attesa di oltre 414 milioni di euro che rappresentano circa l’80% del finanziamento del trasporto pubblico locale.

Nel frattempo la Regione continua ad anticipare risorse proprie per evitare ripercussioni immediate sul servizio, mentre le aziende del settore attendono pagamenti per centinaia di milioni di euro.

Le preoccupazioni restano

Nella stessa nota il ministero segnala che il termine per la registrazione sarebbe ormai prossimo alla scadenza e che Salvini starebbe seguendo personalmente l’evolversi della pratica. Un elemento che lascia intendere come da Roma si attenda uno sblocco a breve.

Resta però il fatto che, a quasi cinque mesi dall’inizio dell’anno e a oltre tre settimane dalla firma del decreto, nelle casse piemontesi non è ancora arrivata alcuna anticipazione del Fondo nazionale trasporti. Ed è proprio questo ritardo, indipendentemente da dove si trovi l’ingorgo burocratico, ad alimentare le preoccupazioni delle aziende e delle opposizioni. Forse il ministro Salvini dovrebbe preoccuparsi non soltanto di firmare i provvedimenti, ma anche di verificare che producano concretamente gli effetti per cui sono stati adottati.

Perché il problema sollevato ieri non riguarda tanto chi abbia materialmente in mano il fascicolo, quanto il risultato finale: finché quei soldi non arrivano, il sistema del trasporto pubblico locale continua a reggersi sulle anticipazioni regionali e sulla capacità delle aziende di resistere. E il rischio che la situazione si trasformi in una tempesta perfetta, evocato dal consigliere regionale Pd Alberto Avetta, resta sul tavolo.