L'energia di Portas

Dicono che… quando un’azienda è stata salvata, svuotata, spacchettata, incorporata e avviata verso il pensionamento, l’ultima cosa che dovrebbe fare è distribuire poltrone. Ma evidentemente dalle parti di Egea Holding la pensano diversamente. L’ex gioiello albese dell’energia e dell’ambiente, precipitato sull’orlo del fallimento e recuperato da Iren attraverso una complessa procedura negoziata con le banche, ormai assomiglia più a una sala d’attesa che a una società industriale. Gli asset sono già migrati nelle varie controllate del gruppo, il consiglio d’amministrazione è a scadenza e c’è chi scommette che entro fine anno resteranno da gestire soltanto le ultime pendenze prima del definitivo assorbimento nella casa madre. Eppure, proprio il board destinato all’estinzione continua a rivelarsi sorprendentemente utile. Non tanto per fare business quanto per coltivare relazioni, consolidare rapporti e inviare messaggi. Un’attività nella quale il presidente di Iren, Luca Del Fabbro, pare non difetti di fantasia.

Prima era arrivato Massimo Lapucci, ex segretario generale della Fondazione Crt e figura da sempre orbitante nell’empireo di Francesco Gaetano Caltagirone. Poi Giuliana Cirio, direttrice di Confindustria Cuneo e sorella del governatore Alberto Cirio, destinata a traslocare presto alla guida operativa della Fondazione CrC. Segnali, appunto. Adesso però Lapucci ha fatto le valigie per accomodarsi nel consiglio d’amministrazione di Mediobanca e si è aperta una nuova casella. Ma più che il posto vacante, a far alzare qualche sopracciglio è un’altra nomina. Quella di Giacomo Portas.

Sì, proprio lui. Il “Mimmo” leader dei Moderati. L’uomo che da anni riesce nell’impresa, apparentemente impossibile, di stare contemporaneamente col centrosinistra e col centrodestra senza che nessuno riesca davvero a considerarlo un avversario. In Comune è una colonna della maggioranza di Stefano Lo Russo. In Regione i suoi voti sostengono Cirio. Un portento di equilibrismo. Non a caso il sindaco Pd lo ha voluto alla presidenza di Environment Park, il parco tecnologico torinese dedicato all’innovazione ambientale. E adesso eccolo comparire anche nel board di Egea Holding, 15mila annui di emolumento, al posto di Fabio Giuseppini, amministratore delegato di Ireti e ormai prossimo alla pensione. Dicono che Del Fabbro abbia voluto così mandare un altro segnale d’amore verso Palazzo Civico. Del resto, quando si tratta di rapporti istituzionali, Portas è considerato una specie di francobollo prioritario: lo appiccichi e il messaggio arriva.

Nel frattempo, anche gli altri tasselli trovano posto. Moris Ferretti, vicepresidente di Iren ed espressione dei Comuni emiliani, lascia il posto a Elisa Rocchi, pure lei in quota emiliana e presidente del Comitato remunerazioni, quello che ha benedetto gli emolumenti da capogiro dei vertici del gruppo. Mentre al posto dell’ex amministratore delegato Gianluca Riu, traslocato alla direzione di Ireti, è andato Giuseppe Cagliero, già amministratore delegato di Asp, la multiutility pubblica di Asti.

Tutto regolare, per carità. Solo che qualcuno continua a chiedersi se Egea Holding sia ancora una società oppure sia diventata una raffinata agenzia di recapito politico. E, soprattutto, chi sarà il prossimo destinatario del messaggio. Perché se perfino una scatola quasi vuota continua a riempirsi di consiglieri, forse il contenuto non è mai stato il vero problema.

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