Clima estremo, Confagricoltura Piemonte sollecita interventi
15:03 Venerdì 05 Giugno 2026
Confagricoltura Piemonte, con il presidente Enrico Allasia, chiede "politiche concrete e nuovi strumenti assicurativi" per fronteggiare i danni alla colture causate dal clima estremo, "dall'anomalia termica di maggio alle grandinate del 2 giugno". Il calore di maggio, con anomalie termiche fino a 10 gradi sopra la media dell'ultimo decennio e zero termico oltre i 4.000 metri per più giorni consecutivi, ha dissolto in pochi giorni le riserve di neve accumulate in un inverno finalmente nella media, portando le precipitazioni di maggio a un deficit del 44% rispetto alla norma storica e la portata del Po a Isola Sant'Antonio al - 46%. Il 2 giugno è partito un brusco capovolgimento caratterizzato da violenti temporali e grandinate con chicchi fino a 6 centimetri, e raffiche di vento prossime ai 100 chilometri all'ora. Nel Monregalese si prevede la perdita di oltre metà del raccolto di nocciole, e i tecnici sono al lavoro per la stima dei danni sulle colture orticole. "Non si tratta più di anomalie: è la nuova normalità - afferma Allasia - le nostre imprese subiscono una variabilità meteorologica senza precedenti, spesso senza strumenti adeguati. L'acqua c'era quest'inverno, ma non siamo riusciti a trattenerla: la questione degli invasi non può essere ancora rinviata". "Ma l'agricoltura - sottolinea - non è solo vittima di questo processo: le pratiche conservative, il sequestro di carbonio nei suoli, la produzione di energia con matrici vegetali fanno dell'impresa agricola un soggetto attivo nella risposta al cambiamento climatico. Questo ruolo deve essere riconosciuto con politiche concrete, a cominciare da strumenti assicurativi adeguati".


