"No a una Svizzera da 10 milioni!", per la Cgil Novara Vco è xenofobia

"Osservando con preoccupazione l'ennesima incertezza che toccherebbe lavoratrici e lavoratori nel nostro territorio nel medio periodo, non possiamo che denunciare il tentativo di sfruttare i problemi reali delle persone proponendo soluzioni di stampo xenofobo con il risultato di attaccare i salari dei lavoratori, le pensioni e i posti di lavoro all'interno del sistema sanitario elvetico con la scusa di un sedicente patriottismo tanto codardo quanto miserabile e dannoso". Lo sostiene la Cgil Novara e Vco a proposito del voto in programma domenica 14 giugno in Svizzera sulla iniziativa 'No a una Svizzera da 10 milioni! Iniziativa per la sostenibilità', che intende fissare un tetto massimo di abitanti entro il 2050 attraverso una drastica limitazione dell'immigrazione. "Meno lavoratori integrati significa maggiore frontalierato con maggiore dumping su chi fa il frontaliere, quindi salari inferiori per tutti e maggiore dumping salariale a danno degli svizzeri stessi - sostiene la camera del lavoro di Novara e Vco -. Alla limitazione degli ingressi corrisponde poi la riduzione della popolazione attiva, un aumento dell'invecchiamento con ricadute su un sistema previdenziale e assistenziale che scivola verso il collasso: non c'è nulla di patriottico in tutto questo". Prosegue la nota: "I proponenti dell'iniziativa sono gli stessi che si oppongono ad alloggi pubblici, ad affitti calmierati e al potenziamento dei trasporti pubblici. Con questa votazione puntano solo ad aumentare la ricattabilità di chi lavora da ambo i lati della frontiera. Con questo voto gli svizzeri potranno scegliere se ricercare i veri valori che la Svizzera ha insegnato al mondo o se scimmiottare i peggio movimenti razzisti che contribuiscono a distruggerlo".
 

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