Nicco, porta aperta... all'uscita. Fuoco amico sul presidente
Davide Depascale 15:45 Giovedì 11 Giugno 2026Nel post "incriminato" consigliava di lasciare l'uscio socchiuso quando si riceve una donna, ora rischia di trovarsi lui fuori dal piano nobile di Palazzo Lascaris. Scontro in FdI: Crosetto jr lo difende ma mezzo partito lo vorrebbe giubilare
Il post sul caso Silvestro ha riacceso i fari su Davide Nicco, ma il presidente del Consiglio regionale del Piemonte era già da mesi sotto i riflettori. Il commento giudicato da alcuni “sessista” e istituzionalmente “inopportuno” ha finito per offrire il destro – è il caso di dirlo - a chi da tempo ne contesta il modo di gestire l’aula di Palazzo Lascaris. Una critica che parte arriva da una platea trasversale di consiglieri e coinvolge anche esponenti del suo stesso partito, Fratelli d’Italia.
I fatti degli ultimi giorni hanno così riportato al centro una questione che covava da tempo sotto traccia. Attorno allo scranno più alto di Palazzo Lascaris si è infatti aperto un confronto sempre meno sotterraneo: da una parte chi continua a difendere Nicco, dall’altra chi considera il rinnovo delle cariche previsto entro fine anno l’occasione per voltare pagina. Uno scontro che, più che tra maggioranza e opposizione, sembra consumarsi all’interno della famiglia meloniana.
Porta aperta
In un commento sul suo profilo Facebook Nicco aveva preso le difese del senatore di Forza Italia Francesco Silvestro, indagato per violenza sessuale, affermando che quando si riceve una donna bisognerebbe sempre lasciare la porta aperta per difendersi dal rischio di false accuse, sostanzialmente ribaltando le responsabilità tra il senatore incriminato e la sua accusatrice.
Una presa di posizione che ha trasformato un malcontento diffuso ma silenzioso in un tema politico esplicito, accelerando le riflessioni di chi già meditava di sostituirlo. Il nome del successore designato circola apertamente, anch’esso non da ieri: quello di Carlo Riva Vercellotti, attuale capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Lascaris.
Crosettino a gamba tesa
In difesa di Nicco è intervenuto l’europarlamentare torinese Giovanni Crosetto – nipote del ministro della Difesa Guido Crosetto – con un lungo post sulla sua pagina Facebook. Non è la prima volta: già a marzo aveva preso le parti del presidente del Consiglio regionale, quando i colleghi di partito lo avevano attaccato per aver convocato una seduta del Consiglio nella stessa mattina in cui si teneva un evento di FdI sul referendum giustizia con il ministro della Giustizia Carlo Nordio e l’allora sottosegretario Andrea Delmastro.
Stavolta il tono è ancora più esplicito, e ha il sapore di una vera e propria stoccata nei confronti dei compagni di partito: “A quelle fonti, che con livore hanno riportato una versione parziale e fuorviante della realtà, dico: concentratevi sul vero obiettivo che un Partito dovrebbe avere, e cioè quello di portare avanti le proprie idee, trasformarle in proposte amministrative e legislative, e lavorare per far sì di avere le maggioranze consiliari e parlamentari per approvarle”, scrive l’europarlamentare, sostenendo che “Davide Nicco ha il pieno ed incondizionato sostegno di Fratelli d’Italia, e come unico europarlamentare che rappresenta la Regione Piemonte ci tengo a ribadirlo ed a ringraziarlo per l’abnegazione ed il senso istituzionale che ogni giorno dimostra di avere”.
Riva Vercellotti, chiamato in causa, non può che allinearsi: conferma il sostegno a Nicco, ma da capogruppo non potrebbe fare altrimenti senza aprire formalmente uno strappo. È la grammatica della politica di partito: ci si difende in pubblico e si lavora in privato.
Silenzio disinteressato
Eloquente, nel panorama delle reazioni, è ciò che non viene detto dagli altri suoi rappresentanti piemontesi più in vista. La vicecapogruppo di FdI alla Camera Augusta Montaruli liquida la questione con un’alzata di spalle: “Non mi occupo di vicende locali”.
Il deputato Fabrizio Comba, segretario regionale del partito, non è da meno: “Non ho seguito la questione”. Risposte che, nella loro laconicità, valgono più di una presa di posizione: vedetevela voi, è il succo delle loro risposte. Non il massimo per un partito che ha fatto del rispetto e della sacralità delle gerarchie uno dei suoi punti di forza.
Sotto la brace della Fiamma
Dietro la questione Nicco si staglia però una faida interna che ha radici più profonde e proiezioni più lontane. Da un lato la corrente che fa capo al vicepresidente della Regione Maurizio Marrone, a sua volta legato a doppio filo a Montaruli, che preme per il cambio. Dall’altro i “crosettiani”, che di Nicco ne hanno fatto una bandiera. Un derby che promette di ripresentarsi con ben altri orizzonti: la candidatura di Marrone a sindaco di Torino nel 2027 non è vista di buon occhio da Crosetto jr., che in un precedente intervento sui social aveva suggerito un profilo più moderato.
C’è poi una variabile strettamente tattica che alimenta le resistenze verso Nicco. Eletto nella circoscrizione Piemonte 1 – corrispondente alla Città Metropolitana di Torino – attinge dallo stesso bacino di consensi di Marrone. La presidenza del Consiglio regionale è una carica di visibilità: chi la occupa ha tutti gli strumenti per farsi vedere, intercettare voti, costruire un profilo istituzionale. Un presidente vercellese come Riva Vercellotti, proveniente da un territorio diverso, non porrebbe questo problema. La geografia elettorale, insomma, pesa quanto le valutazioni di merito.
Unità di facciata
Quel che è certo è che l’unità sbandierata da “Crosettino” e ribadita pro forma da Riva Vercellotti è una costruzione di facciata. Lo scontro fraterno nella Fiamma torinese è reale, strutturato, e ha trovato in Nicco un terreno ideale su cui consumarsi.
La sua tutt’altro che impeccabile gestione dell’aula, tutt’altro che irreprensibile secondo larga parte dei colleghi, e la scivolata sul caso Silvestro lo rendono un bersaglio difficile da difendere nel merito. Chi vuole colpire lo fa nel nome della buona amministrazione. Chi lo difende sa che in gioco c’è ben altro. Il rinnovo delle cariche a Palazzo Lascaris è ancora lontano, ma il conto alla rovescia è iniziato da un pezzo.


