Ganelli pianta le radici

Dicono che…dopo aver riempito il centro congressi dell’Unione Industriali con la sua kermesse Torino Globale, il notaio Andrea Ganelli ci abbia preso gusto e si prepara ad entrare in pianta stabile nell’agone politico cittadino. Ieri lo troviamo in prima fila alla presentazione del nuovo libro di Ferrante De Benedictis, consigliere comunale di Fratelli d’Italia e vicepresidente di Nazione Futura, il think tank guidato da Francesco Giubilei, che a sua volta è anche l’editore del saggio, intitolato Radici – Dialogo sulla tradizione e il destino dell’Italia.

Messo da parte l’abito sobrio indossato sul palco di martedì, nella Sala Carpanini di Palazzo Civico Ganelli ha rispolverato una di quelle giacche dai colori sgargianti che piacciono tanto ai dandy come lui, in modo da risaltare in una prima fila in cui i volti noti non mancavano affatto: c’era il vicepresidente della Regione Maurizio Marrone, compagno di partito di De Benedictis, lo storico parlamentare democristiano di rito andreottiano Vito Bonsignore,  l’avvocato ed ex consigliere regionale di An Ennio Galasso, il medico Piero Abbruzzese, oggi consigliere di Torino Bellissima, ma anche una figura storica della sinistra cittadina come Roberto Placido, già vicepresidente del Consiglio Regionale prima in quota Ds e poi con il Pd.

A caratterizzare la dimensione bipartisan dell’evento, oltre alla presenza di docenti universitari come i giuristi Gianluca Ruggiero e Pier Giuseppe Monateri, soprattutto la scelta di affidare i saluti introduttivi non a un uomo di partito o una figura legata al mondo conservatrice, ma niente meno che a Claudio Cerrato, capogruppo del Partito Democratico in Sala Rossa, che nel suo intervento ha speso parole al miele per il rivale d’aula: “Grazie a questo libro ho potuto capire meglio molte delle posizioni di Ferrante, trovando anche punti in comune su cui lavorare, per il bene della città”. Uno spirito di concordia tutt’altro che usuale in quelle stanze e in qualche modo assimilabile a quanto visto in via Vela due giorni prima: anche lì c’erano personaggi di ogni colore politico e della società civile. Così Ganelli ha pensato bene di non mancare. Mi si nota più se vengo o non vengo? Il notaio Gianduia ha proteso per la prima opzione, a partire dall’outfit.

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