Eurispes, tre italiani su 10 vittime di gang giovanili
11:13 Martedì 16 Giugno 2026
Quasi quattro cittadini su dieci hanno conoscenza indiretta dell'operato di gang giovanili, mentre un terzo ne ha avuto esperienza diretta. E' quanto emerge dall'indagine Eurispes 'La criminalità giovanile. Fra rappresentazione e realtà' resa nota oggi. In particolare, il 37,4% dei cittadini riferisce di essere a conoscenza di situazioni problematiche vissute da conoscenti a causa di bande giovanili. Tra coloro che dichiarano invece un'esperienza diretta (in totale il 33,7%), il 17% riferisce episodi di minacce o insulti, il 9% ha subìto un furto e il 7,7% è stato aggredito fisicamente. Oltre la metà del campione (57,5%) dichiara di non aver mai sporto denuncia. "La devianza giovanile - spiega il presidente dell'Eurispes, Gian Maria Fara - è uno dei fenomeni più delicati e complessi della nostra società. Ad alcuni ragazzi il futuro è stato semplicemente negato, arruolati dalla criminalità organizzata, o esclusi da un normale percorso scolastico e dal sostegno di una famiglia". Il presidente dell'Eurispes sottolinea poi che i "social network si rivelano spesso strumenti che amplificano i comportamenti devianti, facendone modelli accattivanti, diffondendone l'esempio, disumanizzando le vittime e desensibilizzando gli autori, normalizzando condotte violente e abusanti". Quanto alla composizione delle bande giovanili per il 42,4% del campione dell'indagine Eurispes sono formate da ragazzi italiani e stranieri insieme. L'idea di gruppi composti esclusivamente da stranieri è indicata nel 25,4% dei casi. I fattori che influiscono negativamente sui giovani contribuendo a favorire comportamenti violenti vengono individuati nell'assenza o distrazione della famiglia, giudicata influente nell'85,5% dei casi. Seguono il contesto sociale degradato (77,4%), un'educazione troppo permissiva (75,3%). Secondo i cittadini, per affrontare il fenomeno occorrerebbe soprattutto rafforzare la presenza delle forze dell'ordine sul territorio nazionale (15,5%), seguita dall'inasprimento delle pene anche nei confronti dei minori (15,2%). Quasi con la stessa incidenza, il 14,7% propone di promuovere l'educazione alla legalità all'interno delle scuole, mentre il 14% ritiene utile incentivare la creazione di spazi di aggregazione giovanile positivi, come centri sportivi, culturali o ricreativi.


