Quella foto "sinistra"
Giorgio Merlo 14:27 Giovedì 18 Giugno 2026
È profondamente vero e lo sappiamo da molto tempo. A volte le immagini sono molto più evocative di molti libri, di moltissimi articoli e saggi e delle sempre più straripanti dichiarazioni. Perché le immagini raffigurano concretamente come stanno realmente le cose in quel particolare momento storico e politico. Nello specifico, l’immagine dei quattro capi dell’attuale sinistra italiana - mancava il quinto che forse è il più carismatico ma anche il più aggressivo, cioè il capo della Cgil Landini - ci ha confermato, anche se lo sapevamo da moltissimo tempo, che oggi non c’è più il centro sinistra ma c’è, semplicemente, una alleanza di sinistra e progressista. Ovvero, una sorta di riedizione, seppur aggiornata e rivista, della ormai famosa “gioiosa macchina da guerra” dell’indimenticabile Achille Occhetto nel lontano 1994. Una alleanza raffigurata plasticamente dall’immagine di Schlein, Fratoianni, Bonelli e Conte che, giustamente e coerentemente, discutono del programma della coalizione futura alternativa al centro destra guidato da Giorgia Meloni.
Ora, e al riguardo, è abbastanza naturale dedurre che tutto ciò che non è riconducibile alla sinistra da quelle parti è drasticamente minoritario se non addirittura irrilevante ed ininfluente. E anche su questo versante vale l’antica e sempre moderna regola della sinistra - comunista o post-comunista che sia non fa granché differenza - secondo la quale il Centro moderato, riformista e di governo ha un senso, un ruolo e una funzione solo se sono telecomandati e teleguidati dall’azionista di maggioranza della coalizione. Un tempo era il Pci, poi il PDS /Ds e oggi il Pd della Schlein. Certo, ci sono state delle parentesi positive e costruttive che hanno messo in discussione quel principio politico e quella prassi organizzativa. Penso alla stagione del Ppi di Franco Marini e di Gerardo Bianco all’inizio della gli anni duemila, alla Margherita di Francesco Rutelli e dello stesso Marini e alla prima versione del Pd di Veltroni.
Dopodiché, e puntualmente, si è ritornati alla cosiddetta normalità. Una normalità ben spiegata recentemente da Goffredo Bettini, artefice di tutte le alchimie che accompagnano le vicende politiche del più grande partito della sinistra italiana. Non a caso l’ex coordinatore nazionale del Pd ha sostenuto in tempi non sospetti la necessità di costruire una “tenda” centrista che doveva affiancare la coalizione di sinistra e progressista. Una operazione che ha trovato la sua compiutezza nei giorni scorsi con l’iniziativa dei “civici” promossi dall’assessore di Roma Alessandro Onorato sotto l’egida guarda caso, dello stesso Bettini. Alleanza, comunque sia, che vede il protagonismo politico, culturale e programmatico dei partiti delle varie sinistre. Dopodiché, e come da copione, saranno censiti e chiamati a raccolta anche i cosiddetti “partiti contadini” o i vari “satelliti” centristi che dovranno, appunto, affiancare i partiti titolari della coalizione di sinistra e progressista.
Ecco perché la foto che ritrae i capi della sinistra italiana attorno ad un tavolo programmatico e politico vale molto di più di qualsiasi predica o sceneggiata sul profilo politico e culturale della futura coalizione progressista. Insomma, il centro sinistra non c’è più. Oggi, e altrettanto legittimamente, c’è una alleanza di sinistra dove tutto ciò che è anche solo riconducibile al Centro è drasticamente marginale, periferico, irrilevante e quasi inutile. Il resto è solo propaganda.


