ECONOMIA DOMESTICA

Campo largo della "coop rossa": Nova fa il pieno di soci e utili

Mentre il centrosinistra continua a cercare la formula, la storica realtà della distribuzione mette insieme consenso e conti: 43.900 soci alle assemblee, bilancio approvato con il 97,82% dei voti e un utile di 25,3 milioni, più che raddoppiato rispetto al 2024

Chissà che dalle parti del Nazareno non venga la tentazione di studiare il modello Nova Coop. Perché se il “campo largo” continua a inciampare su leadership, alleanze e veti incrociati, quello della cooperazione riesce a mobilitare 43.900 soci, approvare il bilancio con il 97,82% dei consensi e rinnovare senza traumi i propri organismi territoriali. Un esercizio di partecipazione che, a fronte della crescente disaffezione nelle urne, farebbe comodo anche a più di un partito.

Per decenni è stata identificata come la coop rossa del Piemonte, la grande cooperativa dei consumatori cresciuta nell’alveo di Legacoop e della tradizione mutualistica della sinistra. Oggi, mentre la grande distribuzione combatte con margini sempre più stretti e famiglie attente a ogni euro speso, Nova Coop si presenta all’assemblea dei soci con conti in netta crescita: oltre 1,23 miliardi di euro di vendite, con 25,3 milioni di utile netto, più del doppio rispetto all’anno precedente, un patrimonio netto che sfiora i 900 milioni di euro e quasi 600 mila soci. Numeri che raccontano una realtà ormai ben oltre la dimensione delle origini e che confermano il peso economico di uno dei principali attori della distribuzione nel Nord-Ovest.

Bilancio e partecipazione

La 37ª Assemblea generale, riunita oggi all’Hotel Regina Palace di Stresa, ha dato il via libera definitivo al bilancio consuntivo e consolidato dopo che, nelle 21 assemblee separate svoltesi tra maggio e giugno tra Piemonte e alta Lombardia, il documento aveva raccolto il 97,82% dei voti favorevoli.

Un risultato arrivato al termine di un percorso partecipativo che ha coinvolto 43.900 soci, il 10,43% in più rispetto allo scorso anno. Tra loro anche 1.025 persone al primo voto, segnale di un ricambio che la cooperativa considera strategico. Alla seduta conclusiva hanno preso parte 250 delegati eletti nelle assemblee territoriali.

La geografia della rappresentanza

Le assemblee non sono servite soltanto ad approvare i conti. I soci hanno infatti rinnovato anche gli organismi territoriali, portando da 42 a 45 i Presidi Soci. L’aumento deriva dalla nascita del nuovo presidio di Ivrea e dalla suddivisione in due realtà autonome degli accorpamenti Avigliana-Giaveno e Pinerolo-Pinasca. Nelle prossime settimane i nuovi direttivi provvederanno alla nomina dei rispettivi coordinamenti.

Per il presidente Ernesto Dalle Rive il dato significativo, prima ancora che economico, è proprio quello della partecipazione. «Il livello di partecipazione registrato nelle Assemblee separate rappresenta un segnale importante di vitalità democratica e di forte coinvolgimento della nostra base sociale. In una fase storica caratterizzata da profonde trasformazioni economiche, sociali e tecnologiche, la partecipazione dei soci continua a essere la nostra principale forza distintiva e la garanzia della capacità della Cooperativa di interpretare i bisogni delle comunità in cui opera, offrendo un'interpretazione moderna dello scambio mutualistico e dei valori della cooperazione».

Conti solidi e base sociale in crescita

Sul fronte economico il 2025 consegna numeri in miglioramento lungo tutte le principali voci di bilancio. Le vendite lorde della rete commerciale superano 1 miliardo e 230 milioni di euro, mentre l'utile netto raggiunge i 25,3 milioni, oltre il doppio rispetto al 2024. Il patrimonio netto sale a 895,7 milioni di euro. Se si allarga lo sguardo all’intero Gruppo, il valore della produzione consolidata arriva a 2 miliardi e 379 milioni di euro. Continua inoltre ad aumentare la platea dei soci: alla fine del 2025 gli aventi diritto di voto erano 593.699, in crescita per il secondo anno consecutivo.

Prezzi, welfare e territorio

Per la governance della cooperativa i risultati economici non rappresentano un punto d’arrivo ma uno strumento per rafforzare l’azione sul territorio. Nel suo intervento Dalle Rive ha ribadito che le risorse prodotte serviranno a sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, favorire la partecipazione dei soci, promuovere iniziative di inclusione sociale, educazione al consumo consapevole, sostegno agli enti impegnati contro la povertà alimentare e sviluppo delle comunità locali. Una linea che prova a tenere insieme la dimensione economica dell’impresa e quella mutualistica che resta il tratto distintivo del modello cooperativo.

La sfida dell’intelligenza artificiale

Se il bilancio guarda ai risultati raggiunti, il presidente indica anche le sfide dei prossimi anni. Per Dalle Rive il sistema Coop dovrà accelerare sul terreno dell’innovazione, della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale, ma soprattutto rafforzare la capacità di fare sistema.

«Il contesto competitivo richiede rapidità decisionale, capacità di innovazione e una crescente attenzione alle opportunità offerte dalla rivoluzione digitale e dall’intelligenza artificiale. Per affrontare efficacemente queste sfide è necessario fare di più e meglio insieme, valorizzando la forza del marchio Coop e la capacità del sistema di agire in modo unitario, trasformando il pluralismo territoriale in una leva di sviluppo e competitività».

Confronto di sistema

L’assemblea di Stresa è stata anche un momento di confronto con il mondo cooperativo e con alcune realtà che collaborano stabilmente con Nova Coop. Sono intervenuti Domenico Brisigotti, direttore generale di Coop Italia, Simone Gamberini, presidente nazionale di Legacoop, e Dimitri Buzio, presidente di Legacoop Piemonte. A portare la testimonianza delle collaborazioni sviluppate sul territorio sono stati Gianmarco Sala, direttore generale della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro di Candiolo, Priscilla Beyersdorf, presidente di Angsa Novara-Vercelli, e Umberto Sacchi, amministratore delegato dell’azienda cuneese Life, in rappresentanza dei fornitori locali.

L’idea di fondo è quella di una cooperativa che, mentre consolida i propri conti, rivendica un ruolo che va oltre la distribuzione commerciale e punta a rafforzare il proprio peso come soggetto economico e sociale nelle comunità in cui opera.

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