Pompeo (Pd): "Cultura in sciopero, la Regione faccia la sua parte"

"Per aiutare e sostenere il mondo della cultura duramente colpito, propongo che la giunta regionale si impegni a istituire un 'Fondo di salvaguardia della filiera culturale piemontese' per garantire continuità a festival, rassegne e presìdi culturali minacciati dai tagli statali, a introdurre la clausola di dignità nei bandi regionali, con l'obbligo di applicare i Ccnl firmati dalle organizzazioni sindacali rappresentative e escludendo chi utilizza contratti pirata, false partite Iva o retribuzioni inferiori ai 9 euro l'ora, a valutare una misura sperimentale di sostegno al reddito, finanziata con fondi Fse+, per i professionisti della cultura soggetti a intermittenza strutturale, integrando l'indennità nazionale di discontinuità". Così la consigliera regionale del Partito democratico Laura Pompeo, che ha presentato un ordine del giorno sul tema. "Il primo sciopero nazionale - spiega - del settore cultura, svoltosi il 12 giugno scorso e promosso da Fp Cgil e Nidil Cgil, è un segnale che non possiamo permetterci di ignorare. Migliaia di lavoratrici e lavoratori hanno denunciato condizioni ormai insostenibili: precarietà strutturale, salari da 8 euro l'ora, contratti pirata, esternalizzazioni senza controllo, organici ridotti all'osso. È un grido d'allarme che riguarda da vicino anche il Piemonte. Nella nostra regione, infatti, i lavoratori del mondo della cultura sono 74mila di cui 1500 sono operatori culturali con un contratto del pubblico impiego". Visti i "tagli imposti dalla Legge di Bilancio 2026 al ministero della Cultura" la situazione piemontese "è particolarmente critica: nei musei e nelle soprintendenze regionali la scopertura organica arriva al 50-55%, e un terzo dei circa 1.500 operatori culturali attivi sul territorio vive in condizioni di precarietà permanente".

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