Il nodo (scorsoio) delle infrastrutture

Caro direttore,
uno degli insegnamenti che ci davano i grandi maestri politici negli anni ’70 era di fare un giro al mattino prima delle 8 della propria città o del proprio paese per vedere se c’erano dei problemi o condizioni di degrado. Da anni lo consiglio agli assessori ai trasporti della nostra regione. Se i camion girano bene gira meglio l’economia.

Alla vigilia di Pasqua abbiamo la Autostrada Torino-Aosta interrotta per un cantiere, cui si è aggiunta per qualche ora la chiusura per allagamenti, la Asti-Cuneo forse in dirittura di arrivo, il Tenda speriamo. Le autostrade per la Liguria sono da anni un pesante calvario per i trasportatori, per le aziende che hanno maggiori costi di trasporto e per il traffico leggero causa le mancate manutenzioni. Senza che nessuno abbia mai chiesto scusa. Per fortuna non c’è stata alcuna emergenza altrimenti con la Autostrada A6 per Savona e la A26 er Genova interrotte di notte ci sarebbero pure ritardi importanti per eventuali soccorsi. La ferrovia per la Francia chiusa per le merci e riaperta dopo quasi due anni ma solo per i passeggeri e senza la fermata a Bardonecchia del Freccia Rossa e del Tgv. La Tav rimandata al 2034 con un aggravio di costi mostruoso. Per fortuna ora tutti vogliono la Stazione internazionale di Susa.

La logistica piemontese in calo è al di sotto della media nazionale. Le infrastrutture sono la base di una buona logistica. Se la logistica piemontese crescesse non dico al livello della media europea ma solo di quella nazionale potrebbe dare al Piemonte un contributo di un punto di Pil in più. Ovviamente un punto di Pil in più vuol dire posti di lavoro e entrate fiscali maggiori.

Ora per rilanciare l’autostrada ferroviaria per la Francia si pensa di utilizzare il Ferrobonus, l’incentivo alle aziende a usare il trasporto su rotaia invece della strada che ideai, primo in Europa, e finanziai io quando ero al Governo nel 2010. Con il Ferrobonus la quota di trasporto merci su rotaia scesa nel 2009 al 6% è risalita lo scorso anno al 12% togliendo tir dalla strada e diminuendo l’inquinamento. Alcune Regioni si sono date negli anni scorsi dei Ferrobonus regionali. L’ho proposto da anni anche alla mia Regione. Ma siccome nessuno è profeta in patria… In compenso il mio Ferrobonus ha avuto l’elogio della Corte dei Conti europea.

Dopo le battaglie per la Tav ora ho scritto un libretto in cui spiego in modo chiaro e semplice alla politica quanto sarebbe importante una intelligente politica delle infrastrutture e della logistica per aumentare la crescita della nostra economia e del lavoro. Perché nessuno ci pensa ma dopo venticinque anni di bassa crescita economica il calo demografico che si profila rallenterà la crescita del nostro pil e noi sul groppone abbiamo un debito pubblico di 3.000 miliardi di euro.

Speriamo che la situazione migliori per la Santa Pasqua del prossimo anno.

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