Benessere e immortalità
Alfredo Quazzo 11:53 Venerdì 12 Settembre 2025 0
In occasione della parata militare andata in scena a Pechino lo scorso 3 settembre per la celebrazione dell’ottantesimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo cinese Xi Jinping sono stati sorpresi da un microfono, rimasto aperto per errore, a discutere di immortalità e di come arrivare a vivere almeno fino a 150 anni. Certamente gli aspiranti immortali sono molti, il desiderio proibito della vita eterna, sin dai miti più antichi, affascina gli esseri umani e, anche se non lo dichiarano, molte persone vivono senza “contezza” di dover morire. La nostra società, poi, non aiuta, anzi, cerca di esorcizzare la morte, di dissolverla nel silenzio portandoci a rifiutare la nostra “finitezza” e facendoci credere di essere onnipotenti ed eterni.
Per il filosofo Heidegger la morte rappresenta l’unica certezza che abbiamo ed è proprio questa certezza a dare valore e forma alla nostra vita; il filosofo Friedrich Nietzsche prende in considerazione l’immortalità ma solo in chiave religiosa, post mortem, considerandola non un fatto, ma un desiderio psicologico, una illusione consolatoria che ci “distrae” dalla vita reale, una fuga dalla vita, un’invenzione dei “deboli” per negare il valore del mondo terreno. La bellezza della vita e del suo limite la esprime molto bene Omero nell’Odissea (libro V, vv. 215-224) quando fa rispondere Ulisse alla bella Calipso che gli offre l’immortalità purché resti con lei: «O dea sovrana, non adirarti con me per questo: so anch’io, e molto bene, che a tuo confronto la saggia Penelope per aspetto e grandezza non val niente a vederla: è mortale, e tu sei immortale e non ti tocca vecchiezza. Ma anche così desidero e invoco ogni giorno di tornarmene a casa, vedere il ritorno. Se ancora qualcuno dei numi vorrà tormentarmi sul livido mare, sopporterò, perché in petto ho un cuore avvezzo alle pene».
Persino Connor MacLeod, il protagonista del film “Highlander - L'ultimo immortale”, predestinato a vivere per sempre, soffre nel dover vedere invecchiare e poi morire le persone intorno a sé e l’espressione di questa sofferenza viene rimarcata dalla colonna sonora con la canzone “Who wants to live forever?” (Chi vuole vivere in eterno?) cantata dal compianto Freddy Mercury dei Queen. Il premio Nobel Josè Saramago, nel suo memorabile romanzo “Le intermittenze della morte”, ha tratteggiato un bizzarro scenario nel quale a mezzanotte di un 31 dicembre la Nera Signora smette di uccidere. Da un giorno all’altro, nessuno muore più. All’inizio, la notizia viene accolta con entusiasmo: la vita eterna sembra un sogno diventato realtà. Ma presto emergono i paradossi e i problemi. Lo scrittore portoghese mostra che non è l’eternità a definire l’esperienza umana, ma proprio il suo limite. Ed è quel confine, scomodo ma ineludibile, a dare forma alle nostre scelte, ai nostri legami e al tempo che ci è dato.
Prima di pensare all’immortalità non sarebbe più saggio perseguire il massimo “benessere” cercando di vivere gli anni concessici in buona salute fisica e mentale? Vladimir Putin guida da oltre 24 anni la Russia, un Paese di 143 milioni di persone e Xi Jinping da 13 anni la Cina, un Paese di 1,41 miliardi di persone. Due grandi potenze nucleari. Più che perseguire l’immortalità terrena, Putin e Xi dovrebbero cercare le “formule” più corrette per rendere immortale il loro valore piuttosto che la loro vita. “Non vive ei forse anche sotterra, quando gli sarà muta l’armonia del giorno, se può destarla con soavi cure nella mente de’ suoi? (…) Sol chi non lascia eredità d’affetti poca gioia ha dell’urna” (da “I Sepolcri” di Ugo Foscolo 1806).



