Referendum, arma politica (impropria)
Simonetta Chierici 08:29 Martedì 24 Febbraio 2026 0
L’imminente referendum sulla giustizia si tinge di colori sempre più accesi e scatena tensioni all’ultimo sangue, assumendo ormai connotazioni più politiche che realmente attinenti al tema principale. Chi sostiene che “Meloni delenda est tout court” spara tutte le sue cartucce a mitraglia: intellettuali, giornalisti, politici, ora pare anche ecclesiastici, vari influencer del settore, eccetera, si impegnano in questa battaglia. Chi invece non vuole che questo Governo sia abbattuto sostiene le ragioni del SÌ, fra gli altri anche non pochi appartenenti alla Sinistra che (per la cronaca) aveva promosso l’idea della separazione delle carriere in anni non sospetti... Strani cambiamenti d’idea in pochi anni, almeno così ci pare. Va bene, come dice il detto popolare “tout passe, tout casse, tout lasse”, e in politica questa “filosofia” è quantomai di casa.
Ora forse sarebbe importante riflettere su cosa significhi questa riforma e su quali vantaggi ne possano derivare per i cittadini. Forse ne sappiamo poco, ma almeno sappiamo che è in vigore da tempo in quasi tutta l’Europa e che garantisce una maggiore oggettività fra chi giudica e chi accusa. Garantisce che le correnti politiche della magistratura non possano più influenzare il giudizio, che chi giudica sia imparziale e sganciato da chi accusa... Forse è un po’ troppo esemplificativo, ma è ciò che ci pare di avere capito.
Ciò detto, visto che le elezioni nazionali sono alle porte (fra un anno e mezzo potremo democraticamente votare), perché usare questo referendum per scalzare un Governo che fra pochissimo potremo democraticamente decidere di mandare a casa se non ci piace? Perché sprofondare nell’ignoranza milioni di cittadini martellandoli con interpretazioni terrorizzanti rispetto a una riforma che già esiste in quasi tutta l’Europa da anni e che non ha determinato traumi sociali di nessun genere?
Quando si vuole ferocemente usare qualunque mezzo pur di abbattere un Governo in carica, si rischia di precipitare in un abisso di caotico pantano: che fai dopo? Hai le idee chiare? Che progetto organico e strutturale proponi? Perché non hai il coraggio di aspettare un anno e mezzo per affrontare libere e democratiche elezioni, dimostrando la tua capacità di vincerle a testa alta, grazie ai tuoi concreti e strutturati progetti e alle tue solide proposte? Mah, vedremo come evolveranno le scelte in questo nostro amato Paese.
Grazie per l’attenzione




