Centrodestra ai titoli di coda
Mario Barbato 09:09 Martedì 21 Aprile 2026 0
Mentre il campo largo della sinistra avanza a grandi falcate e la maggioranza dei suoi elettori vorrebbe Silvia Salis come leader, la destra fatica a riprendersi dalla mazzata del referendum, scricchiolando pericolosamente. È come se l’incantesimo si fosse rotto, riportando il governo con i piedi per terra. Un governo lacerato da scandali giudiziari, epurazioni interne, liti nella maggioranza, fibrillazioni tra i partiti, clamorosi flop politici e uno stallo totale dell’azione dell’esecutivo in ritirata.
Il primo esempio è la Lega. Matteo Salvini aveva promosso una manifestazione a Milano per sponsorizzare il suo cavallo di battaglia: lotta all’immigrazione. La kermesse prevedeva la partecipazione di tutta la coalizione di destra e invece non si è visto nessuno. Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno snobbato la messinscena. Con la piazza semivuota anche di comuni cittadini. E così Salvini ha accantonato l’argomento migranti per concentrarsi sulla sponsorizzazione di Putin, andando contro Giorgia Meloni che continua a sostenere l’Ucraina di Zelensky.
L’altro esempio è Forza Italia che ha già fatto capire sommessamente di non gradire le scelte del governo Meloni. La sostituzione dei capigruppo al Senato e alla Camera sono state le prime avvisaglie della famiglia Berlusconi di staccarsi ideologicamente dalla destra meloniana. Si parla di una possibile alleanza con partiti di centro, di una ipotetica discesa in campo di Marina Berlusconi. Ma finora i carri si muovono lentamente, con l’impressione che prima o poi travolgeranno ministri e viceministri.
E Fratelli d’Italia? Il partito della puffa mannara è tramortito da scandali e dimissioni, con la Meloni che cerca disperatamente di invertire le marcia per non perdere altri consensi elettorali. Rompe con Trump che aveva già imposto pesanti dazi, attirandosi le ire del presidente americano che promette vendette. Meloni si è di nuovo avvicinata a Macron, Merz e Von der Leyen che non la trattavano certamente con i guanti di velluto, vista la sua vicinanza con Orban che è crollato dopo sedici anni di governo. E adesso, con una grave crisi economica imminente, la Meloni dovrà destreggiarsi tra necessità interne e debito pubblico che mette paletti.
Francamente è difficile governare un Paese in queste condizioni. È impossibile farlo quando, oltre alle grane a problematiche interne e mondiali, devi pure fare i conti con i tuoi alleati. Forza Italia patteggia per le regole europee, mentre la Lega vorrebbe buttarle all’aria. Come finirà? Di solito non finisce bene. Ma intanto, per restare aggrappati alle poltrone, il governo ha inserito nel decreto sicurezza premi per gli avvocati dei migranti che convincono i loro assistiti ad andarsene dall’Italia, scatenando le proteste dei giuristi. Ma si sa che dare addosso all’invasore è l’unico sistema che ha il governo ha per essere ancora unito e compatto. Almeno per ora.



