Slalom di fondi (pubblici)

È con una certa meraviglia che, negli ultimi tempi, appaiono su qualsiasi mezzo di informazione articoli, servizi o post inerenti alla situazione non ideale in cui si trovano molte delle stazioni sciistiche del comprensorio ossolano. Particolare spazio mediatico è stato dedicato alla Piana di Vigezzo e alla società che ne ha la gestione, assieme a Cheggio e Formazza: la VeF. Siamo passati da presentazioni progettuali di rilancio in quel di Milano alla presenza dell’ex ministra Santanchè, la quale oltre a garantire l’accesso a finanziamenti pubblici e a magnificare lo stato dell’arte, è finita sulla copertina della patinata rivista Vanity Fair.

Ahimè, da qualche giorno si leggono diversi articoli e ampio spazio viene dato anche dalle televisioni locali circa l’emergenza derivante dall’urgente necessità di VeF di reperire almeno 2,5 milioni di euro di finanziamento pubblico per poter sopravvivere. Questi denari servirebbero per attività di manutenzione della telecabina e della seggiovia Trubbio, ampiamente note in anticipo e contrattualmente in carico alla VeF, oltre allo smantellamento con conseguenze riposizionamento in altra sede della seggiovia di Arvogno, costruita nel 2002, inaugurata in pompa magna alla presenza dell’allora assessore regionale Racchelli e, di fatto, entrata in esercizio per poche decine di ore per mai precisati “problemi tecnico-strutturali”.

Sorge spontanea una domanda: i fondi pubblici, ottenuti nel passato e ancora oggi richiesti, sono denari di tutti noi cittadini che, almeno in teoria, avremmo il piacere, se non il diritto, di sapere come siano spesi da coloro i quali, in questo caso privati, hanno ottenuto la gestione di questi impianti attraverso una procedura di gara pubblica ai quali sono sempre stati gli unici interessati e partecipanti. In un normale ciclo imprenditoriale, i risultati della gestione vengono presentati, discussi e sottoposti al vaglio, con conseguente approvazione o meno da parte degli azionisti. Nel caso del denaro pubblico questo non avviene.

Di recente appaiono segnali quali ad esempio la cancellazione del logo della stazione di partenza, che potrebbero lasciare intendere operazioni di riorganizzazione societaria. A pensare si fa peccato, ma quasi sempre si azzecca! Quindi, in conclusione, con quali garanzie per il cittadino finanziatore di effettiva capacità gestionale si pensa di poter attingere nuovamente al pozzo dei denari pubblici, ormai con un fondo ben visibile? Einstein ci ricorda che i problemi non possono essere risolti allo stesso livello di conoscenza che li ha creati. “Le illusioni sono simili ai fuochi d’artificio: illuminano il nostro cielo con una esplosione di colori, per poi dissolversi e lasciarci nel buio”.

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