Nessuna trama (e cena) con Rasero
Michele Miravalle* 09:37 Giovedì 28 Maggio 2026 0
In questi giorni mi trovo per lavoro a San Francisco, all’università della California per un progetto di ricerca sulla giustizia minorile e per intervenire alla conferenza internazionale organizzata dalla Law and Society Association. Dall’Italia mi arrivano fantasiose ricostruzioni giornalistiche che raccontano di cene riservate che avrei avuto con Maurizio Rasero e che evocano chissà quali complotti. Della politica ho sempre odiato il chiacchiericcio e l’amore perverso per i retroscena. Preferisco di gran lunga la trasparenza e la discussione sulle cose da fare.
Ecco alcuni fatti: dalla elezione in consiglio comunale nel 2022, insieme alle colleghe e ai colleghi dei gruppi di minoranza, ho sempre fatto una opposizione rigorosa alle politiche di questa amministrazione. Ci sono state polemiche dure (su tutte, quella contro la restituzione dei fondi PNRR per ristrutturare due scuole cittadine) e momenti di dialogo costruttivo (come la battaglia per salvare i posti di lavoro dei call center). Così dovrebbe funzionare in democrazia, chi ha la maggioranza governa, chi fa opposizione vigila, propone e critica.
Nelle ultime settimane, il dibattito cittadino è stato completamente assorbito dalla questione nomine in Banca di Asti. Un cortocircuito istituzionale che ha portato al primato nazionale di avere un sindaco-banchiere, di cui avremmo volentieri fatto a meno. Su questa vicenda ho da subito chiesto le immediate dimissioni di Maurizio Rasero da sindaco della città. L’ho fatto prima, il 26 aprile, con un video social che ha girato parecchio, in cui ho provato a spiegare anche ai non addetti ai lavori, l’assurdità del doppio incarico sindaco-banchiere e poi proponendo un ordine del giorno in consiglio comunale, respinto dalla maggioranza. Le dimissioni immediate da sindaco, lo ribadisco, sono lʼunico atto che permetterebbe di evitare conflitti d’interesse e di salvaguardare gli interessi del Comune. Proprio in questo senso, insieme al Partito Democratico, abbiamo chiesto a Roberto Vercelli, entrato nel frattempo nel cda della Banca di Asti, di dimettersi da consigliere comunale.
Il Primo Maggio, in un faccia a faccia di pochi minuti a latere del corteo dei sindacati, ho ribadito a Maurizio Rasero la necessità di ristabilire l’equilibrio istituzionale, dimettendosi. Dal canto suo, Rasero mi ha risposto che avrebbe atteso il parere di Banca d’Italia per fare qualsiasi scelta. Banca d’Italia deciderà nei prossimi giorni, anche a seguito delle valutazioni fatte nel frattempo dal nuovo Consiglio di Amministrazione della Banca di Asti, e ribadirà l’ovvio: non si può contemporaneamente essere sindaco e presidente di una banca.
Pubblicamente e privatamente continuerò a sostenere che sia fondamentale dimettersi dalla carica di sindaco, anche senza essere “costretti” da Banca d’Italia. Chi è intellettualmente onesto sa che questa scelta dovrà avvenire, dunque meglio prima che dopo.
Ecco, dunque, il riassunto dei miei unici contatti con Maurizio Rasero. Alla faccia delle “trame oscure”. Per onore di cronaca, segnalo che l’unica cena condivisa con Maurizio Rasero in questi anni risale al 7 luglio 2025, quando insieme alla collega Vittoria Briccarello e ai consiglieri provinciali Andrea Gamba e Simone Nosenzo siamo stati ricevuti al Consolato cinese di Milano. Un contesto tutt’altro che “riservato”. Che siano cene, caffè o dialoghi all’angolo della strada, ho il brutto vizio di dire le stesse cose in pubblico e in privato. So che a qualcuno, più abituato a navigare nella “palude” della politica, potrebbe dare fastidio, ma questo è il mio stile e non intendo cambiarlo.
Alla città serve discontinuità, nelle scelte politico-amministrative, nel metodo con cui queste scelte vengono fatte e nelle persone che devono occuparsi del governo della Città. Lasciamo il chiacchiericcio ad altri, lavoriamo per questo.
Con la schiena dritta.
*Michele Miravalle, consigliere comunale di Asti, Pd


