Onorificenze per crimini

Egregio Direttore,
le scrivo di getto dopo avere letto i primi articoli sull’arresto, a Roma, da parte dei carabinieri del Ros, di due ex membri dei servizi di sicurezza italiani, che avrebbero passato informazioni riservate a un funzionario dell’Ambasciata russa. Secondo lei, sarà la goccia che farà traboccare il vaso e convincerà finalmente il governo Meloni a revocare le due onorificenze concesse dai governi Conte e Conte II all’attuale ambasciatore russo in Italia, Aleksej Paramonov, tristemente noto per i ripetuti attacchi al Presidente Mattarella e al governo italiano?! E dopo di lui saranno revocate quella concessa dal governo Gentiloni, nel 2017, al portavoce di Putin, Dmitry Peskov e altre 17 onorificenze concesse dal 2014 (prima aggressione russa all’Ucraina) fino al 2022, quando il governo Draghi mise fine alla vergognosa premiazione degli uomini di Putin, anzi iniziò a revocare 14 onorificenze?!

E ancora: secondo lei, il governo italiano, oltre a precipitarsi a ringraziare gli inquirenti romani, si precipiterà ad approntare finalmente, con oltre quattro anni di ritardo, adeguate sanzioni per chi non rispetta il Regolamento Europeo n. 350/2022, che vieta in tutta Europa la diffusione di programmi e docufilm prodotti da RT (ex Russia Today”?! Noi di Europa Radicale, nel Dossier “La peste putiniana” (disponibile sul web) abbiamo appuntato sulla cartina dell’Italia oltre duecento violazioni del Regolamento in poco più di un anno.

Insomma, caro Direttore, dobbiamo sperare che cambi qualcosa, o dobbiamo rassegnarci a citare nuovamente Ennio Flaiano: “la situazione politica in Italia è grave ma non è seria”?!

*Giulio Manfredi, Europa Radicale

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