Élite senza (più) popolo
Simonetta Chierici 10:04 Domenica 12 Luglio 2026 0
Nell’estate 2026, in un’Italia e una Europa soffocate dal caldo, viene spontaneo fare qualche riflessione osservando ciò che accade nelle nostre città. Per le strade e nelle piazze si vedono folle di persone accaldate che passeggiano, mangiano, bevono, cercano un po’ di refrigerio nei dehors, qualcuno si tuffa persino nelle fontane sfidando i divieti, altri sfoggiano abbigliamenti improbabili, perfino stivaloni nonostante il caldo, mentre molti ciondolano con una bottiglia di birra in mano. Camminano, si incontrano, si disperdono. Ma dove stanno andando?
Quello che colpisce, però, è un'altra assenza. Non si vede un politico, un intellettuale, un giornalista di fama, un grande esponente della borghesia, un professore universitario onnipresente nei talk show, qualcuno che rappresenti davvero questo popolo sudato, stanco e vagabondo che, in fondo, costituisce una parte importante dell'Italia.
Eppure non è sempre stato così. Fino a qualche decennio fa, nelle sere d’estate di Milano, Roma e di tante altre città, era normale incontrare giornalisti autorevoli, intellettuali combattivi, politici, uomini di potere. Si potevano apprezzare o contestare, ma erano presenti, in carne e ossa. Frequentavano le piazze, parlavano con la gente, vivevano la città. Erano l’espressione di una politica che, nel bene e nel male, esisteva davvero. Oggi tutto questo sembra finito. Nessuno ha più il coraggio di vivere le strade, di affrontare il confronto diretto con le persone comuni, proprio con quelle che il giorno dopo saranno chiamate a votare.
La sensazione è che, nell’arco di trent'anni, politici, giornalisti, intellettuali, accademici, grandi gruppi editoriali e centri di potere economico abbiano progressivamente preso le distanze dal popolo. Il profitto, il consenso e la gestione dell’immagine sembrano essere diventati gli unici obiettivi. Stare fisicamente tra la gente appare quasi sconveniente.
Ognuno preferisce rifugiarsi nella propria bolla, nella propria turris eburnea, tra comfort, silenzio e luoghi esclusivi, mentre il popolo viene lasciato alle sue notti estive, tra caldo, divertimento e sballo. L’importante è che continui a dare consenso. E, purtroppo, una parte della politica e dell’informazione sembra impegnarsi soprattutto in questo.
Vedremo come andrà a finire. Per ora non resta che augurare a tutti buone notti roventi, con la speranza che, nonostante tutto, i cittadini continuino a ragionare con la propria testa.



