Ridateci le preferenze
Paolo Chiarenza e altri* 08:34 Domenica 26 Luglio 2026 0
Egregio direttore,
legge elettorale con le preferenze: probabilmente al Senato il centrodestra riproverà a presentare questa proposta innovativa, che lede gli interessi personali di molti politicanti. Il diritto del cittadino-elettore di incidere sul meccanismo della democrazia rappresentativa e che lo riavvicina alla partecipazione politica, vuole cancellare la normativa attuale delle liste bloccate alle elezioni politiche che ha di fatto consegnato a chi comanda i partiti il potere di stabilire chi mandare in parlamento, indipendentemente dall’assenza di collegamento e vincolo personale con il territorio e i suoi abitanti.
Così – come dicevano i nostri vecchi – hanno tolto la voce alla gente. Così l’astensionismo aumenta e la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica percepisce ormai la politica non più come un “servizio sociale”, ma come qualcosa di estraneo se non addirittura di ostile. In pochi si sono mossi contro questo sistema di nomine dei “fedeli”, sostenendo invece scelte in base alla capacità e all’impegno a favore della collettività.
Noi rappresentanti della Destra della provincia di Cuneo sollecitiamo i nostri tanti elettori a provocare pubblicamente il dibattito sulla reintroduzione delle preferenze, a prendere in vario modo posizione fra la cittadinanza a favore di una nuova legge elettorale che, in nome della democrazia, sia il sintomo di cambiamento. Il seggio di deputato e di senatore non è e non può continuare ad essere un lavoro calato dall’alto, come premio di fedeltà al vertice di partito. Non basta che qualcuno manifesti il suo pensiero sui social, che altri esprimano solo mugugni, che altri ancora affermino la loro insoddisfazione con l’astensione dal voto. Questo comportamento a dispetto ricorda la storiella del marito che per fare dispetto alla moglie…
Siamo all’occasione decisiva per reagire contro la politica dei politicanti. Basta silenzi rassegnati e complici, basta la ricerca di selfie da ostentare, basta compiacimenti e sorrisi con i potenti che non hanno meriti. Denunciamo il nostro scontento, la nostra insofferenza, esternando il nostro pensiero ai giornali, disertando pranzi e cene che sanno di clientelismo e servilismo. È in ballo il nostro interesse di cittadini che non sanno a chi rivolgersi per essere rappresentati e tutelati.
Il ritorno alle preferenze elettorali è un fatto tangibile di cambiamento e di considerazione dell’elettore. A chi obietta che possano essere anch’esse fonte di corruttela è facile replica con esempi del sistema attuale. Si accusa il governo Meloni di non porre in atto alcun cambiamento sostanziale. Ma tanti ben pensanti, e tanti che dicono “va bene così” e dicono no alla riforma della giustizia, dicono no agli aggiornamenti della Costituzione, dicono no ai provvedimenti sulla sicurezza, dicono no alla legge elettorale sulla stabilità di governo e la preferenza dei parlamentari. A costoro rispondiamo che non si può ridurre tutto all’antifascismo.
Ringraziamo per la pubblicazione, distintamente.
*Paolo Chiarenza (ex consigliere provinciale), Guido Giordana (sindaco di Valdieri), Luca Ferracciolo (consigliere comunale B.S. Dalmazzo), Rosalia Grillante (Vicoforte Mondovì), Maurizio Occelli (consigliere comunale Savigliano) , Emiliano Negro (sindaco di Roburent), Carla Sapino (Moretta), Mario Pinca (Saluzzo), Elia Farinelli (consigliere comunale Torre Mondovì), Federico Porta (consigliere comunale Torre Mondovì), Matilde Esposito (Bra), Mario Franchino (Beinette)



