Da Lo Russo un silenzio di tomba
Alessandro Di Mauro 14:55 Venerdì 18 Settembre 2026 0
Caro Direttore,
saranno ormai usciti sei o sette articoli sul cosiddetto “caso Socrem”, tra cui anche quello, splendido, ospitato sulla testata giornalistica Lo Spiffero. Eppure, a oggi, la voce che continua a mancare è quella che dovrebbe pesare più di tutte: quella del Sindaco di Torino. L’unica dichiarazione pubblica dell’Amministrazione è arrivata dall’assessora Chiara Foglietta, che personalmente considero l’ultima persona alla quale attribuire responsabilità per una vicenda che viene da molto lontano.
Qui non stiamo parlando di qualcosa nato ieri: parliamo di una storia che attraversa più di vent’anni di amministrazione della città. Nel 2014 il Comune chiese formalmente un parere all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. L’AGCM chiarì che il servizio di cremazione è un servizio pubblico locale di rilevanza economica e che l’affidamento diretto a Socrem, se non regolarizzato, non poteva semplicemente proseguire secondo il vecchio schema. Nel dicembre dello stesso anno il Consiglio comunale deliberò la revoca delle concessioni relative agli impianti e alle strutture destinate alla cremazione, subordinandola all'individuazione del nuovo gestore, e approvò gli indirizzi per una procedura ad evidenza pubblica. Sono passati quasi dodici anni. E quella gara non è arrivata all'aggiudicazione
Nel frattempo Socrem continua a gestire il servizio e, secondo la ricognizione comunale e quanto riportato dalla stampa, versa alla Città un canone di 2.500 euro l’anno, definito già in passato sostanzialmente simbolico, mentre il servizio muove ogni anno milioni di euro. Questo è il punto politico. E da elettore del Partito Democratico trovo offensivo il silenzio del mio Sindaco. Stefano Lo Russo non è un passante capitato per caso a Palazzo Civico. Era assessore quando questa vicenda era già pienamente sul tavolo politico e amministrativo della Città. Oggi è Sindaco. Proprio per questo credo abbia il dovere di spiegare ai torinesi che cosa sia accaduto dal 2014 a oggi e perché una decisione assunta dal Consiglio comunale sia rimasta, dopo tanti anni, senza il suo esito naturale.
Vorrei inoltre che il Sindaco chiarisse pubblicamente i suoi rapporti istituzionali con Socrem e le ragioni della sua partecipazione, negli anni, alle iniziative e assemblee dell'associazione. Le sue partecipazioni sono testimoniate da fotografie nelle quali siede in prima fila, nonostante fosse in essere un contenzioso tra l’associazione e il Comune. Non formulo accuse: pongo una domanda politica. Se ha ritenuto opportuno partecipare a quelle iniziative, perché non ha adottato lo stesso criterio nei confronti di Askatasuna? Quando esiste una vicenda amministrativa così lunga, complessa e controversa tra un soggetto privato e il Comune, credo sia doveroso spiegare ai cittadini natura e ragioni di quella vicinanza istituzionale.
E vorrei risposte anche su un altro punto: che cosa pensa il Sindaco del fatto che risorse generate da un servizio pubblico locale possano concorrere, direttamente o indirettamente, a finanziare investimenti e partecipazioni societarie? E quale valutazione dà l’Amministrazione dell'investimento in Astra e dei rapporti che ne derivano? Sono domande. E alle domande si risponde. Per questo rivolgo al Sindaco un invito preciso: accetti un confronto pubblico su questa vicenda. Lo accetti anche con me, che sono stato definito un esperto di materie cimiteriali e cremazioniste in Italia. Potremmo verificare insieme i fatti, i documenti e le responsabilità: magari siamo noi a sbagliarci e ha ragione lui. Ma allora venga a dirlo pubblicamente, davanti a tutti. Non basta mandare un assessore. Non basta ricordare che la vicenda è complessa. Non basta aspettare che passi.
Lo Russo deve parlare da Sindaco. Deve spiegare perché la gara prevista nel 2014 non sia stata portata a compimento. Deve spiegare perché, dopo quasi dodici anni, siamo ancora qui. Deve spiegare se considera congruo un canone di 2.500 euro all’anno per un servizio di queste dimensioni economiche. Deve spiegare quale futuro intenda dare al servizio pubblico di cremazione della Città. E deve farlo soprattutto perché oggi è lui il Sindaco. Lo scrivo da suo elettore e da elettore del Partito Democratico. Proprio per questo sono ancora più esigente. Il Pd non appartiene a un Sindaco, a una corrente o a un gruppo dirigente. Appartiene anche ai suoi iscritti, ai suoi militanti e ai suoi elettori, e ha una tradizione di trasparenza e responsabilità pubblica alla quale chi amministra dovrebbe sentirsi vincolato. Non mi interessa un Sindaco concentrato soltanto sulla propria rielezione, sulle inaugurazioni e sulla comunicazione quotidiana. Mi interessa un Sindaco che, quando emerge una questione seria che riguarda il patrimonio pubblico e le tasche dei torinesi, abbia il coraggio politico di metterci la faccia. Anche quando le domande sono scomode. Soprattutto quando sono scomode. Un suo elettore, Alessandro Di Mauro.


