Centrosinistra, oltre Meloni niente?
Alfio Casamassima 11:10 Domenica 27 Settembre 2026 0
Sono un elettore di centrosinistra e da qualche tempo provo una sensazione piuttosto spiacevole: so abbastanza bene che cosa pensano i partiti dell’opposizione di Giorgia Meloni, ma faccio sempre più fatica a capire che cosa pensino dell’Italia. Ogni giorno ci viene spiegato che cosa non va nel Governo. Meloni sbaglia sull’economia, sulla sanità, sul lavoro, sull’Europa, sull’immigrazione, sui diritti, sulla politica estera. Può darsi che molte di queste critiche siano fondate. Ma un’opposizione che aspira a diventare maggioranza non può limitarsi a compilare l’elenco degli errori di chi governa. Prima o poi dovrebbe spiegare che cosa farebbe al suo posto. Ed è proprio qui che cominciano i problemi.
Di Pd, Movimento 5 Stelle e del cosiddetto campo largo si parla ormai soprattutto per questioni che interessano moltissimo i gruppi dirigenti e assai meno gli elettori. Schlein o Conte? Chi deve guidare la coalizione? Serve un federatore? E chi potrebbe esserlo? Primarie sì oppure no? Prima il programma o prima il candidato? Conte accetterebbe Schlein? Schlein accetterebbe Conte? E gli altri alleati dove si collocano? Francamente, a noi elettori interessa poco.
Non perché la leadership sia irrilevante. Se ci si candida a governare un Paese è evidente che bisogna anche stabilire chi dovrà guidarlo. Ma possibile che da mesi il dibattito del centrosinistra sembri ruotare quasi esclusivamente attorno al proprio organigramma?
Vorrei sapere, molto più banalmente, che cosa propone questa opposizione sulla sanità, mentre trovare un medico o fare un esame diventa sempre più difficile. Vorrei capire che politica industriale immagina mentre interi pezzi della manifattura attraversano una crisi profonda. Vorrei conoscere una proposta seria sulle pensioni, sui salari, sulle tasse, sulla casa, sulla scuola e sulla sicurezza. E vorrei soprattutto sapere dove siano i punti di accordo. Perché presentarsi insieme alle elezioni significa presumibilmente voler governare insieme il giorno dopo. Non basta mettere nello stesso recinto tutti quelli che sono contro Meloni: bisogna anche spiegare che cosa sarebbero disposti a fare insieme.
Su molti temi, invece, le differenze sembrano evidenti. Politica estera, difesa, infrastrutture, energia, rapporto con le imprese, giustizia. Questioni sulle quali un eventuale governo sarebbe chiamato a decidere, non a rinviare una riunione della coalizione.
Il centrodestra governa e dunque è giusto, anzi necessario, che l’opposizione ne denunci errori, contraddizioni e promesse mancate. Ma l’alternativa non nasce automaticamente dalla somma delle critiche. Essere contro qualcuno non significa essere pronti a governare al suo posto. Forse, anziché trascorrere altro tempo alla ricerca del federatore, del candidato unitario o del metodo migliore per sceglierlo, il centrosinistra potrebbe provare un esperimento rivoluzionario: dire agli italiani che cosa vuole fare. Poi, eventualmente, ci dirà anche chi vuole mandare a Palazzo Chigi.
Perché tra Schlein e Conte, primarie e veti, federatori veri o presunti, c’è una domanda molto più semplice alla quale qualcuno dovrebbe finalmente rispondere: se domani toccasse a voi governare, che cosa fareste? Da elettore di centrosinistra, è questo che vorrei sapere. Tutto il resto interessa soprattutto a loro.


