Lega e Idv “graziate” dal Tar

Le liste del Carroccio e dei dipietristi, in un primo tempo escluse in due Circoscrizioni torinesi, vengono recuperate dai giudici amministrativi. Altre formazioni sono ancora sotto esame

Escluse in prima battuta dalla Commissione elettorale circondariale, due liste vengono reintegrate dal Tar nella competizione del 15 e 16 maggio prossimi. Si tratta delle formazioni della Lega Nord, esclusa per errori formali dalla Circoscrizione III, e dell’Italia dei Valori cassata nella Circoscrizione VII per il numero insufficiente di firme. Per entrambe il Tribunale amministrativo ha accolto i ricorsi dei rispettivi partiti e reintegrato i candidati in lizza.

 

«Giustizia è fatta - commenta il capogruppo dei dipietristi a Palazzo Lascaris, Andrea Buquicchio -i giudici torinesi hanno  ristabilito le condizioni per un sano confronto elettorale. Il Tribunale amministrativo piemontese ha restituito ai cittadini della circoscrizione 7 il diritto ad esprimere liberamente il proprio voto, un diritto negato pochi giorni prima da un’assurda decisione della sottocommissione elettorale circondariale. La stessa commissione, tra l’altro, aveva concesso due giorni di tempo alle liste di Pdl e Lega per fornire ulteriori documenti necessari alla presentazione delle liste in tutte le circoscrizioni». Una sentenza che, a giudizio dell’esponente dell’Idv, ha considerato «irragionevole l’articolo dello Statuto Comunale che prevede la sottoscrizione di cinque elettori residenti nella circoscrizione per la presentazione della lista anche nel caso in cui la forza politica sia già rappresentata in Consiglio comunale e abbia presentato contestualmente una lista per le elezioni comunali. Come ha giustamente sottolineato il Tar, l'interesse pubblico per quelle cinque firme é davvero irrilevante».

 

Analoga soddisfazione per le decisioni del plenum di corso Stati Uniti arriva dal Carroccio. «La decisione del Tar di reintegrare il simbolo della Lega Nord nella scheda elettorale ristabilisce un equilibrio necessario», secondo Stefano Allasia, deputato e segretario provinciale della Lega torinese.

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