GLORIE NOSTRANE

Cota torna in gioco (d’azzardo)

L'ex governatore contro il Comune di Novara, guidato dal compagno di partito Canelli. Nella veste di avvocato patrocina gli intessi di una società di slot machine, a suo dire danneggiata dalle limitazioni degli orari di esercizio

Roberto Cota torna in gioco. Non in politica, che riserva magre soddisfazioni persino nella vittoriosa battaglia referendaria,  ma nella sua seconda vita da avvocato. Il Consiglio di Stato, infatti, ha accolto il ricorso presentato dall’ex presidente del Piemonte contro la limitazione degli orari delle slot machine nella “sua” Novara, un provvedimento assunto dal Comune per contrastare le ludopatie. La decisione è stata presa il 24 novembre scorso dalla quinta sezione di Palazzo Spada, sede dell’organo supremo della giustizia amministrativa: l’ordinanza del 1° febbraio scorso, firmata dall’ex sindaco Pd di Novara Andrea Ballarè, è stata sospesa in via cautelare.

In pausa dalla vita politica, Cota è tornato a indossare la toga di avvocato e ha preso le difese del titolare di una società, la Bingo Oxford,che si riteneva danneggiata dalla limitazione degli orari di apertura delle sale  dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 24, con un buco di cinque ore nel pomeriggio. Al Tar del Piemonte i giudici avevano dato torto e non avevano concesso la sospensione cautelare in attesa di una decisione nel merito della questione. Adesso, dopo questa decisione del Consiglio di Stato, dovranno fissare un’udienza per discutere il ricorso e prendere una decisione approfondita. C’è inoltre un rischio per la Regione Piemonte: i giudici dovranno decidere se chiedere alla Corte costituzionale un parere sulla legittima della legge 9/2016 contro le ludopatie voluta dal governatore Sergio Chiamparino.

Secondo Cota il legame scientifico tra le slot e la malattia del gioco non è dimostrato e ci vuole un’indagine medica prima di fare ordinanza che danneggino le attività. Leggermente diverso il parere, invece, del suo compagno di partito Alessandro Canelli, eletto qualche mese fa sindaco di Novara: lui queste ordinanze le reputa inutili e, soprattutto, dannose al settore. L’orientamento del nuovo inquilino di Palazzo Cabrino è quello di conformarsi alla normativa regionale, cercando di coniugare il contrasto alle forme patologiche del gioco con le esigenze delle attività commerciali. Una cosa è certa: qualsiasi decisione che Canelli prenderà l’ultimo suo scrupolo sarà quello di dare una mano a Cota, ormai considerato dal carroccio locale alla stregua di un “nemico”.

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