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Salone del Libro, incognita sul marchio

La parte commerciale della kermesse sarà affidata, tramite gara, dalla società di committenza della Regione a un partner privato. Il ruolo del Circolo dei Lettori. Parigi: "Cerchiamo una strada per tutelare il nome"

A osservarlo dall’esterno sembra un gran guazzabuglio amministrativo, l’auspicio è che chi sta gestendo l’ambaradan abbia le idee un po’ più chiare. L’assessore regionale alla Cultura Antonella Parigi ha aggiunto questa mattina un nuovo tassello nel complesso mosaico che compone il Salone del Libro del prossimo anno. La parte culturale e quella gestionale saranno distinte: la prima, come noto, sarà affidata alla Fondazione per la cultura, che si occuperà dell’organizzazione dei contenuti e di tutto il Salone Off, nonché della ricerca di sponsorizzazioni presso partner privati, e lo farà attraverso una convezione tra Regione e Comune che si sta definendo e che dovrà contenere elementi cruciali come la tutela dei lavoratori della Fondazione per il libro e la condivisione delle scelte sulla governance. Per quanto riguarda gli aspetti gestionali, verrà individuato un partner privato con gara, con un investimento economico da parte della Regione, tramite Scr (la società di committenza regionale) e il Circolo dei lettori. All’interno della Fondazione per la cultura verrà costituito un comitato di indirizzo, o una cabina di regia, dove siederanno oltre agli attori pubblici e al partner privato anche gli editori, che potranno peraltro partecipare alla gara per l’organizzazione del Salone. Un ruolo tutt’altro che marginale, insomma, che testimonierebbe il ritorno in campo della Regione, dopo che, nella conferenza stampa di fine kermesse Chiara Appendino aveva prospettato il passaggio della kermesse nelle mani del Comune.

Una cauta soddisfazione emerge dai vertici della commissione Cultura di Palazzo Lascaris, il presidente Daniele Valle e il vice Luca Cassiani, che avevano aspramente criticato la prospettiva di una cessione totale del Salone alla Città, attraverso la sua fondazione: “Le precisazioni dell’assessore mostrano una situazione diversa rispetto a quella frettolosamente prospettata nel corso della conferenza stampa della settimana scorsa”. I due rimandano all’incontro del 6 giugno (tra maggioranza e giunta, con la presenza di Sergio Chiamparino e pure del gruppo Pd in Comune) l’approfondimento di tutti i dettagli del bando, annunciato questa mattina, e della convenzione tra Comune e Regione, “con particolare attenzione al ruolo pubblico della governance”.

A questo proposito, tanti sono ancora gli aspetti da comprendere a fondo a partire dall’annosa questione relativa al marchio. La Regione metterà a bando la valorizzazione del marchio, ma di chi sarà la proprietà quando si saranno concluse le procedure di liquidazione della Fondazione? Come gestirà questo patrimonio il liquidatore? C’è la ragionevole certezza che il marchio non venga rilevato da un privato o, peggio, da un concorrente del Salone? Tutte domande alle quali, per il momento, l’assessore Parigi fatica a dare una risposta: “Stiamo lavorando con il liquidatore affinché il Salone del libro resti in mano pubblica anche dopo la liquidazione della Fondazione”.  

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