AMMINISTRATIVE

M5s e Pd alla prova del voto

Casaleggio riuscirà a espugnare Ivrea? I dem confidano nelle coalizioni civiche. A Orbassano Lega e Forza Italia corrono separate. Oltre 100mila piemontesi alle urne per rinnovare l’amministrazione di 63 Comuni. La topica istituzionale di Di Maio

Se voleva essere una volata ai candidati sindaci Cinquestelle, quella di Luigi Di Maio è finita con una imbarazzante foratura all’ultimo chilometro. Quella rassicurazione del vicepremier – “Il Governo sarà dalla parte dei sindaci M5s” – ha avuto come immediato risultato la piccata (e istituzionalmente ineccepibile) reazione del Pd dal quale è arrivato il richiamo a ricordare che l’esecutivo è al servizio di tutti e non di una sola parte, ma anche una non nascosta irritazione del centrodestra che avrà pure la Lega nelle stanze del potere romano con i grillini, ma alle comunali il Carroccio sta (quasi) sempre ancora con Forza Italia. Rabberciata alla meglio, dall’autore, la topica del capo politico del M5s rimane indicativa del clima che ha accompagnato all’appuntamento di oggi: una verifica, in tempi ridottissimi, dell’approdo di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi e del sentiment dell’elettorato alla scelta dell’alleanza con Matteo Salvini. E i grillini hanno, proprio in Piemonte, una città ormai simbolo per loro, che oggi vota.

Le convention del movimento sotto la regia della Casaleggio Associati, il ricordo del fondatore della stessa società e del movimento celebrato lì, insomma Ivrea non è un comune qualunque tra i 63 chiamati al voto in Piemonte per la forza che oggi governa il Paese. Il dirsi olivettiana è stato un refrain, ma anche una comoda via d’uscita per la prima cittadina di Torino Chiara Appendino davanti alle domande circa il suo collocamento tra l’essere di lotta e di governo. La città di Olivetti oggi è, però, anche un baluardo da difendere ad ogni costo per il Pd. Una lunga tradizione che semmai dovesse risultare interrotta dall’esito delle urne avrebbe per i democrat, già bastonati il 4 marzo, conseguenze assai pesanti anche per le regionali del prossimo anno. “Se perdessimo sarebbe un disastro”  diceva ancora ieri un dirigente di rango del Pd di quella parte del Piemonte in cui passato, presente e futuro si mescolano in una formula sottoposta all’inesorabile giudizio elettorale.

Nella carducciana città dalle rosse torri gareggiano tredici liste e cinque candidati sindaco: Maurizio Perinetti (Moderati, Pd, Ivrea + bella, Libera sinistra per Ivrea), Stefano Sertoli (Lega, Insieme per Ivrea-Ballurio, Forza Ivrea, Cambiamo insieme-Sertoli sindaco), Massimo Luigi Fresc (M5s), Francesco Comotto (Ivrea Comune-Sinistra e Costituzione, Viviamo Ivrea-Comotto Sindaco, Cambiamo Ivrea), Igor Bosonin (appoggiato da CasaPound). Il centrosinistra se da una lato schiera un candidato “pesante” come il luminare dei trapianti Mauro Salizzoni, indicato da Chiamparino tra i possibili successori, dall’altra dovranno cercare di archiviare con il minor danno possibile l’incidente occorso alle primarie da cui l’ex presidente del consiglio comunale Elisabetta Ballurio uscita sconfitta da Perinetti ha saltato il fosso passando a sostenere il centrodestra. Poi c’erano state pure dimissioni collettive di undici componenti del direttivo del circolo dem, crisi solo in parte rientrata, insomma non è stata una gestazione serena quella del candidato sindaco e delle liste a suo sostegno. Anche per questo alcuni timori, forse, sono tutt’altro che immotivati. Ma sarà al trend nazionale che, nel caso, ricondurranno il successo i Cinquestelle o il centrodestra, anche se in questo caso le cose non sarebbero così semplici.

E il centrodestra, ala Forza Italia, vede in un’altra città al voto, Orbassano, uscire di scena pur sperando di lasciare il testimone in famiglia, un personaggio come Eugenio Gambetta. L’azzurro di provenienza socialista chiude la sua stagione sperando (e con lui la coalizione) che se ne apra una per sua moglie, Cinzia Bosso, candidata oltre che da Forza Italia e Udc da quattro formazioni civiche. Non dalla Lega, però. Il Carroccio si è schierato per Giovanni Falsone sopportato da cinque liste civiche. Vanno, ovviamente, da soli i Cinquestelle con Andrea Suriani, mentre Roberto Taglietta è espressione di Pd e due liste civiche. Corrono da soli Liberi e Uguali con Bruno Alovisio;  poi c’è Fabrizio Finotti per Sinistra per Orbassano e Carmelo La Rocca per L'onda orbassanese.

In Piemonte sono 63 i Comuni in cui oggi si andrà al voto, coinvolgendo oltre 100mila elettori. L’area metropolitana di Torino è quella con il maggior numero di amministrazioni da rinnovare (15); seguono la provincia di Vercelli (13), Cuneo (12), Alessandria (7), Verbano-Cusio-Ossola (5), Asti (4), Novara (4) e Biella (3). Si vota per la prima volta, perché Comuni di nuova istituzione, a Alluvioni Piovera e Cassano Spinola (Alessandria), e in provincia di Vercelli a Alto Sermenza e Cellio Con Breia. Tra le curiosità, si segnala la giovanissima età dell’aspirante primo cittadino di Salerano Canavese, 522 abitanti nel Torinese, Andrea Cantoni, coordinatore provinciale degli studenti della Lega, che diventa maggiorenne proprio oggi, cosa che lo rende il candidato sindaco più giovane d’Italia in questa tornata elettorale.

Sfide tutte importanti, anche se i riflettori restano puntati sulle competizioni nei due maggiori centri della provincia di Torino, gli unici con più di 15 mila abitanti. Un cambiamento a Ivrea sarebbe un’ulteriore pesantissima batosta per il centrosinistra, mentre il mancato accordo tra Forza Italia e Lega a Orbassano potrebbe anticipare altri scenari. Con l’incognita dell’astensione. Ballottaggio tra quindici giorni, il 24 giugno.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    12:47 Domenica 10 Giugno 2018 moschettiere Verissimo

    Nessuna "tampa" per Luigino: quel doppiopesismo smaccato è sovente esternato senza pudori, anzi ottiene ampio consenso tra i fedeli. Il pentimento con regolare alpinismo specchiato, è solo legato al ruolo istituzionale, che impone quella che per loro sarà un'ipocrisia e alla quale Luigino non è ancora ammanato. Un po' della serie di quando ha dichiarato di aver presentato al Colle dei nomi alternativi a Savona, inventandosi tutto e incassando la secca smentita del Quirinale. Se poi pensiamo al curriculum del premier targato 5S con la bolla newyorkese... si comprende di che pasta son fatti. Imparerà, imparerà Luigino, il ragazzo deve farsi.

  2. avatar-4
    09:46 Domenica 10 Giugno 2018 PELDICAROTA NESSUNA TOPICA DA PARTE DI DI MAIO

    Rientra tutto perfettamente nella logica pentastellata che prevede una doppia morale: per gli inquisiti degli altri partiti e per i loro o nel cerchiobbotismo istituzionalizzato. Ma come diceva il buon Calindri:"Dura minga, non può durare..."

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