LA SACRA RUOTA

Fca punta su Italia (per vendere)

Partito in vantaggio, le quotazioni del torinese Gorlier sembrano in calo (probabilmente dovrà concentrarsi sullo scorporo di Magneti Marelli). Per la successione di Altavilla si fa il nome dell'attuale responsabile del mercato nazionale. Nomen omen. Il nodo Mirafiori

È un’estate d’intenso lavoro quella di Mike Manley, dal 21 luglio amministratore delegato di Fca. Dopo la scomparsa di Sergio Marchionne e le polemiche dimissioni di Alfredo Altavilla, numero uno del gruppo automobilistico per la zona Emea (Europa, Africa e Medio Oriente), proprio la scelta del nuovo responsabile delle attività europee – e quindi italiane – è il primo banco di prova per il manager angloamericano. L’interim di una posizione “vitale” per le strategie dell’azienda non potrà durare a lungo soprattutto per quanto riguarda l’Italia, dove sindacati e istituzioni attendono con crescente impazienza indicazioni precise sull’attuazione del piano industriale pluriennale presentato a Balocco lo scorso 1 giugno dal compianto Marchionne. Gli stabilimenti italiani, a partire da Mirafiori e Grugliasco per il “polo del lusso”, hanno bisogno come il pane di nuovi modelli e produzioni. Gli investimenti per 45 miliardi sono stati annunciati ma senza dettagli e alcune fabbriche sono in difficoltà. A Mirafiori, dove è appena iniziata la produzione del Levante Trofeo, suv con motore v8 per il mercato americano che sarà lanciato entro fine agosto in California, la necessità del secondo modello, che dovrebbe essere un suv grande dell’Alfa Romeo, è indispensabile anche perché a inizio settembre saranno rinnovati i contratti di solidarietà per un anno, poi non ci sono più ammortizzatori sociali.

Per questa serie di ragioni la nomina del successore di Altavilla non è cosa di poco conto. Secondo rumors raccolti nell’entourage della Famiglia Agnelli, John Elkann sarebbe orientato a designare un manager italiano per dare un segnale sulla centralità del Paese nelle strategie del gruppo e perché il suo ruolo sarà fondamentale in vista del lancio di nuovi modelli e, non ultimo, per le relazioni con il governo sullo sviluppo dell’elettrico. Il toto-successore è già partito da diversi giorni. I nomi circolati sono quelli di Pietro Gorlier, torinese, ceo di Magneti Marelli e Mopar, di Davide Mele, che ha lavorato a fianco di Altavilla, di Gianluca Italia, nomen omen responsabile del mercato italiano, Antonio Filosa, numero uno per il mercato latino-americano, e di Daniele Chiari, responsabile delle relazioni istituzionali e dello sviluppo prodotti nell’Emea. La decisione non è semplice perché ogni scelta apre, a sua volta, un nuovo fronte: in particolare Gorlier lascerebbe scoperte Magneti Marelli in un periodo delicato (alla vigilia dello scorporo), ma anche Mopar, il brand di Fca dedicato ai prodotti e servizi post vendita. Una prospettiva che l’ha fatto scendere improvvisamente nel borsino dei papabili a vantaggio del collega Italia.

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