PALAZZO CIVICO

Appendino silura l'assessora Patti, al suo posto la preside Di Martino

L'annuncio dopo il colloquio tra le due avvenuto nel pomeriggio. Fatale la deficitaria gestione della querelle Tundo e soprattutto l'ostracismo della maggioranza grillina. Due anni e mezzo di inciampi a partire dall'esordio

“Oggi nel tardo pomeriggio la sindaca Chiara Appendino ha incontrato l’assessora all'Istruzione Federica Patti comunicandole la decisione di revocarle le deleghe, ringraziandola per l’importante lavoro di questi due anni e mezzo, svolto in un contesto difficile. Nei prossimi giorni saranno concordati i tempi e le modalità con cui avverrà la sostituzione”. Con una nota di poche righe la prima cittadina liquida dopo due anni e mezzo la sua assessora, cui è stata fatale la deficitaria gestione della vicenda Tundo (collegata a un tema sensibile come il trasporto disabili) e, prima ancora, la questione mense. Patti è il secondo componente della giunta “tecnica” pentastellata a cadere, dopo la titolare dell’Ambiente Stefania Giannuzzi, l’unica a pagare all’indomani del disastro di piazza Castello, per cui la sindaca è tutt’ora indagata. 

Sulla Patti pendeva come una spada di Damocle la mozione di sfiducia del capogruppo Pd Stefano Lo Russo e sottoscritta da tutta l'opposizione e il gruppo grillino aveva fatto capire chiaramente alla prima cittadina che se quella mozione fosse arrivata in aula difficilmente sarebbe stata respinta in modo compatto dalla maggioranza che aveva messo da tempo nel mirino la responsbile dell'Istruzione. Con il sacrificio della Patti, inoltre, Appendino spera di allentare la pressione su altre due assessore di cui lei non ha intenzione di privarsi, Maria Lapietra (Trasporti) e soprattutto Paola Pisano (Innovazione).

Una carriera travagliata, quella di Patti nella giunta Appendino. All'indomani della sua nomina lo Spiffero raccontò degli sconti non dovuti ottenuti sulla retta del nido omettendo nel modulo Isee la convivenza con il compagno. Pizzicata dal Comune fu costretta a pagare gli arretrati. Si rifece? Non proprio. Gli attacchi e le critiche erano piovuti già mesi fa per la gestione del nuovo appalto per le mense scolastiche. Secondo diversi consiglieri, i ribassi di gara non avrebbero potuto garantire una giusta qualità. Una questione arrivata anche nelle aule di tribunale, con ricorsi al Tar che avevano causato la sospensione dell’aggiudicazione. I consiglieri M5s avevano presentato una mozione “per il miglioramento del servizio di ristorazione scolastica”, avanzando diversi suggerimenti. Sul tema mense anche le opposizioni avevano attaccato la Patti, fin dai primi tempi dell’insediamento, quando si era trovata a gestire la querelle legata al pasto da casa. Sono più recenti, invece, le polemiche per la vicenda Tundo, la società del trasporto scolastico per i disabili, con i dipendenti rimasti diversi mesi senza stipendio e i genitori dei bambini a protestare per il servizio.

In passato era già stata in bilico in altre occasioni e la prima cittadina aveva pure sondato alcuni nomi per la sua sostituzione tra i quali quello dell'ex deputata M5s Silvia Chimienti, insegnante e gran fustigatrice a Montecitorio della Buona Scuola di Matteo Renzi. Chimienti declinò e la sostituzione di Patti è stata rimandata. Fino all'autunno quando è esploso il disastro Tundo e l'opposizione è tornata nuovamente all'attacco chiedendone le dimissioni, ben sapendo di poter contare sulla sponda dei grillini. 

Gran riserbo, per il momento su chi la sostiuirà: il nome dovrebbe essere annunciato lunedì. Secondo rumors si tratterebbe di una donna, appartenente al mondo della scuola e suggerita dalla consigliera grillina Barbara Azzarà, già sponsor nei mesi scorsi di Chimienti. Secondo indiscrezioni il nome sarebbe quello di Antonietta Di Martino, un’esperienza da preside alle spalle e attuale responsabile dell’Osservatorio sulla sicurezza nelle scuole del Miur del Piemonte.

“La rimozione dell’assessora Patti era ormai un atto dovuto e siamo contenti che sia stata accolta una richiesta della minoranza consiliare – afferma Lo Russo –. Una sequenza interminabile di errori e pressapochismo politico hanno contraddistinto questi anni di politiche dell’istruzione a Torino che la sindaca avrebbe dovuto interrompere già molti mesi fa. Ma meglio tardi che mai”.

Sulla vicenda interviene anche la capogruppo grillina Valentina Sganga: “La gestione dell’Istruzione, con le criticità emerse in questi anni, figlie di una realta' complessa e che le amministrazioni precedenti non hanno mai affrontato ma utilizzato come voci su cui tagliare e poco altro, richiedono un cambio di passo che speriamo possa avvenire presto”.

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