VERSO IL 2019

“O Chiamparino o morte” (dell’alleanza coi Moderati)

Portas, leader della lista centrista, non vede alternative alla ricandidatura del governatore. Fedeltà ai vincoli di coalizione e interessi di bottega. "Il Pd non faccia scherzi altrimenti salta tutto e corriamo per conto nostro"

O Chiamparino o morte, dell’alleanza con i Moderati. “Per noi l’unico candidato alla presidenza della Regione è Sergio. Se qualcuno vuol tirare fuori altri nomi giocando alle figurine, vorrà dire che andremo da soli”. Mimmo Portas non rinuncia, neppure stavolta, ad alzare il tiro e la posta. L’ipotizzato allargamento dell’alleanza di centrosinistra sul versante moderato piace e al contempo allarma il leader dei Moderati. La formazione storicamente alleata del Pd ha sempre svolto (anche) la funzione di raccogliere e incanalare voti in uscita dal centro e centrodestra non radicale e ovviamente è pronta a farlo l’anno prossimo per le regionali. Tuttavia se il confine con il fronte avverso si dovesse spostare togliendo o riducendo il ruolo di Checkpoint Charlie al movimento fondato e diretto dal deputato torinese, è naturale che questi non farebbe salti di gioia.

La crisi del Pd e le contromisure per cercare di superarla senza ulteriori tracolli dell’intero centrosinistra non risparmiano nessuno e lasciano prospettive incerte circa i possibili sviluppi di un processo che appare inevitabile. L’allargamento è indispensabile, bisogna vedere quale modello prevarrà. Guardare a una parte dell’elettorato di Forza Italia, sì, ma come? “Con la netta presa di posizione assunta oggi sulla Tav, Chiamparino ha parlato a una parte della popolazione, ma anche di stakeholder, che vogliono lo sviluppo, non la regressione. Un discorso chiaro e forte che, eccetto da Stefano Esposito, non ricordo di aver sentito prima da esponenti del Pd” osserva Portas attribuendo alle parole del presidente pure la funzione di ramazza che spazza via le critiche di intelligenza col nemico a Cinquestelle così come i rilievi circa una posizione eccessivamente conciliante verso i grillini: “Non ho mai pensato questo di Sergio. Qualcuno ha confuso il dialogo istituzionale con le posizioni politiche”. Pensa, invece, e lo dice che nella sua composizione tradizionale “il centrosinistra non può vincere. Solo nella provincia di Torino, esclusa la città, siamo sotto di 100mila voti rispetto al centrodestra e 60mila al grillini. Indispensabile allargare l’offerta, ma “l’unico in grado di farlo, checché molti sostengano il contrario, è proprio Chiamparino. Lui è un vero moderato e si è sempre dimostrato tale. Magari si arrabbierà nel sentirselo dire, ma è vero”.

Sergio uber alles: Portas non contempla alternative. “Ho sentito fare dei nomi come possibili candidati. Dico solo che se qualcuno pensa di tirare fuori la figurina noi andiamo per conto nostro, candidiamo Ferraris (Giovanni Maria, assessore regionale, ndr) o Silvio Magliano e vediamo chi prende più voti”. Non contempla, il deputato eletto nelle liste del Pd, scenari diversi da quello che il prossimo 15 giugno dovrebbe vedere trasformata la disponibilità comunicata ieri da Chiamparino in una sua investitura plebiscitaria. Probabilmente non sarà così, perlomeno non ancora così. Le perplessità sull’ossimoro della discontinuità affidata all’uscente non sono poche tra i democrat, il bisogno di passare dall’enunciazione dell’allargamento alla sua attuazione pratica comporta una serie di passaggi che non possono tralasciare nulla, a partire dalla candidatura alla presidenza. Lo stesso esame (una volta si sarebbe detto autocritica) dei quattro anni di amministrazione è, o dovrebbe essere, un momento cruciale. Anche su questo punto, Mimmo il Moderato alza un muro a difesa di Chiamparino (su cui magari costruire poi qualcosa pure per il suo partito) come quasi nessun piddino fa: “La giunta ha dovuto affrontare un’eredità pesantissima lasciata dall’amministrazione Cota. Non ha lavorato male. L’unico appunto che posso fare è quello di non aver comunicato bene e abbastanza quel che ha fatto. Chi sa che è stato stanziato un milione di euro per la sicurezza? Lo avesse fatto Matteo Salvini, avrebbero tappezzato la regione di manifesti”. Su quelli che segneranno la lunga marcia del centrosinistra verso il tentativo di non cedere la Regione al più che probabile asse gialloverde, Portas vuole vedere solo una faccia: quella di Sergio. Promosso moderato honoris (e Portas) causa.

print_icon

4 Commenti

  1. avatar-4
    01:22 Giovedì 07 Giugno 2018 Politicadeludente Largo ai giovani

    Ma si diano il reddito di cittadinanza e facciamo governare il Chiampa ... che come Berlusca hanno fatto il loro tempo e se ci troviamo in questo schifo è colpa della generazione che ha solo mangiato !

  2. avatar-4
    19:37 Mercoledì 06 Giugno 2018 gastone Sostiene Portas...

    ... “La giunta (Chiamparino) ha dovuto affrontare un’eredità pesantissima lasciata dall’amministrazione Cota. Non ha lavorato male..." Già, dopo più di 4 anni di governo regionale il peso dell'eredità precedente è ancora assai gravoso...non posso immaginare cosa sia il peso dell'eredità lasciata da Chiamparino/Sindaco, prima a Fassino e da quest'ultimo ad Appendino (se non ricordo male si parlava per la città di Torino di un assai consistente numero di MILIARDI di euro...). Per il Chiampa in Regione Portas ci prova, in questa sbrindellata corsa per mantenere il potere le varie anime si dibattono ma sono desolatamente "in pena".

  3. avatar-4
    09:11 Mercoledì 06 Giugno 2018 Damos Che pena ...

    Chiamaprino stia sereno : con un alleato come Portas e i "walking Dead" chiamati Moderati, la luminosa strada verso l'estinzione è sicura ! ... Ancora un anno di pena e poi tutto scomparirà ...

  4. avatar-4
    23:00 Martedì 05 Giugno 2018 Paladino Moderare...

    Ultimi bagliori del crepuscolo di un - non partito- totalmente inutile....

Inserisci un commento