Lunedì 28 Luglio 2014, ore 15,26
SANITA' & POLITICA

Città della Salute, “finora solo chiacchiere”

In 12 anni di discussioni non è mai stato sottoposto un piano al Governo né chiesti i relativi finanziamenti. Atto d'accusa dell'assessore Saitta che promette un cambio di rotta. Poi precisa: "I progetti di Torino e Novara sono allo stesso punto". Fermi

«Dodici anni persi. Solo parole». E’ un j’accuse che colpisce, a destra come a sinistra, quello che l’assessore alla Sanità Antonio Saitta muove alle amministrazioni regionali precedenti che per la Città della Salute «non hanno mai chiesto finanziamenti». Insomma, sul tema siamo ancora all’anno zero. Racconta di essere stato al ministero, di avere chiesto la documentazione sulle richieste di fondi da parte del Piemonte e di non avere trovato nulla, se non lo sguardo smarrito dei funzionari romani. «Si è andati avanti producendo uno studio dietro l’altro, ma non facendo la cosa più importante: chiedere i finanziamenti per tradurre quei progetti in pratica. Adesso si cambia rotta e da subito» annuncia subito dopo la consueta riunione di Giunta del lunedì, poco prima di incontrare nel pomeriggio, insieme a Sergio Chiamparino, il rettore Gian Maria Ajani e il preside di Medicina Ezio Ghigo, per predisporre il percorso a tappe forzate che dovrà portare entro la fine dell’estate ad avere tutta la documentazione necessaria per presentare quella richiesta al governo che in dodici anni nessuno ha mai avanzato. Non solo. Nessuno, nel mare infinito di parole, ha fatto quel che si poteva e doveva fare: «Sui quotidiani di Torino, nel gennaio scorso si leggeva: ad aprile conferenza dei servizi e poi la richiesta dei fondi al Ministero. Da allora - denuncia Saitta - non è stato fatto assolutamente nulla. Si sarebbe dovuta riunire la commissione composta da Regione, Comune e Università incaricata di seguire il progetto della Città della Salute, ma quel gruppo di lavoro dopo l'insediamento nell'autunno 2010 mi risulta che si sia riunito una sola volta. Nel frattempo, si è parlato molto, anche troppo». A oggi, dunque, bambola non c’è una lira. Le cose stanno così. Per Torino, ma anche per Novara «solo leggermente più avanti ma nell’identica situazione di mancanza di fondi ora e per il futuro se non si farà ciò che non è stato fatto». Una situazione quella rappresentata da Saitta che di fatto smentisce quanto sostenuto dal sindaco di Novara e suo compagno di partito Andrea Ballarè il quale dopo un incontro con il sottosegretario alla salute Vito Di Filippo, nelle scorse settimane, era tornato spiegando che il ministero aveva garantito che non esistono problemi di soldi. «Ma solo per Novara, giacché sul tavolo di Lungotevere Ripa c’è un solo dossier, di una sola Città della Salute, e non è quella di Torino». Una situazione che aveva portato Ballarè a premere sull’acceleratore verso lo spacchettamento della Città della Salute novarese da quella di Torino. Ipotesi che sembra sfumare di fronte all’agenda dettata stamane in giunta da Saitta. «Allo stato attuale nessuna delle due può contare sul denaro indispensabile per la realizzazione. Quanto agli studi e ai dossier, ne sono pieni gli armadi. Adesso la Regione si assume l’impegno di decidere e, soprattutto di chiedere i fondi». Se al momento non ce ne sono di disponibili «non per questo non vanno chiesti. Altrimenti capiterà come in passato che quando si apre una finestra per accedere ai finanziamenti si scopre che il Piemonte non li ha chiesti». (s.r.)
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28 Luglio 2014, ore 14,43
CRISI

La ripresina è già al palo

A Torino una impresa su tre ha ordini solo per i prossimi 30 giorni, oltre il 70% degli imprenditori dichiara di non avere intenzione di fare investimenti. Anche l'export arranca. Il presidente dell'Api Alberto: "Quand'è che la politica aprirà gli occhi?"

Prego riporre l’entusiasmo nel cassetto. Dopo sei mesi di qualche moderato miglioramento la ripresina è già al palo, almeno per le piccole e medie imprese di Torino. Secondo quanto rileva uno studio dell’Api, infatti, il 17% delle imprese intervistate ha ordini solo per 15 giorni, percentuale che sale al 34,5% se si considerano ordini fino a 30 giorni. Sul fronte degli investimenti, solo il 29,5% del campione intende realizzarne, il 70,5% degli imprenditori dichiara che non investirà: nel 41,8% dei casi si tratta di imprese che non hanno realizzato investimenti nemmeno nel periodo gennaio-giugno 2014. Nessuna buona notizia nea... LEGGI TUTTO
28 Luglio 2014, ore 13,48
28 Luglio 2014, ore 16,13
scritto da Arturo Pasqualucci, dir. Sanitario Ospedale di Rivoli

Ecco gli interventi per l’Ospedale di Rivoli

La situazione è meno grave di quella che lascerebbe intendere la lettera del consigliere Monaco. Le misure sono state prese praticamente in tempo reale. E con gli investimenti già stanziati la struttura non è affatto abbandonata a sé stessa

Riportiamo le iniziative attuate con immediatezza dalla Direzione ASL TO3 per risolvere definitivamente il problema delle infiltrazioni d’acqua dal tetto dell’Ospedale di Rivoli, affinché non si diffondano notizie che possano far percepire una situazione più grave di quella reale. L’Assessore Regionale Saitta, appena accaduto il fatto, si è immediatamente interessato richiedendo una dettagliata relazione sull’accaduto e sulle misure intraprese alla Direzione dell’ASL TO3 che è stata inviata pressoché in tempo reale. 1) attivazione bonifica immediata della sala di rianima...Leggi tutto

scritto da Alfredo Monaco, cons. reg. Scelta Civica

I nostri ospedali sono un colabrodo

Fa acqua la Sanità piemontese e quanto accaduto a Rivoli ne è l'esempio più lampante. Pioggia di calcinacci, infiltrazioni e mosche nei reparti di rianimazione. La gente vuole nosocomi dignitosi, Saitta la smetta di pensare solo ai conti

Mercoledì 23 luglio finalmente la Direzione sanitaria ha chiuso il reparto di Rianimazione dell’Ospedale di Rivoli dopo le nostre ripetute segnalazioni. Già il 4 luglio denunciavo infiltrazioni, pioggia di calcinacci, personale costretto a lavorare tra i secchi per raccogliere l’acqua in uno dei reparti più complicati per la degenza. Sul mio profilo Facebook si trovano le fotografie di quella incresciosa situazione. Certo che poi le mosche hanno trovato ambiente fertile per svilupparsi. Il personale è anni che segnalava questa situazione senza mai ottenere risposte. Gli ambienti delle Rianimazioni, n...Leggi tutto

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Sulle presunte irregolarità nella raccolta firme di alcune liste a sostegno di Chiamparino penso che
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Il leone Chiamparino e il topolino Cermignani
Dicono che… il Belli Capelli della politica piemontese, al secolo Roberto Cermignani, dopo essere stato espulso da Centro democratico e passato al partito del tarocco, si dedichi con diletto alla letteratura classica che utilizza nelle sue quasi quotidiane allusioni alla vicenda delle presunte firme false di Sergio Chiamparino, che lui ama chiamare “Serginio”. Il fatto che sia stato uno degli ispiratori del ricorso dei leghisti Mario Borghezio e Patrizia Borgarello è cosa nota almeno quanto i suoi dissapori con l’ex sindaco di Torino, che risalgono ai tempi delle trattative per il listino, culminate con la presentazione, da parte di Cermignani, di una lista di disturbo contro il candidato presidente, poi esclusa dai giudici. In uno dei suoi ultimi post sfoga tutto il suo rancore addirittura rispolverando la favola di Esopo del leone e il topolino in cui il primo rinuncia a mangiare l’altro in cambio della sua gratitudine. La morale? Anche i potenti, col mutar delle circostanze, possono aver bisogno dei deboli. Ah, se Chiamparino non avesse mangiato il topolino Cermignani…
 
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