Martedì 22 Luglio 2014, ore 9,00
SPENDING REVIEW

Un referendum taglia-poltrone

Per il leader di Ncd Costa servono misure drastiche per ridurre la babele di società partecipate regionali. "Il presidente non ceda alla tentazione di qualche nomina". A settembre una raccolta firme per chiedere un giro di vite delle partecipate regionali

Serve un taglio netto, non basta più qualche sforbiciata qua e là. E’ ora che la politica, a partire dalla Regione, si armi di falce e si avventuri in quella “selva oscura” di società partecipate e consorzi, che «nella maggior parte dei casi sono solo degli inutili carrozzoni». A parlare è Enrico Costa, vice ministro della Giustizia e coordinatore piemontese di Ncd che annuncia: «A settembre scenderemo in piazza per coinvolgere i cittadini piemontesi su tematiche per noi prioritarie e partiremo da una raccolta firme per chiedere a Sergio Chiamparino di liberarsi di tutte quelle aziende partecipate che non sono strategiche». Le parole d’ordine sono razionalizzare, accorpare, privatizzare e liberalizzare. Un orizzonte già indicato dalla Corte dei Conti e l’Antitrust, oltreché dal super commissario per la spending review Carlo Cottarelli. Per l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, occorre al più presto intervenire su un sistema , quello delle partecipate, che «dissangua le finanze pubbliche, altera la concorrenza e abbassa il livello di efficienza dei servizi», e ancora: «inibisce una sussidiarietà virtuosa, alimentando una sacca di clientelismo che rappresenta il vero costo della politica». La Regione Piemonte ha quote in 15 società partecipate (oltre a 5 aziende turistiche locali e una serie di istituti di ricerca, Ires, e consorzi come il Csi), molte di queste, a loro volta, controllano o hanno una partecipazione in altre società pubbliche, con il proliferare di consigli di amministrazione e collegi sindacali, poltrone succulente per il famelico mondo del sottogoverno regionale formato da politici trombati, “ex” illustri, parenti e professionisti “di area”. La sola Finpiemonte Partecipazioni, società nata proprio per gestire le quote di piazza Castello nelle varie società partecipate ha in pancia ben 32 aziende, nei settori della logistica e trasporti, territorio, ambiente, turismo e finanza. La gran parte di queste hanno bilanci in rosso con debiti a sei zeri e una oggettiva difficoltà a confrontarsi col mercato, soprattutto da quando la Regione ha chiuso i cordoni della borsa. E anzi talvolta da piazza Castello sono «costretti a inventarsi delle prestazioni da fargli svolgere per tenerli in piedi». A livello nazionale sono 7.500 le società pubbliche e lo scorso anno sono costate allo stato 26 miliardi. Un leviatano che va colpito, senza indugiare ulteriormente. «Spero che il Pd su questo tema non sia timido – incalza Costa – dopotutto quello che sto prospettando è anche l’indirizzo del premier Renzi. Chiamparino non deve cedere alla tentazione di fare qualche nomina». Per Costa serve un «percorso di razionalizzazione per evitare che queste società diventino un paracadute dorato ai primi dei non eletti alle elezioni», poltronifici di quelli che nella maggior parte dei casi sono degli «inutili carrozzoni». Il numero uno di Ncd promette: «Elaboreremo un piano e lo presenteremo al presidente della Regione». Un percorso che il Nuovo centrodestra intende fare assieme all’Udc piemontese: «ne ho già parlato con il segretario regionale Giovanni Barosini, che è in linea con noi», mentre prosegue a livello nazionale il cantiere per costituire un partito unico che metta insieme le forze di centrodestra d’ispirazione popolare e cattolica. Sulle partecipate, che già in campagna elettorale furono un cavallo di battaglia degli alfaniani, Costa rispolvera le sue origini liberali e prospetta misure draconiane: «Devono essere chiuse o messe sul mercato quelle che non sono strategiche per la Regione e intanto azzerare gli emolumenti agli amministratori». E’ lo stesso Cottarelli a definire quell’intricato reticolo di aziende partecipate dagli enti locali una«selva oscura». Per luil’orientamento di Comuni e Regioni dovrebbe essere volto a«consentire la creazione di partecipate o municipalizzate solo laddove sia dimostrato che lo stesso servizio non può essere erogato da un privato a un costo uguale o inferiore». Costa ammette: «Nella passata legislatura si è fatto troppo poco», è il momento di prendere il toro per le corna.
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21 Luglio 2014, ore 22,13
PALAZZO LASCARIS

Partiti contro Laus: “Caccia il grano” Barricate per la stretta sui fondi

Il segretario Pd Gariglio guida la contestazione al presidente del Consiglio regionale per il "metodo" adottato nella riduzione della dotazione a disposizione dei gruppi. E sul fronte dei vitalizi c'è chi pretende di "riscattare" la legislatura monca

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scritto da Carlo Giacometto, Comitato di Presidenza Forza Italia Piemonte

Elezione diretta per la Città metropolitana

La configurazione del nuovo ente e il metodo con il quale si arriverà al suo insediamento pongono un problema di rappresentatività. La soluzione passa necessariamente attraverso il coinvolgimento dei cittadini nella scelta dei vertici politici

La scelta di Forza Italia Piemonte di perseguire un’alleanza con i partiti del centrodestra - a cominciare dalla Lega Nord e da Fratelli d’Italia-An - per definire la governance che si occuperà della fase costituente della Città metropolitana di Torino è senza dubbio un bel segnale nei confronti di chi, e sono la stragrande maggioranza dei nostri sostenitori, ritiene che una coalizione unita sia l’unica strada praticabile per tornare ad essere competitivi. Anche in un’area storicamente più difficile per la nostra coalizione, come è la provincia di Torino.  Una scelta gius...Leggi tutto

scritto da Paola Bragantini e Ernesto Ausilio*

Ridare fiducia a militanti e cittadini

La selezione e la competenza della classe dirigente è la vera chiave di volta per chiudere con le pastoie del passato, con gli intrighi e i compromessi della vecchia politica e per ridare voce ai territori ed alla nostra popolazione

Nella Segreteria provinciale del Partito democratico di Torino si è discusso e dibattuto in maniera accesa e approfondita, con particolare riguardo alle prossima commissione sul tesseramento votata dalla Direzione. L’indicazione netta emersa dalla discussione, ribadiamo dalla discussione e non dalla rissa che è a tratti emersa nell’ambito della riunione, è stata quella che quella che bisogna agire in fretta, ridando fiducia ai militanti e ai Torinesi. Un’indicazione che ci auspichiamo seguita e sia collettiva a tutte le anime del Partito. Appare del tutto evidente che Torino non può permett...Leggi tutto

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Movimenti in Intesa
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