Lunedì 25 Maggio 2015, ore 8,00
LOTTA DI CLASSE

Scuola, “daremo a Renzi una lezione”

La minoranza Pd affila le armi in vista della discussione in Senato della riforma. Asse con i sindacati: "Non faccia la Thatcher de noantri", tuona Fornaro che respinge i sospetti di strumentalità: "Le nostre critiche sono nel merito, il testo va modificato"

Dopo il muro contro muro tra governo e sindacati sulla riforma della scuola neppure scalfito con l’apertura della sala verde di Palazzo Chigi, lo scorso 12 maggio, per il primo incontro concertativo dell’era Renzi, oggi si replica: per mezzogiorno è fissato l’inizio della riunione al ministero: da una parte la titolare del dicastero Stefania Giannini e dall’altra le rappresentanze dei lavoratori. Le premesse, soprattutto dopo il voto alla Camera, per passare dal nulla di fatto in sala verde al solito disco rosso (e un po’ rotto) dei sindacati paiono esservi tutte. Il premier, considerato che i lavoratori della scuola sono un bacino storico di voti per la sinistra, ha mostrato qualche segnale di apertura al dialogo e a possibili modifiche del testo, ma il suo rapporto con i sindacati – che qui si palesa più chiaramente che in altre vicende – non sarà certo facilitato da quell’auspicio di avere un giorno in Italia “un sindacato unico” che Matteo Renzi ha fatto l’altra sera da Mentana. Benzina sul fuoco. “Una concezione che esiste solo nei sistemi totalitari” la reazione di Susanna Camusso. E non ha taciuto sul punto, pur usando toni meno forti, neppure la minoranza bersaniana: “La tradizione sindacale del nostro Paese esclude che si possa costruire un sindacato unico” ha detto il presidente della commissione Lavoro di Montecitorio e per anni a capo della Fiom piemontese, Cesare Damiano. Che Area Riformista sia la componente dem più vicina o meno lontana dal sindacato e che giochi questa partita anche e soprattutto sulla scuola appare evidente. Certo non vanno dimenticati i fischi e le proteste che i parlamentari della sinistra interna hanno rimediato dagli insegnanti che manifestavano la loro contrarietà alla riforma e sono rimasti sordi ai distinguo, compresi quelli di Gianni Cuperlo e Roberto Speranza, poi tramutati nell’astensione dal voto alla Camera e in quel documento-testamento indirizzato ai colleghi di Palazzo Madama dove ci si appresta a scrivere il successivo capitolo della riforma. Dando atto che “nella proposta del governo ci sono aspetti positivi: stabilizzare oltre 100mila docenti, aumentare le risorse per la didattica e l’edilizia, procedere all’organico funzionale degli istituti e alcuni miglioramenti sono stati ottenuti durante il lavoro in commissione a partire dal ruolo del preside che risulta almeno attutito – scrivono i deputati della sinistra dem -. Con la stessa chiarezza è giusto indicare i punti critici che non hanno trovato soluzione. La permanenza della chiamata diretta da parte del preside in una logica monocratica, la discriminazione che colpisce gli insegnanti abilitati di seconda fascia e tutti gli altri precari. Parliamo di docenti che hanno alle spalle anni di servizio, che hanno affrontato costi e sacrifici per conseguire l’abilitazione e che non hanno potuto fruire di alcuna finestra concorsuale. Dalla stabilizzazione restano esclusi anche 23mila insegnanti della materna. Inoltre, pure senza negare la libertà educativa delle famiglie, occorre che non vengano sottratte risorse alla centralità della scuola statale”. Punti, questi, in discussione nell’incontro di oggi al ministero, ma – soprattutto – paletti che la minoranza interna al Pd annuncia di voler mettere nel passaggio al Senato, rimarcando di fatto, quella necessità di un dialogo con le parti sindacali che, nonostante gli incontri promossi dal premier, i bersaniani continuano a giudicare insufficiente. Se lo stesso ex segretario ha spiegato che “con qualche ritocco al Senato, felicissimi di votare la riforma”, la questione del rapporti con il sindacato resta più complessa: “È inconcepibile che un premier, segretario di un partito membro del Partito socialista europeo non ascolti i sindacati” dice il senatore Federico Fornaro che della sinistra è un esponente in ascesa e, in Piemonte il riferimento ormai riconosciuto. A Renzi manda a dire che “qui non siamo in Inghilterra e lui non è la Thatcher con i minatori”. Il parlamentare alessandrino ribadisce: “La questione sulla scuola, per la minoranza del Pd, non è politica, tantomeno strumentale, ma di merito. Come si fa a non ascoltare ragioni quando ha scioperato l’ottanta per cento dei lavoratori e tra questi c’era gente che non aveva mai scioperato. Una ragione ci sarà. E una ragione per non interrompere un dialogo con le parte sociali c’è”. Dai precari di serie A a quelli di serie B fino ai poteri del preside, passando per il nodo centrale del coinvolgimento di quei soggetti che la riforma dovranno metterla in pratica, i nodi da sciogliere per poi essere “felicissimi di votare” ai bersaniani non mancano. Così come respingono al mittente i sospetti di voler emendare al Senato il testo per poi imporre un ritorno alla Camera rallentando la marcia e, magari, impedire così a Renzi di intestarsi il raggiungimento dell’obiettivo in tempi brevi e con largo anticipo sull’inizio dell’anno scolastico. “Ma no. I tempi ci sono e bastano. Anche con le indispensabili modifiche, il testo può passare alla Camera entro il 15 giugno” assicura Fornaro. Il quale resta fermo sulla critica al premier e, soprattutto, segretario del partito per il rapporto con le parti sociali. “Mi sono trovato a vedere un tavolo con tutti i sindacati, dalla Cgil allo Snals uniti contro il governo sulla questione della scuola. Una cosa mai vista prima. Renzi ci è riuscito”.
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24 Maggio 2015, ore 16,57
DIRITTI & ROVESCI

Fracassoni impuniti e a nostre spese

Musica sparata a tutto volume, commercio abusivo di bevande, spettacoli allestiti violando norme e tasse. E' la "movida alternativa" che dalla Cavallerizza al Gabrio prospera a Torino nella sostanziale complicità del Comune. Cittadini in rivolta

L’ultima notte in bianco i residenti della zona l’hanno passata ballando, loro malgrado, al ritmo assordante della musica sparata a tutto volume fino all’alba. Gli occupanti della Cavallerizza - sedicenti artisti, antagonisti dei centri sociali e benicomunisti di ogni tacca - hanno festeggiato il primo anno della loro impresa: un bivacco per impedire che il complesso delle ex scuderie di casa Savoia venga venduto e riconvertito. “La Cavallerizza non si svende la Città se la riprende” recita lo striscione all’entrata di via Verdi, e così quasi ogni fine settimana si trasforma in una discoteca abusiva  per ... LEGGI TUTTO
scritto da Fabrizio Genco

Quella Barriera dimenticata

Le istituzioni cittadine riservano al centro tutte le iniziative di promozione e scaricano sulle periferie problemi e contraddizioni. E mentre si discute sulla direzione della futura linea 2 della metropolitana si diffondono criminalità e disagio

Ovviamente il festival del gelato non si svolgerà in Barriera, così come tutte le manifestazioni culturali pensate sempre per il Centro. Per Barriera e la sua riqualificazione, gli Assessori preposti, hanno pensato di istituire, in uno spazio idoneo ben recintato, il mercato del libero scambio, il cosiddetto “suk”. Sempre in Barriera, negli ultimi anni, visto che le case hanno perso il 40% del loro valore, gli Assessori per venire incontro ai cittadini che resistono, discutono se la Linea 2 dovrà partire o meno da Torino nord. Sempre in Barriera, l’anno scorso, abbiamo raccolto 1000 firme per contrast...Leggi tutto

scritto da Gian Carlo Locarni, Lega Nord*

Ecoreati solo a metà

Nonostante i toni trionfalistici di qualcuno, la nuova legge sull'ambiente approvata dal parlamento presenta molte lacune. Troppa discrezionalità lasciata ai magistrati e ancora insufficienti misure di contrasto sul territorio

Nonostante si debba parlare di un nuovo percorso all’interno del codice penale nel merito sanzionatorio, riguardante nella fattispecie i reati ai danni dell’ambiente e nonostante alcuni portino in evidenza la notizia con toni trionfalistici mi si permettano alcune considerazioni. Delitti contro l’ambiente: il provvedimento ha avuto il via libera dall’aula del Senato e ora è legge. Il codice penale ora è integrato con nuove fattispecie di reati: inquinamento ambientale, disastro ambientale, trasporto e abbandono di materiale ad alta radioattività, omessa bonifica e impedimento al controllo. &...Leggi tutto

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Non solo Picchioni
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Economia in chiaroscuro
Il 14 maggio è stato presentato il Rapporto “Italia multinazionale 2014 – Le partecipazioni italiane all’estero ed estere in Italia”, redatto dall’Ice (ora Italian trade agency), l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Il Rapporto sottolinea, tra l’altro, la crescita degli investimenti esteri in Italia, ammontati nel 2014 a oltre 20 miliardi di dollari (3 miliardi in più rispetto... Articolo completo
 
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