Mercoledì 17 Settembre 2014, ore 17,10
PAROLE & OPERE

Chiamparino sempre più su. Al 40° piano

Proseguono i lavori nel grattacielo della Regione. Trasloco previsto nell'estate 2015, ma il governatore ha già prenotato l'ufficio con vista mozzafiato. Il Consiglio resta a Palazzo Lascaris. E per pagare la nuova sede si vendono tre stabili

Non è ancora tempo di scatoloni, ma c’è aria di trasloco in Regione Piemonte. Proseguono, infatti, senza intoppi i lavori per la realizzazione del grattacielo da 42 piani (più cinque occupati da impianti e locali di servizio) e 210 metri di altezza, che ospiterà gli uffici dislocati oggi nei vari stabili regionali di Torino. Il trasferimento dovrebbe avvenire nel maggio del 2015, ma già entro la metà di ottobre verranno suddivisi gli spazi tra i vari assessorati. Una delegazione di consiglieri regionali, accompagnati dal presidente dell’emiciclo Mauro Laus e dal vice presidente della Giunta Aldo Reschigna, ha effettuato questa mattina un sopralluogo, anche se il trasferimento da Palazzo Lascaris, seppur formalmente non ancora scartato, pare essere un’operazione difficilmente realizzabile giacché sarebbe necessario costruire una palazzina ad hoc, per quanto ai tempi vennero già pagati gli oneri di urbanizzazione. Per ora, però, i 210 milioni che verranno spesi dalla Regione rappresentano già un fardello pesante da portarsi dietro, così è probabile che l’assemblea non si sposti da via Alfieri. Chi, invece, ha già prenotato il suo quartier generale è il governatore Sergio Chiamparino, sistemato al 40° piano, in un ufficio di pregio che prevede altezza doppia rispetto agli altri. Nessun problema di vertigini per il presidente, abituato alle altezze montane e dalla frequentazione della torre della LegaCoop, dov'è collocata la sede della Fondazione Antonino Monaco di cui è presidente onorario, e da dove, al ventesimo piano, ha condotto la campagna elettorale. Ora l’incombenza è mettere ordine nelle proprietà immobiliari dell’ente. A breve i tre principali stabili verranno valutati e messi sul mercato. Si tratta del palazzo della Giunta di piazza Castello, lo stabile in cui attualmente ha sede l’assessorato all’Ambiente in via Principe Amedeo e la palazzina liberty di via Petrarca dove ci sono gli uffici delle Opere Pubbliche. Certo, il mercato è quello che è, così è già stato escogitato un piano B, che coinvolge il nuovo bancomat pubblico degli enti locali. Qualora, com’è presumibile, la vendita dovesse essere un buco nell’acqua, i tre stabili finirebbero nel fondo immobiliare della Cassa Depositi e Prestiti, che anticiperebbe alla Regione il valore stimato, attraverso un’operazione già sperimentata recentemente dalla Provincia con il palazzo di corso Lanza. Il grattacielo sarà terminato nella primavera del 2015, avrà in totale 47 piani di cui 42 occupati da uffici e il resto da impianti e locali di servizio. Ci sarà un auditorium da 290 posti, due sale conferenze da 90 posti, locali per un asilo, mensa, due bar e un ristorante all’ultimo piano. Per arrivarci, in vista della nuova stazione della metropolitana di piazza Bengasi che sarà ultimata nel 2017, tre piani di parcheggio interrati e il collegamento con il sottopassaggio del Lingotto. Il grattacielo, i cui lavori sono costati finora 161 milioni, potrà ospitare circa duemila persone in uffici prevalentemente open space. Realizzato con una grande attenzione verso l’autosufficienza energetica, il grattacielo è stato seguito nella realizzazione al 98% da personale interno della Regione. Una struttura avveniristica quella firmata dall’archistar Massimiliano Fuksas, il quale, tuttavia, ne ha successivamente disconosciuto la paternità a causa dei continui cambiamenti richiesti dalla Regione, con una vertenza che al momento non risulta ancora sanata. Resta inoltre quel faro acceso dalla Corte dei Conti per quei 22,5 milioni assegnati a Fuksas solo per la progettazione, sui quali tecnici e politici di allora dovranno rispondere.
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17 Settembre 2014, ore 16,15
PALAZZO LASCARIS

Marrone vacilla, Ruffino forse la sfanga

Lunedì la Giunta delle elezioni della Regione si esprimerà sui casi di presunta ineleggibilità. Si fa grigia per l'unico eletto di Fratelli d'Italia, mentre dovrebbe scattare il semaforo verde per l'ex sindaca di Giaveno. Ultima parola all'aula

C’è uno scranno che scotta nel Consiglio regionale del Piemonte e da lunedì potrebbe diventare ancora più traballante di quanto già non lo sia. La Giunta delle elezioni, in programma il primo giorno della prossima settima, dovrebbe già emettere il verdetto su quelle posizioni rimaste finora in bilico per casi di presunta incandidabilità e ineleggibiltà. E se ufficialmente nessuno osa fare previsioni, nei corridoi sono in tanti a dare per spacciato il fratello d’Italia Maurizio Marrone, sul quale pende anche un procedimento davanti al giudice in seguito all’esposto inoltrato da un avvocato tori... LEGGI TUTTO
scritto da Gian Carlo Locarni, Lega Nord*

Speravo di sbagliarmi ed invece...

Nello Sblocca Italia sono state confermate le mie preoccupazioni. Basti pensare alla parte sui rifiuti e il loro smaltimento: ancora una volta non tiene conto delle autonomie locali e parlando sempre d'interesse nazionale bypassa gli ambiti ottimali

Come nel titolo la frase purtroppo ha avuto un seguito non esaltante per il territorio. Mi riferisco alle affermazioni che il sottoscritto ebbe a rilasciare, anche alla vostra testata giornalistica, in merito al decreto denominato Sblocca Italia, quando affermai che lo stesso era nella sua stesura un omicidio democratico, nonostante qualche miope, amministrativamente parlando, bollava il tutto come sterile polemica politica.    Non solo tutto confermato quanto era nelle mie e di molti altri preoccupazioni ma leggendo attentamente il decreto pubblicato in gazzetta ufficiale, si evincono altre preoccupazioni di non poco con...Leggi tutto

scritto da Alberto Perini, coord. reg. Popolari per l’Italia

Eterologa, silenzi inquietanti

Un diritto ha sempre un “costo” sociale e per accontentare qualcuno si rischia di danneggiare altri. Ciò che lascia sbigottiti è la totale mancanza di un giudizio serio e articolato su una questione che interroga i fondamenti della natura umana

Egregio Direttore, sono rimasto molto colpito in queste settimane dalla reazione del mondo politico sulla questione della fecondazione eterologa. I cosiddetti “nuovi diritti” hanno le loro radici nel tessuto di cui ogni uomo è fatto, e da qui la loro “attrattiva”, ma, pur riconoscendo che si tratta di un tentativo umano di risposta ad un naturale bisogno di felicità che l’uomo ha, la loro proliferazione esprime l’aspettativa che l’ordine giuridico possa risolvere i drammi umani e assicurare soddisfazione ai bisogni infiniti che abitano il cuore umano.   Nessuno discon...Leggi tutto

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Il bilancio di questi primi 100 giorni di Sergio Chiamparino alla guida della Regione è:
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La produttività di Morgagni
Dicono che… in giunta regionale la proposta dell’assessore alla Sanità di negare il premio di produttività all'ex direttore generale Sergio Morgagni abbia fatto annuire all’unisono tutti i colleghi di Antonio Saitta. E che qualcuno abbia lanciato frecciate al curaro sulla produttività dell’ex manager pubblico passato a lavorare nel privato. I muri di Piazza Castello avrebbero ascoltato, e questa è cosa nota, della rapidità con cui Morgagni ormai scontato il risultato elettorale favorevole a Chiamparino, aveva rassegnato le dimissioni, sparendo da corso Regina, ma ricomparendo con altrettanta velocità ai vertici di una struttura emiliano-romagnola di un importante gruppo sanitario privato. Lo stesso gruppo, si sarebbe detto approvando con larghi sorrisi il niet all’obolo aggiuntivo, che avrebbe ottenuto l’accreditamento per una sua struttura nel nord Piemonte poco prima che Morgagni lasciasse il suo posto.
 
A conti fattiA conti fatti
Buchi e (mancati) controlli in Sanità
L’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta comunica bruscamente: “Dai conti della Sanità relativi al 2012 e 2013, con l’aggiunta delle stime su quelli dei primi mesi del 2014, emergono perdite per circa 100 milioni”. Nuova mazzata in testa all’Assessore al Bilancio e Vicepresidente Aldo Reschigna, già alle prese con una ridefinizione (assestamento) dei disastrati conti della Regione tutt’altro che facile anche senza ques... Articolo completo
 
Cose (E)inauditeCose (E)inaudite
Non tutti gli statali sono fannulloni. Purtroppo
Com’era prevedibile, le Cose (E)inaudite della scorsa settimana hanno suscitato un certo trambusto, come accade ogni volta che si tocca (a parole) il pubblico impiego. Il commento più divertente è stato quello che ha definito la rubrica di venerdì scorso “l’equivalente di destra di un articolo di Lotta Comunista”. Personalmente, non sono di destra, si parva licet, più o meno per le stesse ragioni per cui Hayek dich... Articolo completo
 
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“Happy days” è il ridicolo nome lanciato quest’estate dal Partito Democratico per la propria festa di Roma. Credo che si tratti di un nome efficace, oltre che ridicolo, in quanto descrive magnificamente l’essenza stessa del partito più filoatlantista che vi sia oggi nello scacchiere politico italiano. Certo, anche a destra non scherzano: partitini risibili come quello di Fini, penosamente proni dinanzi alla Nato e al volere statunitense, farebbero ridere se ... Articolo completo
 
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