ECONOMIA DOMESTICA

Produzione industriale, torna il segno meno

Dopo tre anni di crescita ininterrotta, il Piemonte si ferma: -0,2% nel terzo trimestre. Stabili mercato interno e ordinativi esteri. Ilotte: "Una speranza dai nuovi investimenti di Fca"

Anche il Piemonte soffre dell’arresto dell’economia italiana, che nel terzo trimestre ha fatto registrare per la prima volta una contrazione della crescita del pil dello 0,1 per cento. Secondo l’indagine congiunturale condotta da Unioncamere, condotta con Confindustria Piemonte, Intesa Sanpaolo e Unicredit, tra luglio e settembre, la produzione industriale della regione è calata dello 0,2%. Si tratta del primo dato negativo dopo 13 trimestri consecutivi di crescita. La flessione è di lievissima entità: si tratta di una sostanziale stabilità rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, ma era dal I trimestre del 2015 che le imprese manifatturiere piemontesi non registravano un risultato con il segno meno per la produzione industriale. La crescita media nel 2017 era stata del 3,6%, ma già nei primi due trimestri dell’anno in corso si era registrato un rallentamento: al primo trimestre, periodo in cui l’incremento è stato del 2,7%, ha fatto seguito la decelerazione del secondo trimestre (+1,8%).

La scoraggiante performance evidenziata a livello produttivo trova corrispondenza nei risultati poco brillanti mostrati da tutti gli altri indicatori analizzati: piatto il dato relativo al mercato interno (+0,1%), solo debolmente positivo quello riguardante gli ordinativi esteri (+0,9); in media, il fatturato totale delle imprese manifatturiere intervistate cresce solo di un punto percentuale rispetto al periodo luglio-settembre 2017, con la componente estera che registra un incremento dello 0,9%; il grado di utilizzo degli impianti si attesta al 66%.

La rilevazione è stata condotta nei mesi di ottobre e novembre con riferimento ai dati del periodo luglio-settembre 2018 e ha coinvolto 1.245 imprese industriali piemontesi, per un numero complessivo di 85.700 addetti e un valore pari a circa 54,0 miliardi di euro di fatturato

“In questo trimestre il Piemonte è tornato ad essere fragile  - commenta il presidente di Unioncamere Vincenzo Ilotte -. Dopo più di tre anni di crescita, la manifattura torna ad avere un risultato negativo. Questa inversione di tendenza ci preoccupa, anche perché è legata ad un più esteso senso di incertezza che sta minando la fiducia dei nostri imprenditori e consumatori. La crescita del settore manifatturiero risulta quindi essenziale per il mantenimento occupazionale e competitivo del nostro territorio. A tal proposito, guardiamo con favore alla volontà da parte di Fca di continuare ad investire sul nostro territorio”.

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