Arrestate Pentenero, vuole l’emodinamica

La consigliera regionale Pd si oppone alla chiusura del reparto dell’ospedale di Chivasso. Causa che è costata un procedimento giudiziario all’allora assessore pidiellino Ferrero

Da qualche giorno i muri di Chivasso (Torino) e del circondario sono tappezzati di manifesti  in cui il Partito democratico della zona, capitanato dalla consigliera regionale Gianna Pentenero, si schiera a difesa della struttura di emodinamica , operante presso il reparto di cardiologia del nosocomio chivassese, opponendosi al trasferimento stabilito dal nuovo Piano sanitario della Regione. Il Pd sostiene la medesima causa perorata a suo tempo dall’allora assessore alla Sanità Caterina Ferrero, posizione che le è costata l’accusa di “concorso morale in abuso d’ufficio” nella nota inchiesta sulla (presunta) Sanitopoli piemontese. Nel caso della consigliera democratica c’è materia sufficiente per “traffico d’influenza” e persino per “associazione a delinquere” giacché correi del reato sono le migliaia di cittadini - 12mila - che hanno sottoscritto l’appello promosso dal circolo Acli per contestare la decisione.

 

La vicenda dell’emodinamica di Chivasso è uno dei filoni più controversi dell’indagine che è costato il posto alla Ferrero. Secondo i pubblici ministeri Paolo Toso e Stefano Demontis, l’ex assessore in concorso con il suo collaboratore Piero Gambarino e il commissario di allora dell’Asl To4 Renzo Secreto, decisero «di stipulare una convenzione tra Asl 4 e il soggetto privato Villa Maria Pia Hospital per attività di emodinamica diagnostica e interventistica a favore del presidio ospedaliero di Chivasso», violando una serie di leggi e regolamenti: la procedura di gara irregolare, il mancato accoglimento di pareri obbligatori, l’inosservanza del Piano di rientro. Causando un danno economico, rappresentato dall’impegno di spesa assunto per l’avvio del reparto di emodinamica che non andava autorizzato a fronte dell’antieconomicità del servizio. Tesi confutata ieri dalla Ferrero e da Secreto, oggi dalla Pentenero, dal Pd, dalle Acli e da 12mila chivassesi.

 

È illuminante, nel chiarire la genesi della questione, l’interrogatorio del 28 maggio 2011 di Paolo Monferino. L’attuale assessore, all’epoca da qualche mese direttore della Sanità (e in conflitto con la Ferrero) ricostruisce il percorso: «A Chivasso l’investimento strutturale era già stato fatto, mancava quanto necessario per far partire il servizio: il team cardochirurgico, le dotazioni del materiale di consumo, la fornitura dei dispositivi medicali. Io personalmente avrei smontato l’emodinamica a Chivasso e l’avrei portata dove ce ne fosse stato bisogno». Secondo i calcoli dell’allora direttore Monferino «in Piemonte vi sono almeno 7 emodinamiche in più», e Chivasso era una di queste. Un esubero tale che, afferma davanti ai pm, «sulla base degli impegni assunti in ossequio al piano di rientro, noi dovremmo chiudere almeno 6 emodinamiche». Diventato assessore quante ne ha finora chiuse? Nessuna. Anzi, ne ha aperta una nuova all’ospedale S. Biagio di Domodossola. «L’emodinamica per il Verbano-Cusio-Ossola era un punto del mio programma elettorale per il VCO e un preciso impegno che mi ero assunto con gli elettori. La promessa è stata mantenuta!», plaude il presidente del Consiglio Regionale Valerio Cattaneo. Agli arresti pure lui?

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