Giordano furioso, Aress verso la chiusura
11:04 Venerdì 09 Novembre 2012 4Seduta agitata della Commissione regionale. L’assessore torna ad attaccare Monferino: “Se non mi si lascia lavorare in pace, me ne vado”. Intanto passa un emendamento che prevede l’abolizione dell’agenzia regionale dei servizi sanitari
Non accenna a stemperarsi la tensione all’interno della giunta regionale. Lungi dall’essersi ricomposta, la frattura tra Massimo Giordano e Paolo Monferino, consumata platealmente sulla vicenda Csi, ha avuto nell’odierna riunione della Commissione Bilancio di Palazzo Lascaris un’ulteriore puntata. Al centro sempre il destino del consorzio informatico pubblico e, soprattutto, le recenti dichiarazioni del titolare della Sanità circa le manifestazioni di interesse da parte di potenziali acquirenti che sarebbero giunte direttamente alla sua attenzione. “Io non parlo con le aziende”, ha sbottato Giordano, alludendo a commistioni (e intromissioni) tra ruoli e responsabilità che andrebbero assolutamente scongiurate nella delicata fase di riorganizzazione dell’ente di corso Unione Sovietica, alla vigilia di una (parziale o totale) privatizzazione. E in tal senso ha annunciato - proprio per tutelare l'esecutivo e il Csi - di un "piano di trasparenza" che obblighi a una verbalizzazione dei contatti con imprese interessate al dossier. “O mi si fa lavorare con serenità – ha detto in sintesi, garantendo di aver concordato la posizione direttamente con il governatore – altrimenti posso pure andarmene a casa”. Insomma, un clima da redde rationem tutto interno al cerchio magico cotaniano tra l’ex sodale novarese (caduto in disgrazia) e il manager assoldato quale “garante” dell’asse di potere con il Lingotto.
Giusto a rinfocolare gli animi, in Commissione è stato accolto un emendamento al ddl sull'assestamento che prevede l'abrogazione dell’Aress, l’agenzia regionale per i servizi sanitari, attualmente diretta da Claudio Zanon, in passato ispiratore delle politiche di presidente e Lega nel settore, oggi relegato ai margini anche per tentare di tenere a freno il suo eccessivo protagonismo. L’atto proposto dal capogruppo pidiellino Luca Pedrale e dal consigliere Massimiliano Motta è stato sottoscritto da Pdl e Progett’Azione. Analogo provvedimento è in preparazione per chiedere la cancellazione anche di Scr, la stazione appaltante della Regione.



