SCONTRO SULLA LINEA

Gtt, non disturbate il conducente

Fassino, stizzito per le indiscrezioni comparse sullo Spiffero, viene attaccato frontalmente dalla sua maggioranza. No di renziani e Sel allo spacchettamento. Il Pd Lo Russo chiede una verifica sui conti: “Ma è proprio necessario vendere?”

“Una riunione al vetriolo”. Così uno dei presenti definisce l’incontro tra Piero Fassino e la maggioranza in Sala Rossa sulla modalità di dismissione di Gtt, l’azienda dei trasporti interamente in capo alla Città di Torino. Confermate le indiscrezioni dello Spiffero sullo spacchettamento della società in quattro asset specifici per essere messi sul mercato separatamente e con tempistiche ancora da definire. Il primo cittadino, accompagnato dal suo vice Tom Dealessandri, che sta seguendo in prima persona l’operazione, ha incassato con fastidio una per una le critiche degli esponenti di Pd e Sel, primo fra tutti il renziano Mimmo Mangone, che nei giorni scorsi aveva presentato una mozione - sottoscritta anche da vendoliani e Idv - che impegna l’amministrazione a valutare prioritariamente la cessione di quote di Iren, la multiservizi dell’energia - piuttosto che Gtt.

 

L’amministrazione ha deciso di cedere interamente il servizio parcheggi con una gara specifica, mentre è orientata a mettere sul mercato l’80% delle quote inerenti al trasporto pubblico locale. Per quanto riguarda gli immobili (uffici e depositi in particolare) verranno conferiti da Gtt alla Città, che ne potrà disporre ed eventualmente far convergere in un fondo ad hoc per metterli all’asta. “Magari dopo aver reso più appetibili quelle aree” commenta un consigliere, che tradotto vuol dire cambiare destinazione d’uso e permettere ai potenziali acquirenti di investire su un insediamento residenziale.

 

Al centro della discussione il metodo adottato dall’esecutivo. “E’ proprio necessario vendere? Sulla base di quali calcoli?” ha chiesto il capogruppo democrat Stefano Lo Russo, riaccendendo l’antica disputa con il custode delle casse comunali Gianguido Passoni. Insomma, è lui che conosce lo stato delle finanze cittadine, solo lui può dire se sia o meno indispensabile mettere proseguire con operazioni di dismissioni, peraltro già annunciate lo scorso anno dallo stesso Fassino. Solo dopo - è la tesi del numero uno del Pd - si dovrà innescare la discussione su cosa vendere e come. Durante il suo intervento conclusivo Lo Russo ha definito “pasticciata” la soluzione adottata lo scorso anno, quando il tentativo di vendita di Gtt venne stoppato in seguito a un’offerta giudicata “non congrua” di Trenitalia, che metteva sul piatto 70 milioni di euro.

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