Erasmus, Torino ha scarso appeal
17:50 Lunedì 08 Luglio 2013 1Record in Europa per il programma di studio all'estero. L'Ateneo subalpino è solo al 27° posto tra le mete. Italia prescelta da più di 20mila giovani, ma dopo Spagna, Francia, Germania e Regno Unito. A gennaio l'Ue vara un nuovo piano di scambi culturali
Boom dell’Erasmus, ma l’Università di Torino riscuote scarso appeal tra gli studenti europei. Secondo i dati pubblicati oggi dalla Commissione europea, l’Ateneo subalpino è solo al 27° posto (827 arrivi) tra le mete più gettonate dai giovani. Dopo Spagna, Francia, Germania e Regno Unito, l’Italia è in quinta posizione per recettività, con 20.204 studenti accolti. Nella top 100 delle università europee più richieste ben 17 sono del nostro Paese. A Bologna - che ha scalato una posizione rispetto al 2010-2011 - va la medaglia di bronzo nell’Ue con 1.713 studenti, dietro soltanto a Granada e Madrid con circa 2.100 giovani ciascuna. Superano i mille studenti anche la Sapienza di Roma (ottava) e l’Università degli studi di Padova (nona). Peggio di Torino il Politecnico di Milano (32esimo), la Federico II di Napoli (33esima) e l’Università degli studi di Milano (43esima). Dai dati dell'esecutivo comunitario emerge che circa 205 mila studenti, l’80% di coloro che hanno ricevuto un sostegno da Erasmus, hanno scelto di trascorrere in media sei mesi all’estero nell’ambito del loro percorso di laurea. Sono sempre più popolari i tirocini in azienda che, con una crescita del 18%, hanno visto la partecipazione di quasi 50 mila persone.
Nel complesso, l’anno accademico 2011-2012 con oltre 250 mila giovani in viaggio rappresenta un primato finora mai raggiunto. Dal suo avvio nel 1987, oltre tre milioni di studenti europei hanno partecipato a quello che è il programma più popolare dell’Ue. Gli italiani che sono partiti per l’estero nel 2011-2012 sono stati 23.377, con un aumento del 6,1% rispetto all’anno accademico precedente. Un buon incremento ma inferiore alla media Ue (+9%).
“Le ultime cifre da record testimoniano il successo e la popolarità di Erasmus, un programma più importante che mai in tempi di crisi economica e di elevata disoccupazione giovanile”, ha commentato il commissario europeo per l’Istruzione e la cultura, Androulla Vassiliou. Dal primo gennaio 2014 prenderà il via un nuovo programma Ue per gli scambi giovanili, chiamato Erasmus+, che nei prossimi sette anni intende aiutare quattro milioni di persone a studiare all’estero. Il programma, che riunirà tutti i precedenti meccanismi europei incentrati sull'educazione e sulla formazione, prevede lo stanziamento di 16 miliardi di euro tra il 2014 e il 2020, con un aumento di più del 40% rispetto a quanto era stato concesso tra il 2007 e il 2013. Si prevede che il numero di persone che riceverà una borsa di studio dall’Ue sarà quasi il doppio rispetto al passato, moltiplicando così le opportunità di formazione e di lavoro per i giovani europei.



