Pdl, falchi nella “tana dell’aquila”
17:07 Giovedì 31 Ottobre 2013 3Una delegazione del partito piemontese, capitanata dal capogruppo in Regione Pedrale, a rapporto da Verdini. Si preparano le mosse in vista del Consiglio nazionale (che potrebbe essere anticipato) e parte la "conta" tra lealisti e filogovernativi
Un incontro “fugace ma intenso”. Sono stati a rapporto poco più di una decina di minuti il capogruppo a Palazzo Lascaris Luca Pedrale il consigliere regionale e segretario biellese Lorenzo Leardi e Michele Formagnana, ex leghista, entrato nel Pdl a febbraio scorso. Di fronte a loro nella nuova sede di Forza Italia a San Lorenzo di Lucina, Dennis Verdini, coordinatore decaduto, che resta tuttavia l’architetto di retrovia berlusconiano, particolarmente attivo in tempi di guerra come quelli che si stanno delineando. Non è chiaro se sia stato il gran visir berlusconiano a convocarli o loro che abbiano bussato alla sua porta, di certo il rendez-vous avrebbe infastidito non poco il vice presidente della Regione Gilberto Pichetto Fratin, tenuto all’oscuro fino all’ultimo, nonostante sia stato tra i primi a schierarsi con il Cavaliere da quando nella “sua voliera” le colombe han tirato fuori gli artigli.
Verdini ha prima delineato ai tre l’imminente show-down in vista del Consiglio nazionale dell’8 dicembre, dove servirà la maggioranza qualificata per ratificare il passaggio dal Pdl a Forza Italia e l’azzeramento delle cariche, anche se pare sempre più probabile che quella data venga anticipata e che comunque la spaccatura (a questo punto ineluttabile) avverrà prima. Così è iniziata la conta per cercare di definire la dislocazione dei componenti piemontesi nel massimo organo del partito. Una estenuate partita a scacchi, che si gioca a Roma come a Torino. I tre esponenti di Palazzo Lascaris si sono ritrovati sotto il naso un documento in appoggio alle decisioni dell’ufficio di presidenza, che in questi giorni stanno sottoscrivendo i cosiddetti “lealisti” di tutta Italia. Chi ha già scelto prova a convincere gli indecisi e tra chi decide c’è qualcuno che si pente così le firme talvolta si cancellano con la stessa velocità con cui vengono apposte.
E’ una guerra di nervi nella quale entrambi gli schieramenti lasciano intendere di avere la maggioranza di un partito tradizionalmente poco abituato alla dialettica interna, ma forgiato sull’obbedienza spesso cieca e irrazionale del capo. Oltre ai tre consiglieri regionali e al già citato Pichetto, sarebbero pronti a compiere una precisa scelta di campo anche il potente assessore alla Sanità Ugo Cavallera e il collega di giunta Alberto Cirio. Dall’altra parte della barricata il coordinatore regionale Enrico Costa può contare sull’alleanza con l’eurodeputato Vito Bonsignore e con l’ala ciellina guidata dal consigliere regionale Giampiero Leo, oltre agli assessori regionali vicini all’ex coordinatore Enzo Ghigo, ovvero Michele Coppola e Claudia Porchietto. E poi ci sono i terzisti, quelli che al momento non si schierano tra i quali si annoverano l’ex socialista Daniele Cantore e Cristiano Bussola.


