Radicali liberi nella testa di Gariglio
14:43 Mercoledì 05 Febbraio 2014 3Il giro dei pannelliani torinesi annuncia il proprio sostegno al candidato renziano nella corsa alla segreteria del Pd. "Da tempo al suo fianco nella battaglia per la trasparenza". Ma all'interno dell'Aglietta in molti storcono il naso
“Abbiamo messo insieme il diavolo con l’acqua santa e sono sicuro che per i Radicali il diavolo sono io”. Esordisce con una battuta Davide Gariglio, candidato alla segreteria regionale del Pd nella conferenza stampa in cui i pannelliani (eretici) di Torino annunciano il proprio sostegno all’ex presidente di Palazzo Lascaris, un cattolico doc, erede della tradizione popolare piemontese, ma anche «colui che ha messo al primo punto della propria proposta il tema della trasparenza, una nostra antica battaglia» spiega Igor Boni, presidente dell’associazione Adelaide Aglietta. Insomma, le differenze, a partire dai diritti civili, ci sono ed è inutile negarlo, ma non mancano i punti di contatto sui quali lavorare. L’anello di congiunzione è Matteo Renzi, sul quale i Radicali subalpini avevano puntato già nelle primarie contro Pier Luigi Bersani e poi ancora nelle ultime consultazioni che lo hanno incoronato al vertice del Nazareno.
Promotore dell’iniziativa, assieme a Boni, è il consigliere comunale di Torino, eletto nelle liste Pd, Silvio Viale, da sempre anima critica rispetto all’ortodossia pannelliana e per questo recentemente defenestrato dal ruolo di presidente di Radicali Italiani, salvo rientrare dalla finestra come numero uno del Comitato nazionale. E pensare che solo due anni fa Viale e Gariglio erano avversari in altre primarie: quelle per il sindaco di Torino, vinte - come noto - da Piero Fassino, un altro che nel nome di Renzi si ritrova fiero alleato del consigliere regionale.
Sia Boni che Viale hanno da tempo la doppia tessera Radicali-Pd e rappresentano quella componente che ha instaurato ormai stabilmente un link privilegiato con il principale partito di centrosinistra, entrando per questo in rotta di collisione con Marco Pannella, che ha sempre prediletto la politica delle alleanze trasversali sulle varie battaglie intraprese e che recentemente ha trovato in Silvio Berlusconi una sponda per i referendum (per i quali non è stato raggiunto il quorum delle firme) sulla riforma della giustizia. «Assieme a Gariglio abbiamo già portato a casa l’anagrafe pubblica degli eletti, che lui ha sostenuto a Palazzo Lascaris e approva
ta nel dicembre 2012. E’ stato lui a portare avanti la battaglia sulle proroghe degli appalti nelle Asl, in particolare all’Asl numero 1» prosegue Boni. Non mancano però gli scettici all’interno della stessa Aglietta: tra questi Alessandro Frezzato, membro della direzione dell’associazione Luca Coscioni, contrario a un impegno dei Radicali nelle consultazioni interne al Pd, su una posizione intermedia il segretario Giulio Manfredi. Divisioni che rischiano di radicalizzarsi se, come annunciato dallo stesso Gariglio, i Radicali dovessero essere anche coinvolti nella segreteria del nuovo segretario.



